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Le vostre Domande

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Alcune delle domande che ci avete mandato, alle quali abbiamo risposto gratuitamente. Rendiamo anonime tutte le domande che pubblichiamo, così da poter assicurare il rispetto della privacy di tutti gli utenti.

Voglio installare un impianto solare fotovoltaico, da dove comincio?

Domanda:

(8-02-2012)  Salve, abito nelle vicinanze di asti e sto valutando l'idea di utilizzare un impianto fotovoltaico o di pannelli solari, ovviamente per risparmiare denaro ed essere allo stesso tempo autonoma per quanto possibile. Inoltre, lo spazio intorno a casa non manca, per cui..potete aiutarmi a capire da dove cominciare? magari chiedendo consulenze in sito..
grazie mille

Risposta:

Esiste un tipo di caminetto (o stufa) che sfruttando il calore prodotto possa generare corrente elettrica?

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Domanda:

(ricevuta il 13 dicembre 2009)
per tutto l'inverno uso un caminetto. ora mi chiedo se non esista un  tipo di caminetto (o stufa) che sfruttando il calore prodotto possa generare corrente....

Risposta: 

Gentile ****** ,
in effetti esistono caldaie a legno che producono anche elettricità. Al momento però nessuna ditta commercializza realmente simili prodotti in versione domestica (3 kw). Stiamo anche noi aspettando che simili prodotti arrivino sul mercato italiano.
Un parere analogo a questo lo può riscontrare nei commenti su http://www.energeticambiente.it/biomasse/14719852-caldaia-pellet-e-produ...
La terremo informata quando ci saranno novità.
Colgo l'occasione per augurarle un buon 2010.
Salute
Jacopo Fo

PS
Le allego informazioni su una di queste caldaie, la Sun Machine (http://www.sunmachine.com/), che oltretutto non brucia direttamente il legno ma ne estrae il gas poi usato per azionare una turbina.

La Sun-Machine è una macchina co - generatrice in grado di produrre 3 Kwh di energia elettrica e 10.5 Kwh di energia termica.
Per fare questo la suddetta macchina consuma circa 3 Kg di pellets l’ora,
gassificandoli.
Nel processo di Massificazione vengono prodotti precisamente 15 Kwh di energia.
I suddetti 15 Kwh vengono così utilizzati:
3 Kwh vengono utilizzati per produrre l’energia elettrica di cui sopra
10.5 Kwh vengono utilizzati per produrre energia termica (di cui specificherò le caratteristiche in seguito).
1.5 Kwh vengono dissipati.

Caratteristiche delle produzioni energetiche ottenute:

I 3 Kwh di energia elettrica vengono prodotti mediante un motore Stirling (di cui parlerò in seguito) e possono essere impiegati per un qualsiasi utilizzo ma il target ottimale in tal senso è rappresentato dall’uso domestico.
I 10.5 Kwh di energia termica hanno un utilizzo adattabile a seconda delle esigenze, questa adattabilità dipende però fortemente dall’ impiantistica di corredo. Questi 10.5 Kwh termici sono recuperati utilizzando l’acqua di raffreddamento del motore Stirling che è alla temperatura di circa 80 gradi.
Gli step di recupero prevedono i seguenti passaggi di temperatura:
1) 80 °C all’uscita del raffreddamento
2) 70 °C all uscita di uno scambio termico montato internamente alla macchina.
3)65 °C all’uscita di un’ eventuale serbatoio di acqua calda
A titolo di esempio, l’acqua così prodotta può essere impiegata in radiatori termici, inquanto giungerebbe a questi ad una temperatura superiore ai 60 °C, ed è in grado di riscaldare una casa di 150 m2 circa.
I restanti 1.5 Kwh di energia vengono dispersi nell’ambiente mediante i gas di scarico che hanno una temperatura di circa 55 °C.
Si sta cercando di riutilizzare anche questa energia mediante scambio termico
dei gas a fini di riscaldamento, portando così il rendimento energetico totale
poco oltre il 92%.

Caratteristiche del motore Stirling.

Si tratta del motore Stirling, a parità di energia elettrica prodotta, in assoluto più piccolo e più affidabile al mondo.
Le dimensioni massime sono approssimativamente: altezza 50 cm, larghezza
45cm, profondità 18/20 cm.
Il dato fondamentale riguardo l’affidabilità riguarda il numero di giri al minuto che compie questo motore, solamente 1000 giri al minuto ( nei prossimi sviluppi si prevede di portarli a 800), il che consente di avere un affidabilità tale da prevedere un primo controllo dopo 80000 ore (cioè 9 anni, 1 mese, 17 giorni, 10 ore e 48 minuti). Va detto che dagli esperimenti è risultato un numero di ore necessario per il primo controllo maggiore di 80000 abbiamo preferito sottostimarlo per garantire l’utenza.
Ogni controllo consiste in un aperture della macchina e in un testing del gas di lavoro nello Stirling ( Azoto) e della lubrificazione. Eventualmente ne saranno aggiustate delle parti usurate.

Caratteristiche di esercizio della macchina.

Il primo controllo sull’ usura della macchina va effettuato proprio dopo 80000 ore (ovvero 9 anni, 1 mese, 17 giorni, 10 ore e 48 minuti) inquanto il motore Stirling è la parte più soggetta all’usura dell’ intera macchina.
La macchina va inoltre aperta massimo 2 volte l’anno per una pulitura generale delle ceneri (biodegradabili) e del gassificatore.
La macchina va aperta due volte l’anno se viene utilizzata a ciclo continuo.
Prescindendo dal tipo di impiantistica che utilizza i 10.5 Kwh termici e che dissipa gli 1.5 Kwh, termodinamicamente il buon funzionamento del motore Stirling, sia per quanto riguarda l’usura che il rendimento, necessita di una dissipazione di almeno 8.5 Kwh sull’ ammontare energetico iniziale, ovvero 15 Kwh.

Alimentazione e scarichi della macchina.

Come già detto in precedenza la macchina utilizza circa 3 Kg di pellets all’ora per produrre i risultati energetici di cui sopra.
La Casa produttrice Sun – Machine consiglia vivamente, al fine di garantire un buon funzionamento della macchina e il rispetto dei parametri tecnici oggetto di questa relazione, di utilizzare solo pellets di tipo D.I.N. (Deutch, Industries, Normal), cioè i pellets standard tedeschi, o di qualità naturale equivalente. Il tenore di ceneri, che vengono rilevate esclusivamente durante la pulitura della macchina è inferiore allo 0.03% (perfettamente entro la norma).
Il tenore di polveri sottili rilevabili nei gas di scarico è anch’esso inferiore allo 0.03% (perfettamente a norma).
Va notato che il tenore delle ceneri e delle polveri sottili prodotti dalla gassificazione risulta talmente basso che non risulta quantitativamente rilevabile.
I gas di scarico risultano talmente poveri di polveri che non necessita alcun filtro interno alla macchina e alcun camino per lo scarico ma bensì basta una marmitta.
A titolo del tutto cautelativo la Sun – Machine può essere fornita anche con un piccolo camino dotato di un filtro.

Nell’ impiantistica esterna va previsto un inverter montato fuori dalla macchina.

La temperatura di ritorno dell’acqua di raffreddamento nello Stirling è di 35 °C.
La temperatura di gassificazione è di circa 2500 °C.
La temperatura di esercizio in testa allo Stirling è di circa 600 °C ed è ottenuta mediante uno scambio termico trà una parte del liquido di raffreddamento e il gas a contatto con la fiamma viva (a circa 2500 °C).

Notizie economiche provvisorie Sun - Machine.

Le seguenti notizie economiche sono da valutare in senso provvisorio inquanto la macchina entrerà sul mercato italiano a maggio e dunque ci sono alcune valutazioni, di cui parlerò, che vanno ancora effettuate.

Il costo della macchina ovvero del gassificatore, del minisilos pellets, dello Stirling e delle interconnessioni, sia elettroniche che idrodinamiche, e di circa 25000 euro all’ utente finale.
Da valutazioni che riguardano esclusivamente la produzione di energia elettrica, l’intero ammontare del costo della macchina risulta recuperabile mediamente in 7.5 anni.
In questa valutazione sono stati considerati i ricavi ottenuti dall’ENEL per l’energia elettrica ceduta, il risparmio dell’energia elettrica ( non più comprata dall’ENEL), il costo dei pelletts utilizzati nella gassificazione.
Questi tempi di recupero sono stati previsti per un tempo di utilizzo della macchina di almeno 9 ore al giorno.
Eventuali incentivi, che comportino contributi in conto capitale della macchina, in cui la macchina può rientrare sono in fase di valutazione.
Provvisoriamente possiamo affermare che la macchina rientra sicuramente nei piani di incentivazione della Legge del 9 gennaio 1991 n.10, dunque dovrebbe rientrare anche nei piani di incentivazione del decreto Bersani.
Ad ogni buon conto non è stata valutata alcuna forma di incentivo nel calcolo del recupero costo di cui sopra.
Nel piano di recupero costo non è stato valutato nemmeno il risparmio (pur considerevole) dovuto al recupero termico.
A titolo di esempio basti considerare che se la macchina venisse utilizzata per riscaldare un appartamento di 150 m2 ci consentirebbe di risparmiare un litro di gasolio all’ ora a fronte dei tre chili di pellets impiegati.
Nel piano di ammortamento della macchina non è stato inserito questo aspetto perché va valutato di volta in volta, considerando l’impiantistica esterna a corredo della macchina e gli utilizzi cui vengono destinati i 10.5 Kwh termici riutilizzati.
Se per assurdo si decidesse di dissiparli non ci sarebbe alcun risparmio in questo senso.
Il piano di incentivazione in conto capitale della macchina non risulta ancora definito perché si tratta di una macchina assolutamente nuova.
Da alcuni studi che ho effettuato personalmente la macchina dovrebbe rientrare perfettamente, come detto prima, negli incentivi del decreto Bersani.

Risulta evidente che la stima fatta per i 7.5 anni occorrenti per recuperare il costo della macchina ha un buon margine di miglioramento.
Fonte:  energierinnovabili.forumcommunity.net

 

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Categoria Articolo: Le vostre Domande - esempi pubblicati
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Ristrutturazione e rifacimento impianto elettrico e idrico: occorre l'autorizzazione del comune?

DOMANDA ricevuta il 28 gennaio 2012

Salve, con la presente email vorrei porvi un quesito tecnico:

In un locale di circa 60 metri di mia proprietà è già presente sia un impianto elettrico sia un impianto idrico-fognante a norma di legge (con relativa certificazione del 2001). In questo locale ho provveduto a rimuovere l'intonaco e la tubazione esistente dell'impianto con al max la sostituzione di qualche cassetta rotta e della nuova pulsanteria a norma in plastica anziché in metallo.

Bene, la mia domanda è la seguente: per fare questi lavori devo avere una DIA o SCIA o posso chiamare un elettricista e farli?

In attesa di un vostro cordiale riscontro colgo l'occasione per salutarvi e ringraziarvi.

RISPOSTA:

GENTILE CLIENTE,
PURTROPPO NON POSSO RISPONDERLE CON PRECISIONE IN QUANTO LE NORME CHE REGOLANO QUESTO TIPO DI COMUNICAZIONE (LA DIA), SONO DIVERSE REGIONE PER REGIONE, COMUNQUE  LE RIPORTO DI SEGUITO ALCUNE INFORMAZIONI TROVATE IN RETE  INERENTI ALLA SUA DOMANDA.

Le fasi da seguire per vendere un'attività commerciale (senza brutte sorprese)

Se abbiamo intenzione di vendere la nostra attività commerciale dobbiamo avere la consapevolezza della complessità e delle eventuali problematiche relative a questo tipo di operazione: non dobbiamo, dunque, affidarci unicamente al nostro fiuto per gli affari perché potremmo incappare in spiacevoli sorprese. Le due principali cose da tenere a mente, nel caso in cui dovessimo vendere un’attività commerciale, sono:

• Saper attribuire, con estrema consapevolezza, il valore del bene che si sta per vendere;

• Cercare il giusto acquirente, scelta che va ponderata con cautela. Una volta chiariti questi due punti, la vendita di un’attività commerciale deve seguire delle fasi ben precise, che possiamo così riassumere:

• Fornire all’acquirente tutta la documentazione necessaria per procedere con serenità e chiarezza all’acquisto;

• Importanti sono anche l’analisi e la richiesta economica, in linea con una realistica ed attenta perizia di tutte le voci, cosa che sicuramente garantirà la massima esposizione sul mercato, attirando in questo modo un gran numero di acquirenti e garantendo, ad entrambe le parti, una conclusione felice dell’affare;

Liberalizzazioni: cosa cambia nel setto re delle automobili con le nuove leggi del Governo Monti.

Distribuzione carburanti, pedaggi autostradali, taxi e Rca: limitandoci solo  al  mondo delle auto, questi sono i settori che hanno subito alcune modifiche con la conversione in legge del  decreto Liberalizzazioni, approvato dal parlamento.
L'obbiettivo  del governo Monti è aumentare la concorrenza, facendo di conseguenza calare le tariffe delle assicurazioni Rca, delle autostrade e dei taxi.  
Ma nel mirino della riforma c'è soprattutto il caro benzina, considerando che l'aumento del prezzo ha gia raggiunto i 2,00 euro al litro in molte città, su ripercussioni negative anche sull'inflazione.
Le associazioni dei consumatori hanno stimato che con l'entrata in vigore del decreto liberalizzazioni, potrebbe esserci un risparmio di 0,10 centesimi di euro al litro, alla pompa. Se è un calcolo ottimistico lo  scopriremo nei prossimi mesi.
Invece per quanto riguarda il controllo di autostrade e taxi,   assumerà un ruolo importante la nuova Autorità dei Trasporti,  che in futuro  avrà il compito di vigilare sulle concessionarie autostradali e sulle licenze dei taxi, fissate dai comuni.
Vediamo ora le modifiche nel dettaglio:
DAL BENZINAIO
- se sono anche titolari dell'autorizzazione petrolifera, i gestori di impianti di distribuzione possono liberamente rifornirsi da un qualsiasi produttore o rivenditore.

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