Articolo di Massimo Malerba
Manovra, hanno cancellato l’articolo 18, passa la libertà di licenziare
Ecco, l’hanno fatto. Ci provano da anni e alla fine hanno raggiunto il loro obiettivo: cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ossia quello che vieta il licenziamento senza giusta causa nelle aziende con più di 15 dipendenti. Dal momento dell’approvazione della manovra si potrà licenziare liberamente, derogando ai contratti nazionali e alle leggi. E’ sufficiente siglare un accordo aziendale e l’articolo 18 viene aggirato. Un provvedimento dai tratti ideologici (cosa c’entra il pareggio di bilancio con al demolizione del contratto nazionale?) chiesto a gran voce dal ministro Sacconi che così corona il suo sogno: la demolizione del contratto nazionale.
Il colpo di mano è contenuto nell’emendamento di maggioranza all’articolo 8 della Manovra approvato oggi dalla Commissione bilancio del Senato. Il provvedimento passato in commissione stabilisce che, “fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro”, le specifiche intese aziendali e territoriali “operano anche in deroga alle disposizioni di legge” ed alle “relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro”.
L’emendamento prevede, in aggiunta, che le intese valide saranno non solo quelle “sottoscritte a livello aziendale o territoriale da associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale” (come già prevedeva il testo della manovra), ma che anche le associazioni “territoriali” avranno la possibilità di realizzare specifiche intese “con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati” su temi come “le mansioni del lavoratore, i contratti a termine, l’orario di lavoro, le modalità di assunzione, le conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro”.
Insorge la Cgil che attraverso il suo segretario generale, Susanna Camusso, parla di cancellazione della Costituzione. Si aggiunge un altro motivo (il più grave di tutti) alle ragioni dello sciopero generale che tra due giorni, il 6 settembre, paralizzerà il Paese.
Sempre dal sito lettera viola:
Quella del 10 e 11 settembre potrebbe essere un’occasione, oltre che per aprire il confronto su tematiche politiche generali, anche per fare il punto su alcune questioni che riguardano la nostra attività in rete in tempi in cui la scure della censura incombe sul web: tra queste potrebbe esserci la possibilità di un incontro tra ammnistratori di pagine e gruppi Facebook, blog, siti di informazione che nella rete italiana ogni giorno operano per garantire una libera informazione.
Molte sono le pagine e gruppi che trattano temi politici ed economici da punti di vista differenti, allora perchè non approfittare per vedersi, conoscerci, confrontarsi, scambiarsi esperienze, parlare di noi, di informazione di web e magari costruire percorsi comuni?
A notte fatta quando tutti gli altri capannelli tematici si saranno spenti che ne dite di una
“rimpatriata” nonvirtuale la sera del 10 settembre a piazza San Giovanni (Roma)? Aspettiamo adesioni, scriveteci: capannelloweb@gmail.com
di Andrea Antonelli
Hanno già aderito:
Pagine Facebook: Il popolo viola, Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi, E’ tutta colpa di Pisapia, Battiquorum, San Precario Revolution
Blog: Il Post Viola
Siti di informazione: Dazebao, Lettera Viola, L’Isola dei Cassintegrati