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28-30 novembre: FORMAZIONE PER DOTTORI E RAGIONIERI COMMERCIALISTI

  Sei un commercialista o un ragioniere e sei stanco dei soliti corsi di formazione? Ad Alcatraz vogliamo offrire non solo corsi di alto livello in molti settori ma anche un contesto di tranquillità, convivialità e buona cucina che - come ormai universalmente riconosciuto - favoriscono l’apprendimento, rendendo un corso anche un’esperienza piacevole e rigenerante.

Per tutte le informazioni clicca qui http://www.alcatraz.it/index.php/corsi/400-formazione-per-dottori-e-ragionieri-commercialisti

Programma: 

Venerdì 28 novembre 2014:

Arrivo partecipanti

ore 20.00: cena presso il Ristorante della Libera Università di Alcatraz (Presidio Slow Food)
ore 21.00: conferenza di Jacopo Fo: “Cervelli verdi fritti: come nascono le soluzioni imprevedibili”

Sabato 29 novembre 2014

ore 10.00: conferenza di Cristiano Bottone: “Non più, non ancora - L’affascinante sfida dell’innovazione ai tempi della crisi”
ore 13.00: pranzo presso il Ristorante della Libera Università di Alcatraz
ore 14.00 – 16.00: pausa relax (possibilità di passeggiate nel bosco, o di usufruire della piscina calda, o di massaggi shatsu o rilassanti)
ore 16.00: conferenza di Michele Dotti: “Creatività e Cooperazione”
ore 18.00: conferenza di Marco Boschini: “Sulla dichiarazione dei redditi voglio che sia scritto: ha lottato fino all’ultimo per cambiare il mondo, cambiando gli stili di vita quotidiani”
ore 20.00: cena presso il Ristorante della Libera Università di Alcatraz
ore 21.30: Spettacolo con Stefano Benni e Dacia D'Acunto "5 racconti sull'amore"

Domenica 30 novembre 2014

ore 10.00: conferenza di Renato Palma: “Economia e felicità, una proposta di accordo”
ore 13.00: pranzo presso il Ristorante della Libera Università di Alcatraz

Partenza

 

 

 

 

Esiste un tipo di caminetto (o stufa) che sfruttando il calore prodotto possa generare corrente elettrica?

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Domanda:

(ricevuta il 13 dicembre 2009)
per tutto l'inverno uso un caminetto. ora mi chiedo se non esista un  tipo di caminetto (o stufa) che sfruttando il calore prodotto possa generare corrente....

Risposta: 

Gentile ****** ,
in effetti esistono caldaie a legno che producono anche elettricità. Al momento però nessuna ditta commercializza realmente simili prodotti in versione domestica (3 kw). Stiamo anche noi aspettando che simili prodotti arrivino sul mercato italiano.
Un parere analogo a questo lo può riscontrare nei commenti su http://www.energeticambiente.it/biomasse/14719852-caldaia-pellet-e-produ...
La terremo informata quando ci saranno novità.
Colgo l'occasione per augurarle un buon 2010.
Salute
Jacopo Fo

PS
Le allego informazioni su una di queste caldaie, la Sun Machine (http://www.sunmachine.com/), che oltretutto non brucia direttamente il legno ma ne estrae il gas poi usato per azionare una turbina.

La Sun-Machine è una macchina co - generatrice in grado di produrre 3 Kwh di energia elettrica e 10.5 Kwh di energia termica.
Per fare questo la suddetta macchina consuma circa 3 Kg di pellets l’ora,
gassificandoli.
Nel processo di Massificazione vengono prodotti precisamente 15 Kwh di energia.
I suddetti 15 Kwh vengono così utilizzati:
3 Kwh vengono utilizzati per produrre l’energia elettrica di cui sopra
10.5 Kwh vengono utilizzati per produrre energia termica (di cui specificherò le caratteristiche in seguito).
1.5 Kwh vengono dissipati.

Caratteristiche delle produzioni energetiche ottenute:

I 3 Kwh di energia elettrica vengono prodotti mediante un motore Stirling (di cui parlerò in seguito) e possono essere impiegati per un qualsiasi utilizzo ma il target ottimale in tal senso è rappresentato dall’uso domestico.
I 10.5 Kwh di energia termica hanno un utilizzo adattabile a seconda delle esigenze, questa adattabilità dipende però fortemente dall’ impiantistica di corredo. Questi 10.5 Kwh termici sono recuperati utilizzando l’acqua di raffreddamento del motore Stirling che è alla temperatura di circa 80 gradi.
Gli step di recupero prevedono i seguenti passaggi di temperatura:
1) 80 °C all’uscita del raffreddamento
2) 70 °C all uscita di uno scambio termico montato internamente alla macchina.
3)65 °C all’uscita di un’ eventuale serbatoio di acqua calda
A titolo di esempio, l’acqua così prodotta può essere impiegata in radiatori termici, inquanto giungerebbe a questi ad una temperatura superiore ai 60 °C, ed è in grado di riscaldare una casa di 150 m2 circa.
I restanti 1.5 Kwh di energia vengono dispersi nell’ambiente mediante i gas di scarico che hanno una temperatura di circa 55 °C.
Si sta cercando di riutilizzare anche questa energia mediante scambio termico
dei gas a fini di riscaldamento, portando così il rendimento energetico totale
poco oltre il 92%.

Caratteristiche del motore Stirling.

Si tratta del motore Stirling, a parità di energia elettrica prodotta, in assoluto più piccolo e più affidabile al mondo.
Le dimensioni massime sono approssimativamente: altezza 50 cm, larghezza
45cm, profondità 18/20 cm.
Il dato fondamentale riguardo l’affidabilità riguarda il numero di giri al minuto che compie questo motore, solamente 1000 giri al minuto ( nei prossimi sviluppi si prevede di portarli a 800), il che consente di avere un affidabilità tale da prevedere un primo controllo dopo 80000 ore (cioè 9 anni, 1 mese, 17 giorni, 10 ore e 48 minuti). Va detto che dagli esperimenti è risultato un numero di ore necessario per il primo controllo maggiore di 80000 abbiamo preferito sottostimarlo per garantire l’utenza.
Ogni controllo consiste in un aperture della macchina e in un testing del gas di lavoro nello Stirling ( Azoto) e della lubrificazione. Eventualmente ne saranno aggiustate delle parti usurate.

Caratteristiche di esercizio della macchina.

Il primo controllo sull’ usura della macchina va effettuato proprio dopo 80000 ore (ovvero 9 anni, 1 mese, 17 giorni, 10 ore e 48 minuti) inquanto il motore Stirling è la parte più soggetta all’usura dell’ intera macchina.
La macchina va inoltre aperta massimo 2 volte l’anno per una pulitura generale delle ceneri (biodegradabili) e del gassificatore.
La macchina va aperta due volte l’anno se viene utilizzata a ciclo continuo.
Prescindendo dal tipo di impiantistica che utilizza i 10.5 Kwh termici e che dissipa gli 1.5 Kwh, termodinamicamente il buon funzionamento del motore Stirling, sia per quanto riguarda l’usura che il rendimento, necessita di una dissipazione di almeno 8.5 Kwh sull’ ammontare energetico iniziale, ovvero 15 Kwh.

Alimentazione e scarichi della macchina.

Come già detto in precedenza la macchina utilizza circa 3 Kg di pellets all’ora per produrre i risultati energetici di cui sopra.
La Casa produttrice Sun – Machine consiglia vivamente, al fine di garantire un buon funzionamento della macchina e il rispetto dei parametri tecnici oggetto di questa relazione, di utilizzare solo pellets di tipo D.I.N. (Deutch, Industries, Normal), cioè i pellets standard tedeschi, o di qualità naturale equivalente. Il tenore di ceneri, che vengono rilevate esclusivamente durante la pulitura della macchina è inferiore allo 0.03% (perfettamente entro la norma).
Il tenore di polveri sottili rilevabili nei gas di scarico è anch’esso inferiore allo 0.03% (perfettamente a norma).
Va notato che il tenore delle ceneri e delle polveri sottili prodotti dalla gassificazione risulta talmente basso che non risulta quantitativamente rilevabile.
I gas di scarico risultano talmente poveri di polveri che non necessita alcun filtro interno alla macchina e alcun camino per lo scarico ma bensì basta una marmitta.
A titolo del tutto cautelativo la Sun – Machine può essere fornita anche con un piccolo camino dotato di un filtro.

Nell’ impiantistica esterna va previsto un inverter montato fuori dalla macchina.

La temperatura di ritorno dell’acqua di raffreddamento nello Stirling è di 35 °C.
La temperatura di gassificazione è di circa 2500 °C.
La temperatura di esercizio in testa allo Stirling è di circa 600 °C ed è ottenuta mediante uno scambio termico trà una parte del liquido di raffreddamento e il gas a contatto con la fiamma viva (a circa 2500 °C).

Notizie economiche provvisorie Sun - Machine.

Le seguenti notizie economiche sono da valutare in senso provvisorio inquanto la macchina entrerà sul mercato italiano a maggio e dunque ci sono alcune valutazioni, di cui parlerò, che vanno ancora effettuate.

Il costo della macchina ovvero del gassificatore, del minisilos pellets, dello Stirling e delle interconnessioni, sia elettroniche che idrodinamiche, e di circa 25000 euro all’ utente finale.
Da valutazioni che riguardano esclusivamente la produzione di energia elettrica, l’intero ammontare del costo della macchina risulta recuperabile mediamente in 7.5 anni.
In questa valutazione sono stati considerati i ricavi ottenuti dall’ENEL per l’energia elettrica ceduta, il risparmio dell’energia elettrica ( non più comprata dall’ENEL), il costo dei pelletts utilizzati nella gassificazione.
Questi tempi di recupero sono stati previsti per un tempo di utilizzo della macchina di almeno 9 ore al giorno.
Eventuali incentivi, che comportino contributi in conto capitale della macchina, in cui la macchina può rientrare sono in fase di valutazione.
Provvisoriamente possiamo affermare che la macchina rientra sicuramente nei piani di incentivazione della Legge del 9 gennaio 1991 n.10, dunque dovrebbe rientrare anche nei piani di incentivazione del decreto Bersani.
Ad ogni buon conto non è stata valutata alcuna forma di incentivo nel calcolo del recupero costo di cui sopra.
Nel piano di recupero costo non è stato valutato nemmeno il risparmio (pur considerevole) dovuto al recupero termico.
A titolo di esempio basti considerare che se la macchina venisse utilizzata per riscaldare un appartamento di 150 m2 ci consentirebbe di risparmiare un litro di gasolio all’ ora a fronte dei tre chili di pellets impiegati.
Nel piano di ammortamento della macchina non è stato inserito questo aspetto perché va valutato di volta in volta, considerando l’impiantistica esterna a corredo della macchina e gli utilizzi cui vengono destinati i 10.5 Kwh termici riutilizzati.
Se per assurdo si decidesse di dissiparli non ci sarebbe alcun risparmio in questo senso.
Il piano di incentivazione in conto capitale della macchina non risulta ancora definito perché si tratta di una macchina assolutamente nuova.
Da alcuni studi che ho effettuato personalmente la macchina dovrebbe rientrare perfettamente, come detto prima, negli incentivi del decreto Bersani.

Risulta evidente che la stima fatta per i 7.5 anni occorrenti per recuperare il costo della macchina ha un buon margine di miglioramento.
Fonte:  energierinnovabili.forumcommunity.net

 

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Categoria Articolo: Le vostre Domande - esempi pubblicati
Alcune delle domande che ci avete mandato, alle quali abbiamo risposto gratuitamente. Rendiamo anonime tutte le domande che pubblichiamo, così da poter assicurare il rispetto della privacy di tutti gli utenti.

Incompatibilità tra l’incarico di assessore e la consulenza in favore di una società partecipata dal Comune

Parere di carattere Giuridico Legale

La risposta viene inviata via email, su carta intestata (ad esempio dello studio legale che risponde) e firmata. Quindi utilizzabile a tutti gli effetti come un parere scritto da un qualsiasi avvocato "in persona".

Costo del Servizio: 400 euro (iva inclusa)

DOMANDA:
C’è incompatibilità tra l’incarico di assessore comunale e lo svolgimento di un’attività professionale di consulenza (amministrativa, fiscale, contabile e del lavoro) in favore di alcune società partecipate dall’ente comunale? La stessa incompatibilità può sussistere nel caso di elezione a consigliere comunale? Cosa succede se l’attività professionale è esercitata nei confronti di società indirettamente partecipate dal Comune attraverso un’altra società partecipata?

 

RISPOSTA:

Le elezioni amministrative e le relative cause d’ineleggibilità e incompatibilità
sono disciplinate dal d.lgs. 267/2000 (t.u. degli enti locali), il cui art. 63, comma 1, stabilisce quanto segue.
“Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della Provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale:
1) l’amministratore o il dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento di ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza in cui vi sia almeno il 20% di partecipazione rispettivamente da parte del Comune o della Provincia o che dagli stessi riceva, in via continuativa, una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa, quando la parte facoltativa superi nell’anno il 10% del totale delle entrate dell’ente;
2) colui che (come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento) ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell’interesse del Comune o della Provincia, ovvero in società e imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello Stato o della Regione;
3) il consulente legale, amministrativo e tecnico che presta opera in modo
continuativo in favore delle imprese di cui ai numeri 1 e 2 del presente comma;
4) colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o
amministrativo, rispettivamente, con il Comune o la Provincia. La pendenza di una lite in materia tributaria ovvero di una lite promossa ai sensi dell’art.9 del presente decreto non determina incompatibilità. Qualora il contribuente sia eletto amministratore comunale, competente a decidere sul suo ricorso è la commissione del Comune capoluogo di circondario sede di tribunale ovvero sezione staccata di tribunale. Qualora il ricorso sia proposto contro tale Comune, competente a decidere è la commissione del Comune capoluogo di provincia. Se il ricorso è proposto contro quest’ultimo, competente a decidere è, in ogni caso, la commissione del Comune capoluogo di Regione. Se il ricorso è proposto contro quest’ultimo, competente a decidere è la commissione del capoluogo di Provincia territorialmente più vicino. La lite promossa a seguito di (o conseguente a) sentenza di condanna determina incompatibilità soltanto in caso di affermazione di responsabilità con sentenza passata in giudicato. La costituzione di parte civile nel processo penale non costituisce causa d’incompatibilità.

La presente disposizione si applica anche ai procedimenti in corso;

5) colui che, per fatti compiuti allorché era amministratore o impiegato,
rispettivamente, del Comune o della Provincia, ovvero d’istituto o di azienda da esso dipendente o vigilato, è stato, con sentenza passata in giudicato, dichiarato responsabile verso l’ente, istituto o azienda e non ha ancora estinto il debito;
6) colui che, avendo un debito liquido ed esigibile, rispettivamente, verso
il Comune o la Provincia, ovvero verso istituto o azienda da essi dipendenti, è stato legalmente messo in mora, ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti, abbia ricevuto invano notificazione dell’avviso di cui all’art. 46 del d.P.R. 602/1973;
7) colui che, nel corso del mandato, si trova in una condizione di ineleggibilità prevista nei precedenti articoli”.
Il comma 2 del medesimo art. 63 stabilisce, invece, quanto segue: “L’ipotesi
di cui al numero 2 del comma 1 non si applica a coloro che hanno parte in cooperative o consorzi di cooperative, iscritte regolarmente nei registri pubblici”. Da ultimo, il comma 3 prevede che “l’ipotesi di cui al numero 4 del comma 1 non si applica agli amministratori per fatto connesso con l’esercizio del mandato”.

Come si vede, per quel che più direttamente riguarda la fattispecie in esame, il comma 1, numero 3, del richiamato art. 63 del t.u. degli enti locali prevede che non può ricoprire la carica di sindaco, di presidente della Provincia, di consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale, il consulente legale, amministrativo e tecnico che presta opera in modo continuativo in favore di imprese in cui vi sia almeno il 20% di partecipazione, rispettivamente, da parte del Comune o della Provincia o che dagli stessi riceva, in via continuativa, una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa, quando la parte facoltativa superi nell’anno il 10% del totale delle entrate dell’ente.
La norma individua le cause ostative derivanti dal ricoprire cariche o uffici
che possano creare situazioni di conflitto di interessi tra ente ed eletto, il quale verrebbe a trovarsi nella  posizione di consulente per le scelte di gestione e di politica economico-contabile della società partecipata pubblica e, allo stesso tempo, parteciperebbe alla vita politica e amministrativa dell’ente, potendo ricevere da questo, peraltro, per la sua funzione, le indennità previste dalla legge.
In effetti, grazie alla quota partecipativa, anche minoritaria, l’ente esercita
una vera e propria ingerenza nel funzionamento della società, anche attraverso la nomina dei componenti del consiglio di amministrazione, tale da incidere sul processo formativo della volontà della persona giuridica. Sotto tale profilo, è importante evidenziare come non rilevi che la partecipazione dell’ente sia minoritaria, atteso che il socio è comunque in grado, indipendentemente dalla quota sottoscritta, di concorrere alle decisioni sociali, incidendo sul funzionamento della stessa persona giuridica.
La ratio della norma è da ricercare nell’esigenza di eliminare il conflitto d’in-
teressi, anche solo potenziale. Secondo la giurisprudenza, infatti, “in tema di elettorato passivo, il precetto sancito dall’art. 3, comma 1, numero 1, della l. 154/1981 (sostanzialmente riprodotto nell’art. 63, comma 1, numero 1, del d.lgs. 267/2000)  è diretto a evitare il conflitto, anche potenziale, tra l’interesse che l’amministratore dell’ente controllato deve tutelare nell’assolvimento dei propri compiti di gestione e quello che deve tutelare l’eletto alla carica del Comune controllante” (Cass. civ., Sez. I, 16990/2007).
La legge, inoltre, richiede, ai fini dell’incompatibilità, che il consulente presti
la propria opera, per l’impresa partecipata dall’ente, in modo continuativo e non con carattere saltuario e occasionale. Le cause d’incompatibilità non inficiano l’atto elettivo, che è validamente venuto in essere, ma determinano l’impossibilità per l’eletto di ricoprire la carica istituzionale, a meno che non provveda, nei termini prescritti, alla rimozione della causa che ha determinato la stessa incompatibilità.
In tal senso, l’art. 68, commi 2-4, del d.lgs. 267/2000, stabilisce che “le cause d’incompatibilità, sia che esistano al momento della elezione sia che sopravvengano a essa, importano la decadenza dalle predette cariche. Ai fini della rimozione delle cause d’ineleggibilità sopravvenute alle elezioni, ovvero delle cause di incompatibilità, sono applicabili le disposizioni di cui ai commi 2-3 e 5-7 dell’art. 60. La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa d’ineleggibilità o incompatibilità”.
Orbene, premesso che la causa d’incompatibilità viene in rilievo soltanto
con l’elezione, in quanto soltanto da quel momento si concretizza la situazione di conflitto d’interessi tra l’ente e l’eletto, il legislatore ha stabilito che le cause di incompatibilità, sia che esistano al momento della elezione, sia che sopravvengano, debbono essere rimosse, per evitare la decadenza dalla carica, con le modalità prescritte dai commi 3-4 del citato art. 68 del t.u. L’ultimo comma dell’art. 68 del t.u. specifica che la cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa ostativa.
Se l’eletto non provvede a eliminare, nei modi sopra indicati e nel consueto
termine di dieci giorni dalla convalida, la causa di incompatibilità (preesistente, ovvero originaria), trova applicazione il procedimento disciplinato dall’art. 69 dello stesso t.u., predisposto per addivenire alla eventuale dichiarazione di decadenza dalla carica di consigliere.
Giova ricordare che, rispetto alle cause di incompatibilità, trova applicazione
l’esimente stabilita dall’art. 67 del t.u., a mente del quale “non costituiscono cause di ineleggibilità o di incompatibilità gli incarichi e le funzioni conferite ad amministratori del Comune, della Provincia e della circoscrizione previsti da norme di legge, statuto o regolamento in ragione del mandato elettivo”.
Le argomentazioni fin qui esposte sono riferibili anche alla figura dell’asses-
sore comunale che svolge attività di consulenza in favore di società partecipate dall’ente pubblico. Questa analogia trova il suo fondamento nell’art. 47 del t.u., il quale prevede che, “nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e nelle province, gli assessori sono nominati dal sindaco o dal presidente della Provincia, anche al di fuori dei componenti del consiglio, fra i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere.
Nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, lo statuto può prevedere la nomina ad assessore di cittadini non facenti parte del consiglio e in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere”. Ebbene, la norma richiamata consente, nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, la nomina di assessori anche al di fuori del consiglio, rimettendo la scelta alla discrezionalità del capo dell’amministrazione; mentre per i comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti tale possibilità è consentita solo se prevista dallo statuto. In ogni caso, i nominati dovranno essere in possesso dei requisiti di compatibilità ed eleggibilità che non ostano alla carica di consigliere comunale.
In conclusione, alla luce di tutto quanto fin qui illustrato, sembra emergere,
nel caso di specie, una incompatibilità ex art. 63 del t.u. 267/2000, per il consulente amministrativo fiscale contabile e del lavoro di una società partecipata dal Comune e per il quale ente il consulente potrebbe ricoprire la carica di assessore e/o consigliere. La stessa incompatibilità appare sussistere anche nel caso in cui l’attività professionale sia svolta nei confronti di una società indirettamente partecipata dal Comune, attraverso un’altra società partecipata, purché in detta partecipazione il Comune detenga almeno il 20% delle quote sociali.

 

Energia Arcobaleno: ecologia di qualità

Energia Arcobaleno è  il marchio di qualità promosso da Merci Dolci s.r.l.  e  Alcatraz.it :
Votiamo ogni volta che facciamo la doccia, accendiamo la luce, facciamo la spesa e facciamo una telefonata!

Allora diventiamo consumatori sostenibili di energia (e non solo) !
Per ogni  bene o servizio che comperiamo è bene  considerare con attenzione e cura "cosa" (quale servizio, quale bene) si  stà acquistando. Insomma,  per ricevere che "cosa" stiamo  spendendo i nostri soldi?

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