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Aggiornato: 13 min 14 sec fa

Legambiente analizza i rifiuti: i sacchetti di patatine i più abbandonati nel verde

1 ora 13 min fa

L’indagine in 87 parchi pubblici italiani per presentare “Puliamo il mondo“, che si terrà dal 20 al 22 settembre. Mozziconi di sigaretta, pezzi di plastica e involucri di snack e dolciumi la piaga dei giardini pubblici. Ciafani: “È la prova che le campagne di sensibilizzazione non sono mai troppe”

Ci sono gli onnipresenti e perpetui mozziconi di sigarette e ci sono i tanti pezzi di plastica non identificabili. Le aree verdi italiane sono però soffocate e insozzate soprattutto dai sacchetti delle patatine. È uno dei dati che Legambiente rende noti in occasione di “Puliamo il mondo 2019”, che il 20, 21 e 22 settembre vedrà l’associazione impegnata, come accade da 27 anni, nella campagna per raccogliere rifiuti abbandonati e promuovere comportamenti sostenibili e rispettosi dell’ambiente.

La prevalenza di involucri di patatine e caramelle tra i rifiuti abbandonati nelle aree verde è stata accertata monitorando 87 parchi pubblici in tutta Italia, nei quali sono stati effettuati 87 transetti di monitoraggio di 100 metri quadri ciascuno, per un totale di 8.700 metri quadri. I volontari che hanno partecipato all’indagine sono stati 564, appartenenti a 40 differenti circoli di Legambiente. I parchi campione sono frequentati principalmente da bambini e ragazzi, famiglie, anziani e sportivi. È un dato sconcertante, se si pensa che i maggiori consumatori di patatine sono i giovani, proprio coloro tra i quali la cultura del corretto smaltimento dei rifiuti dovrebbe essere ormai acquisita.

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L’amore è essenziale. Ma l’amicizia?

3 ore 13 min fa

Leggi qui la prima parte dell’articolo

Una volta ho compiuto un’azione pericolosissima: fare affari con un mio amico.
Questioni di strade e ruspe.
E mi vien detto, prove inoppugnabili alla mano, che il mio amico s’è fatto fare lo sconto da un ruspista in natura: lavori per mille euro a casa sua.
Che faccio? Ipotesi uno gli dico: “Brutto bastardo hai fatto la cresta, ti schifo!”
Ipotesi due aspetto il trascorrere degli eventi e mi sorbisco un altro amico che mi tormenta perché sono un coglione che si lascia fregare e fa finta di non vedere perché vuole illudersi che tutti gli vogliono bene.

Passa un anno. Un giorno stiamo facendo i conti e il mio amico mi dice: “Mi sono dimenticato che quando il Parapotti ha portato 25 camion di ghiaia due mesi fa ne ha segnati solo 20 perché io gli avevo portato due rimorchi di legna sei mesi fa, i mille euro di differenza li ho compensati perché l’anno scorso ho fatto venire il ruspista a spianarmi il campo dietro casa mia, quello che ci ho piantato i meli, e non l’ho pagato perché me lo ha fatto come sconto sui lavori della strada che abbiamo fatto assieme e così siamo andati giusti coi 5 camion di ghiaia che ho pagato con la mia legna”.
Vai, meraviglioso, l’ho abbracciato!
E vorrei notare che se io fossi andato da lui prima e l’avessi accusato di avermi fregato, la sua giustificazione (Ahh ma io intendevo andare in pari) sarebbe risultata una toppa indecente.
A volte invece capita che un amico ti faccia uno sgarbo pulito, senza dubbi di fraintendimenti, palese e non ci sono scuse.
Allora inizia il difficile perché devi decidere se lo sgarro è di misura imperdonabile e richiede la cancellazione dell’amicizia oppure è qualche cosa che puoi non comprendere ma perdonare. Perdonare veramente, cancellare dalla tua mente. Perché se passi sopra ma trascrivi la colpa sul libro nero delle cose brutte che ti hanno fatto, l’amicizia ne resta comunque compromessa. Quel che vedo in giro ahimé è triste perché domina un modo di fare i conti glaciale. Un culto dell’onore da difendere, delle regole invalicabili, dei principi, brutale.
C’è una gran capacità di cancellare tutte le cose buone che si sono vissute con questa persona, tutte le volte che ti ha dato la mano per ritirarti su, tutte le volte che ti ha ascoltato, compreso, sostenuto, fatto ridere, scacciate le tue ombre nere…
Tutto finito, cancellato, distrutto da qualche momento di ruvidità, dolore, paura.
Solo guardando come si reagisce quando si subisce un torto si può valutare la propria potenza nell’esprimere l’amicizia e difenderla. La propria potenza amicale.
Se non riesci a espugnare col sorriso un momento negativo, se non puoi tollerare un comportamento non consono alle regole che amico sei?
L’amicizia è una pianta miracolosa, vale la pena di lottare con le proprie paure e le proprie tristezza per salvare il soldato Rayan?
L’amicizia non meno dell’amore richiede momenti di eroismo, perché è troppo facile mandare tutto in malora. L’amicizia cresce quando vai oltre la facciata, riesci ancora a sentire il cuore dell’altro, nonostante il torto. Ed è il cuore che guardi, il resto non ti interessa. Per il resto hai pietà come hai pietà per le stronzate che fai anche tu ogni tanto. Se pensi che tu fai tutto giusto e sono gli altri che sbagliano non hai speranze. E via via che gli anni passano sarai sempre più in solitudine.
Se metti al primo posto la tua comunità, il fatto di non essere un individuo a sé ma parte di una rete di relazioni solidali, se vedi la paura dell’altro e la capisci cambi il metro di giudizio… Quest’ultima è una frase che esprime mirabilmente due concetti in un colpo solo. Parlo della tua paura per gli altri e della paura del tuo amico…
Vivere in questo mondo pazzo e ingiusto quanto bellissimo e affascinante è difficile. Vivere senza amici è impossibile, non si vive, si sopravvive.
Vivere pensando che hai cancellato l’amico al primo fallo vuol dire pensare che anche i tuoi amici ti cancelleranno al primo fallo. Non stai sereno.
Bisogna difendere gli amici anche quando sbagliano.
L’unica grande ricchezza nella vita è il Bilancio Relazionale: quante persone sono disposte ad alzarsi di notte per venire a tirarti fuori dalla merda, senza che le paghi per farlo?
Sei una persona che quando si pensa si immagina sola oppure ti pare di far parte veramente di una rete di donne e uomini che hanno deciso di combattere per far crescere l’amicizia con la stessa foga che ci mette Obelix nel combattere le legioni romane?
C’è un’amicizia che hai rotto troppo in fretta? Tra i tuoi amici c’è qualcuno che ha litigato in modo eccessivo? Sei capace di portare pace tra gli amici? Hai voglia? È importante?
Oppure hai altro di più urgente da fare?

Da oggi una settimana di mobilitazioni a difesa del clima

Ven, 09/20/2019 - 16:00

Giovani e meno giovani, studenti e lavoratori, con le modalità preferite: se non si può partecipare di persona basta anche una tastiera per aggiungersi e fare numero. Si uniscono infatti due venerdì, a coprire un’intera settimana di scioperi, manifestazioni ed eventi che vogliono alzare la pressione sul tema dei cambiamenti climatici.

Da oggi 20 settembre, a venerdì 27, è Global Climate Strike indetto dai #FridayForFuture, che culmineranno in una marcia pacifica a Montreal il 27, sempre alla presenza di Greta Thunberg.

In Italia la manifestazione vanta la partecipazione simbolica del Ministero dell’Istruzione, grazie alla sensibilità del ministro Lorenzo Fioramonti, che nel 2009 ha realizzato con la moglie Janone Schall-Emden un documentario sulla crisi ecologica. Per l’occasione ha annunciato un banner sulla facciata del palazzo del ministero, e ha detto: “Ospiteremo numerose scuole al Miur per raccontare i loro progetti di transizione ecologica, di efficientamento energetico e tutto ciò che ha a che vedere con la tutela e la salvaguardia dell’ambiente”.

Ha aderito formalmente alla manifestazione del 27 settembre anche il sindacato FLC CGIL che invita allo sciopero “tutti i settori della Conoscenza” (il 25 settembre iniziativa pubblica al CNR). Anche singole aziende stanno facendo la loro, sebbene restino nomi noti, di nicchia, particolarmente sensibili al tema: Patagonia, l’azienda di abbigliamento outdoor con una lunga storia di attivismo ambientale, chiuderà tutti i suoi punti vendita nel mondo per sostenere gli scioperi del 20 e 27 settembre, e per fare in modo che i dipendenti possano prendervi parte. Moltissime manifestazioni, spalmate nel corso della settimana a livello globale, chiederanno la fine dei combustibili fossili e giustizia climatica per tutti.

Si tratta del secondo sciopero globale dell’anno dopo quello che, nel marzo scorso, ha visto scendere in piazza i cittadini di 40 Paesi: non solo studenti ma chiunque ritenga che ne valga la pena. Lo sciopero è aperto proprio a tutti, sia nel mondo reale che digitale: partecipare vuol dire anche sostenere l’organizzazione online, postando e condividendo informazioni sulle piattaforme relative, sui social e in rete.

Sullo sciopero del 15 marzo:
Clima: oggi si fa la storia

Più di 150 cortei sono stati organizzati in Italia per il 27 settembre, le cui specifiche si possono trovare facilmente sui social media. Nel cuore della settimana, non a caso, le Nazioni Unite ospiteranno il Summit sui cambiamenti climatici a New York con ampio spazio all’attivismo giovanile, e oltre 100 giovani ambientalisti da tutto il mondo. Per l’Italia, partecipa anche una giovane attivista del movimento Fridays for Future, la romana Federica Gasbarro, 24 anni, studentessa di biologia. Durante il Summit, i leader discuteranno dell’accordo di Parigi, che dovrà essere finalizzato entro l’anno. Ci saranno anche Giuseppe Conte e il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (M5S). “Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres – come si legge nel sito dell’Onu – chiederà a tutti i leader piani concreti e realistici per accrescere i loro contributi nazionali al 2020 per tagliare i gas serra, in linea con l’obiettivo di ridurre del 45% le emissioni nel prossimo decennio e di arrivare a zero emissioni nette al 2050. Per essere effettivi e credibili, questi piani non possono puntare solo alla mitigazione. Essi devono mostrare la strada verso una completa trasformazione delle economie, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile”. Vedremo.

La prima protesta a cui Greta Thunberg parteciperà – arrivando nella Grande Mela in barca a vela come una divinità dei mari – sarà proprio oggi, 20 settembre, a New York, dove è atteso oltre un milione di ragazzi. In Italia, invece, le manifestazioni si terranno soprattutto venerdì 27. La settimana di iniziative prevede comunque in tutto 2.400 eventi – sit-in, cortei, concerti, assemblee – in oltre 115 Paesi e oltre mille città.

Ricordiamo che il 21 settembre è anche il giorno dedicato al World Clean Up Day, dove i volontari ripuliranno alcuni luoghi degradati. Nella Ue gli attivisti chiederanno simbolicamente ai governi un pagamento di 10 euro all’ora per la rimozione della spazzatura. Domenica 22 settembre ci sarà la Giornata senza auto (#CarFreeDay), alla quale Milano ha deciso di aderire ma senza chiudere alle auto – scelta schizofrenica che ben rappresenta la debolezza che le amministrazioni spesso dedicano a questi eventi – giustificata con la concomitante Fashion Week.

Nella settimana europea della mobilità, che si sovrappone al movimento per il clima, ricordiamo un evento in particolare nella città meneghina: la Fancy Women Bike Ride prevista domenica 22 alle 16 dal Duomo di Milano: una sfilata con musica per chiedere spazio e visibilità in particolare alle (tantissime) donne in bici. Molte, in genere, le manifestazioni in bicicletta che si uniscono alla mobilitazione per il clima (#BikeStrikes).

Guarda nel 2018:
Dal 16 al 22 settembre torna la Settimana europea della Mobilità

Tutti gli eventi sono online, ma elenchiamo qui ancora qualche appuntamento nella città di Milano:

Venerdì 20 settembre
  • ore 11.00, piazza della Scala: presidio Fridays for Future e, a seguire, Medicine for Muture (yoga e nutrizione per l’ambiente)
  • ore 16.00, luogo segreto: Flash Mob per attirare l’attenzione sull’emergenza climatica
  • ore 20.45, Università degli Studi di Milano (Aula 102, via Festa del Perdono): Quali orizzonti per il nostro pianeta? Dialogo con attivisti e attiviste di Fridays for Future con chi tutti i giorni si sta impegnando per fermare i cambiamenti climatici
Sabato 21 settembre
  • ore 16.00, piazza Baiamonti (area ex Tamoil): guerrilla gardening con il comitato Baiamonti Verde Comune e, a seguire, assemblea pubblica
Domenica 22 settembre
  • ore 15.30, largo Cairoli: Bike Strike for the Future, biciclettata per le vie di Milano in occasione del World Car Free Day
  • ore 16.00 Milano Fancy Women Bike Ride, biciclettata colorata in musica, aperta a tutti
Lunedì 23 settembre
  • ore 18.30, Casa per la Pace: No Meat Day, una giornata senza mangiare carne per salvare il pianeta
Martedì 24 settembre
  • ore 16.30, Città Studi (Aula 200, via Celoria 20): Cambiamento climatico e trasizione energetica: modificare il nostro modo di produrre e consumare l’energia per affrontare la crisi climatica, conferenza
Mercoledì 25 settembre
  • ore 13.00, piazza della Scala: Milano Beach 2030, flashmob  (l’innalzamento dei mari porterà la spiaggia a Milano?)
Giovedì 26 settembre
  • ore 15.00, centro sociale Lambretta: preparazione di materiali e risciò per il terzo Sciopero Globale per il Clima
  • ore 16.00, parco di Porta Venezia: preparazione dei cartelli per il terzo Sciopero Globale per il Clima
Venerdì 27 settembre
  • ore 9.30, largo Cairoli: Sciopero Globale per il Clima, con corteo
  • ore 18.30, largo Cairoli: Milano Strikes for the Planet 3.0, manifestazione per il clima

A Parigi la protesta dellʼuomo sullʼalbero da due settimane: “Contro il disboscamento in Francia”

Ven, 09/20/2019 - 15:00

Per gli ambientalisti il 45enne Thomas Brail è già un eroe: resiste a 15 metri dʼaltezza di fronte al Ministero dellʼEcologia per salvare il clima

Contro l’abbattimento di 25 alberi nel suo comune, Condom, 7mila abitanti in Occitania, è arrivato a Parigi ed è salito su un platano di fronte al ministero dell’Ecologia. Thomas Brail, 45enne di professione arboricoltore e scalatore, è a 15 metri d’altezza da oltre due settimane, precisamente dal 28 agosto, e la sua storia sta facendo il giro di Francia.

Per gli ambientalisti è un eroe del clima e a sostenerlo si alternano gruppi di volontari. “Non scenderò finché non si rinuncerà a quella decisione e non si tuteleranno tutti gli alberi del Paese a rischio abbattimento”, afferma.

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Vedi Napoli e dici Cinema: la vincente scena dell’audiovisivo campano

Ven, 09/20/2019 - 15:00

All’ultima Mostra del cinema di Venezia due film in concorso con Coppa Volpi a Luca Marinelli che ha costruito un’interpretazione deliziosa  del londoniano Martin Eden in lingua napoletana, coltivata con straordinario rigore dal talento partenopeo di Pietro Marcello

Come sempre ha ben figurato, anche se non mancano dissensi, Mario Martone con una ardita trasposizione moderna dell’eduardiano “Il sindaco del Rione Sanità”  in uscita nelle sale solo per tre giorni a partire dal prossimo 30 settembre. Si spera che la nuova formula distributiva vada meglio al botteghino del precedente “Capri-Revolution” sempre sotto i riflettori alla precedente mostra veneziana ma andato maluccio contro i blockbuster natalizi. Mario Martone, fin dal suo esordio con un cortometraggio sponsorizzato dal Banco di Napoli, attraversa e significa la matrice napoletana e campana del cinema italiano con una filmografia possente che merita studi e approfondimenti. 

A Venezia il debutto alla macchina da presa di Igort per la sua magnifica trasposizione della graphic novel “5 Il numero perfetto” (ne abbiamo scritto in precedenza in questo spazio) è stato presentato con successo alle Giornate degli autori ricevendo visibilità e buone critiche. Di scuola campana anche il documentario “Citizen Rosi” che con amorevole cura la figlia Carolina e Didi Gnocchi hanno dedicato al grande maestro del cinema italiano, che alle proprie origini napoletane deve tanto della sua passione civile e del senso dello spettacolo politico e d’intrattenimento. Anche nella sezione Orizzonti ha ben figurato l’esordio di Nunzia Di Stefano con “Nevia”, prodotto dall’ex marito Matteo Garrone (regista con ricorrenti ispirazioni campane), che si è aggiudicato il premio Lizzani. 

Di rilevo anche le presenze partenopee dei cortometraggi. A partire da“Veronica sa fumare”, intensa osservazione adolescenziale che alla prestigiosa Settimana della Critica ha conquistato il podio più alto assegnato alla salernitana Chiara Marotta, talentuosa filmmaker con frequentazioni del Sundance di Robert Redford. Di gran interesse anche alle Giornate degli autori “Sufficiente” di Maddalena Stornaiuolo e Antonio Ruocco “tratta da un racconto del marito di Maddalena, Rosario Esposito La Rossa, e frutto del corso di produzione cinematografica della “Scugnizzeria”, la libreria di Scampia in cui tutto questo lavoro di creazione nasce e, meravigliosamente, è cresciuto in questi anni” come ha con trasporto recensito la blogger Milena Mucci. Un’appendice della serialità planetaria di Gomorra che in Campania ha fertilizzato un’industria ma ha anche alimentato un infinito dibattito tra apocalittici e integrati che vede in Roberto Saviano e il magistrato calabrese Nicola Gratteri eterni duellanti di tesi opposte sul tema delle identificazioni giovanili degli eroi negativi. Ma il gomorrismo vince premi e raccoglie interesse, come recentemente accaduto al Festival di Berlino con “La paranza dei bambini”.

La tendenza è variegata del Nuovo cinema partenopeo. I Manetti Brothers l’hanno magnificata con il musical “Ammore e Malavita”, crasi tra musical americano e sceneggiata alla Pino Mauro, Optezek l’ha svelata con veli inediti, Amelio ne ha cercato la tenerezza negli angoli meno oleografici e da cartolina. Una cifra ricorrente della nuova scena associata allo scavo inedito della tradizione come fu per John Turturro con “Passione”.

E ora si prepara Daniele Lucchetti a portare sullo schermo un romanzo di Starnone, e si appresta a esordire sullo stesso meridiano l’acclamato videomaker Francesco Lettieri, firma dei videoclip di Liberato e Calcutta. La grande serialità è di casa con il successo stellare de “L’amica geniale”, il crime di casa scritto da Maurizio De Giovanni con “I Bastardi di Pizzofalcone” e quello in costume de “Il Commissario Ricciardi”.  È in arrivo anche il carcere minorile di “Mare fuori” e si annuncia una ghiotta serie su Maradona prodotta da Amazon ma anche quella sulla famiglia Scarpetta del già citato Martone. Mentre quest’estate gli ozi della Costiera amalfitana hanno ospitato il set internazionale di Tener.

Un successo che affonda nelle tradizioni antiche che generano maestranze e artisti ma ben attualizzato dalla professionalità della Campania Film Commission di Maurizio Gemma e dalla indovinata politica di un governatore come De Luca che ha messo a disposizione cospicui fondi e si appresta a costruire un Distretto audiovisivo di degno rispetto.

E la grande Campania dell’Irpinia, del Cilento, delle aree interne del Beneventano, insieme all’Agro Nocerino Sarnese possono diventare un grande teatro di posa all’aperto ispiratore di grandi storie internazionali e della provincia meridionale. Molti giovani potrebbero avere grandi occasioni.

Iran, da oggi le donne potranno andare allo stadio

Ven, 09/20/2019 - 11:38
(Fonte: euronews (in Italiano))

Dalla stampa nazionale:

La notizia che da oggi alle donne sarà consentito di entrare allo stadio per molti è da ricercare nella tragica morte di Sahar, ma l’epilogo della giovane tifosa è stato solo di supporto ad una decisione parzialmente già presa. Lo scorso giugno 2019, in una lettera indirizzata al capo della Federazione calcistica della Repubblica islamica dell’Iran (Ffiri) Mehdi Taj, il presidente della Fifa, Gianni Infantino, aveva già lanciato un ultimatum all’Iran che scadeva, guarda caso, proprio a settembre e nel quale si invitava il paese ad accettare la presenza delle donne negli stadi.

In caso contrario, ci sarebbero state conseguenze gravissime, quali l’esclusione dalle competizioni per le qualificazioni ai mondiali. A tutti gli effetti, il divieto di ammissione delle donne allo stadio è una violazione delle regole della Fifa per le squadre che partecipano a eventi calcistici internazionali. L’articolo 4 del suo statuto infatti stabilisce che la discriminazione di qualsiasi tipo nei confronti di un gruppo di persone è “severamente vietata e punibile con sospensione o espulsione”. Nella lettera di Infantino si legge: “Le sarei molto grato se potessi informare la Fifa, non appena possibile, in merito ai passi concreti che la Ffiri e le autorità statali iraniane prenderanno ora per garantire che tutti gli iraniani e le donne straniere che lo desiderano potranno acquistare i biglietti e partecipare alle partite delle qualificazioni per la Coppa del Mondo Fifa Qatar 2022, che inizierà a settembre 2019”. Continua a leggere (Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT  di Tiziana Ciavardini)

Aveva deciso di coltivare la sua passione per il calcio andando allo stadio, ma in virtù delle leggi che ne vietano l’accesso alle donne nel suo paese – l’Iran – l’aveva fatto escogitando un travestimento da uomo. Per questo Seher Khodayari, 29 anni, era stata prima denunciata e poi processata.

La ragazza aveva tentato di recarsi allo stadio Azadi per assistere a una partita della sua squadra – l’Esteghlal, diretta dal tecnico italiano Andrea Stramaccioni – contro l’Al Ain, club degli Emirati Arabi Uniti. Dopo la denuncia e il relativo processo i giudici ne avevano decretato la colpevolezza condannandola a una pena di sei mesi di carcere. La 29enne, dopo la sentenza, aveva deciso di protestare nel modo più eclatante: si era infatti cosparsa di benzina e data fuoco riportando ustioni gravissime. La scorsa notte la tifosa è morta in un ospedale di Teheran, capitale dell’Iran. Dopo essere andata allo stadio la 29enne si era scattata un selfie ed era stata detenuta per alcuni giorni nel penitenziario femminile di Gharchak Varamin a sud di Teheran, considerato tra i peggiori in termini di rispetto dei diritti umani. Continua a leggere (Fonte: FANPAGE.IT di Davide Falcioni)

Ma quale plastic free? In Italia oltre 2 milioni di imballaggi alimentari in confezioni inquinanti

Ven, 09/20/2019 - 10:00

Vaschette e imballaggi vari per il cibo, in particolare nella grande distribuzione, rendono i prodotti sfusi la Cenerentola degli scaffali

Soffoca mari e monti e, nonostante le buone intenzioni di campagne planetarie, la plastica spadroneggia sempre negli imballaggi alimentari, soprattutto per quanto riguarda i prodotti venduti dalla grande distribuzione. E’ ancora alto, infatti, l’utilizzo di questo materiale nel settore Food & Beverage: “Sono 2,1 milioni le tonnellate di plastica usati per confezionare cibo ogni anno in Italia“. E’ quanto emerge dal “Rapporto Coop 2019-Consumi e stili di vita degli italiani”. Così i prodotti sfusi sono una Cenerentola tra gli scaffali dei supermarket del Belpaese.

Ma crescono le voci di spesa legate alla sostenibilità Dei 2,1 milioni di tonnellate di plastica per imballaggi alimentari, il 73% è usato per confezionare cibo, mentre il 27% per le bevande, precisa l’Istituto Italiano Imballaggio.

Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Coop, il 68% degli italiani è favorevole a far pagare un supplemento per i prodotti in plastica monouso così da disincentivarne l’acquisto.

La sostenibilità pervade gli scaffali di vendita del cibo dove in appena un anno, nel 2018, sono stati oltre 13.000 i prodotti lanciati nel settore con questa finalità, pari a un +14,3% rispetto all’anno precedente.

“Un’altra emergenza, quella ambientale, – commentano i curatori dell’indagine Coop – sembra far presa sulla coscienza collettiva degli italiani che hanno sviluppato anticorpi green. In tanti sognano un’abitazione eco-sostenibile (55%), comprano sempre più spesso vestiti (13% oggi e 28% in futuro) e automobili verdi (seppur ancora nicchia ma cresce la vendita di auto ibride +30% e soprattutto elettriche +148%), si rivolgono alla cosmesi verde (una donna su 4). Tutte le voci di spesa associate in vario modo alla sostenibilità crescono”.

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Che fine ha fatto l’orso polare? (Infografica)

Ven, 09/20/2019 - 08:22

Bracconaggio e distruzione degli habitat naturali sono le principali cause dell’estinzione di intere specie animali. Giaguari, rinoceronti, tartarughe, l’orso polare, la lista è, purtroppo, lunga…

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

Inaugurato al Muse il primo bagno maschile con fasciatoio

Gio, 09/19/2019 - 15:00

Si tratta del primo Museo trentino con postazione fasciatoio e cambio bebè nei bagni maschili.
​Il taglio del nastro, accompagnato da una nuvola di palloncini e dalla posa di una targa con il disegno stilizzato di un papà che cambia il pannolino ad un neonato, è avvenuto in occasione dell’”EuregioFamily#Day”, il grande evento dedicato alle famiglie del Trentino, dell’Alto Adige e del Tirolo.

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Farmaci da banco: lo sai che in Italia costano di più?

Gio, 09/19/2019 - 15:00

In Italia diversi farmaci da banco costano di più che nel resto d’Europa. Con differenze a scapito delle tasche degli italiani anche sostanziali. A metterlo in evidenza è un’indagine di Altroconsumo, l’associazione per la tutela e difesa dei consumatori più diffusa in Italia, che per capire quali siano le differenze tra noi e altri Paesi d’Europa ha paragonato il costo medio di 15 medicinali senza obbligo di prescrizione (stessa formulazione, forma e casa farmaceutica) molto utilizzati nel nostro Paese con i prezzi degli stessi farmaci venduti in Portogallo, Spagna, Belgio, Francia, Olanda, Germania e Regno Unito.

Il paracetamolo

In generale si legge nell’indagine, “la variabilità dei prezzi medi è notevole: per la stessa molecola si arriva a pagare anche cinque volte di più. L’Italia non è quasi mai il paese meno caro, anzi a volte è proprio il più costoso“. Tra i farmaci il cui costo risulta maggiorato, e non di poco, nel nostro Paese, troviamo ad esempio il paracetamolo generico: una compressa da 500 mg costa 16 centesimi, mentre in Francia costa 12, in Germania 5 e in Belgio, Olanda, Spagna e Regno Unito soltanto 3. Per quanto riguarda il paracetamolo la differenza nei prezzi si nota anche con i marchi leader di mercato: se, infatti, una compressa da 500 mg di Tachipirina da noi costa 23 centesimi, in Francia il Doliprane che contiene lo stesso principio attivo ne costa 13 mentre in Olanda il Panadol ne costa 8.

L’ibuprofene e l’Imodium

Stesso discorso per l’ibuprofene: in Italia una compressa da 200mg costa 29 centesimi, mentre in Germania ne costa 10, in Belgio 9, in Portogallo 8, in Francia 7, nel Regno Unito 6 e in Olanda 5. Quanto all’Imodium, in Italia una capsula da 2mg costa in media 83 centesimi contro i 23 della Francia, quindi più del triplo. In tutti gli altri paesi in media costa comunque meno che da noi: tra i 39 centesimi del Belgio e i 58 del Regno Unito.  

I motivi dell’aumento dei prezzi

Diversi i motivi che sono all’origine di questi aumenti di prezzo. Primo tra tutti, spiega l’indagine di Altroconsumo, il fatto che “In Italia i farmaci venduti senza ricetta non sono rimborsabili salvo rare eccezioni”, mentre in Europa valgono altre regole: “In Francia e Germania, per esempio, se questi farmaci vengono prescritti dal medico possono essere in parte rimborsati, il che può incidere sul prezzo al pubblico”. Nel caso di farmaci con brevetto scaduto, poi, “il rimborso è definito dal farmaco meno caro, se il cittadino sceglie un farmaco più caro paga la differenza. La definizione di un prezzo di rimborso, come avviene in Italia per i farmaci in fascia A, potrebbe fungere da stimolo ad abbassare i prezzi per allinearsi o almeno avvicinarsi alla quota di rimborso”. Infine, anche l’Iva ha un suo ruolo, dal momento che ogni Paese la applica in percentuali diverse (20% nel Regno Unito, 19% in Germania, 10% in Francia e Italia, 4% in Spagna).

Aiutaci a raccogliere altre informazioni!

Tu lo sapevi che in Italia paghiamo per i farmaci da banco prezzi molto più alti che nel resto d’Europa?

Se ti trovi (o sei stato) all’estero aiutaci a raccogliere altre informazioni sui prezzi dei medicinali senza obbligo di prescrizione medica!

Presta attenzione in particolare al costo del paracetamolo generico, dell’antipiretico leader di mercato a base di paracetamolo (che in Italia è la Tachipirina, ma che nei vari Paesi è conosciuta con nomi differenti), dell’ibuprofene generico e dell’Imodium (loperamide cloridrato, conosciuto all’estero spesso con lo stesso nome).

Mandaci foto e/o testimonianze via mail all’indirizzo: redazione@peopleforplanet.it

Miracolo San Gennaro, il sangue si è sciolto!

Gio, 09/19/2019 - 11:46

(…) Come ogni 19 settembre a Napoli e in tutto il mondo si celebra San Gennaro, il grande Santo Patrono partenopeo; e come ogni San Gennaro che si rispetti la comunità di fedeli attende con ansia e partecipazione al possibile miracolo della Liquefazione del Sangue contenuta nell’ampolla conservata nella Cappella del Tesoro di San Gennaro. Nella Cattedrale sono contenute le ossa del Patrono assieme alle due antichissime ampolle contenenti per l’appunto il presunto sangue (la scienza da secoli si interroga sull’autenticità o meno del miracolo) di San Gennaro raccolto da una pia donna (Eusebia, ndr) dopo il martirio del vescovo cristiano morto il 19 settembre dell’anno 305 D.C.. Queste ampolle vengono esposte alla venerazione dei fedeli provenienti da ogni parte del mondo per ben tre volte l’anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre ed il 16 dicembre. Non sempre il miracolo della Liquefazione e scioglimento si rinnova e proprio questo fattore anomalo “scatena” una così grande attesa e aspettativa nel popolo cristiano napoletano che in massa accorre nella Cappella in queste tre date per pregare e assistere al rinnovo del miracolo. Continua a leggere (Fonte: ILSUSSIDIARIO.NET di Niccolò Magnani)

Dalla stampa nazionale:

È il giorno di San Gennaro: tutti in fila per il miracolo. ‘ampolla viene portata in processione nel duomo. Il sangue si è sciolto nelle mani dell’arcivescovo Crescenzio Sepe che l’ha mostrato a tutti i fedeli. Il prodigio dello sciogliemento del sangue di San Gennaro si è ripeteuto da pochi minuti. Alle 10 si è sciolto con l’annuncio festoso del cardinale Crescenzio Sepe. “Cari amici, ancora una volta vi do la bella notizia. Il sangue si è sciolto. Noi vogliamo ringraziare il Signore perché questo è innanzitutto un segno della sua bontà e del suo amore per noi per Napoli per la Campania per la Chiesa. E anche un invito a tenerci stretto stretto. Viva San Gennaro”.Continua a leggere (Fonte: NAPOLITODAY.IT – È il giorno di San Gennaro: tutti in fila per il miracolodi Vincenzo Sbrizzi e Alessandra De Cristofaro)

(Fonte: Napoli, Miracolo San Gennaro 2019: si è sciolto il sangue nelle ampolle

L’OMELIA DEL CARDINALE SEPE – “Purtroppo il male che fanno a Napoli i sicari di odio e di violenza è senza limiti. Essi in effetti tentano di uccidere sul nascere la possibilità di fare futuro, quindi di guardare avanti, di porre le basi per una vita ordinata, per la crescita di una comunità attenta ai valori fondamentali e quindi naturalmente orientata al bene comune”, dice  il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, nella sua omelia pronunciata in occasione della festività di San Gennaro.

La violenza è il primo baluardo, il primo grande ostacolo che si pone su questa strada. Essa – aggiunge  Sepe – genera paura, insicurezza, favorisce connivenza e complicità e ogni forma di comportamento che va contro il bene comune. Certo a nessuno si può chiedere di essere eroe, anche perché chi tradisce Napoli alle spalle, essendosi arruolato nelle formazioni della violenza organizzata e no, sa scegliere con lucida protervia i lati deboli. E occorre dirlo, alla fine Napoli si trova a vivere pienamente una condizione che toglie libertà e mina alla base i diritti dei cittadini, rendendo la loro vita difficile, per non dire proibitiva”.

 “C’è da chiedersi: esiste ancora la Napoli dal ‘core’ grande e sincero?”,  chiede l’ arcivescovo . E poi risponde: “A noi cittadini della Napoli di oggi è dato di dover rispondere a questa domanda con verità, quindi, con realismo, con onestà e con coraggio, senza lasciarci prendere da una falsa nostalgia dei tempi che furono”. “Dobbiamo sapere distinguere dagli eccessi di un folklore che tingeva e calcava la mano per trasformare a tinta rosa tutta la realtà intorno – conclude – dalle estremizzazioni di chi pensa che sia inarrestabile la deriva della Napoli dei nostri giorni”. Continua a leggere (Fonte: NAPOLI.REPUBBLICA.IT di Antonio di Costanzo)

La Serra Attiva di Sfera Agricola

Gio, 09/19/2019 - 07:28

Recupero delle acque piovane, lotta biologica ai parassiti, un risparmio idrico fino al 90% rispetto alle coltivazioni su suolo. Queste sono alcune delle caratteristiche della “serra attiva” di Sfera Agricola, un’azienda toscana. Intervista a Luigi Galimberti, CEO di Sfera Agricola.

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Una incredibile zebra a pois è nata nel parco del Masai Mara in Kenya

Gio, 09/19/2019 - 07:00

Le incredibili foto di un puledro di zebra ‘a pois’ scattate nella riserva del Masai Mara in Kenya stanno scuotendo il mondo dei social media e, in attesa delle opportune verifiche scientifiche, anche quello dei biologi.

L’animale è stato chiamato Tira, dal soprannome della guida naturalistica che ha scattato le foto e le ha pubblicate sulla pagina Facebook Wildest Africa.

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Agrivoltaico: combinare agricoltura e produzione di energia solare per sfruttare meglio terreni e risorse

Gio, 09/19/2019 - 07:00

Si chiama agrivoltaico ed è un approccio che, combinando l’agricoltura con la produzione di energia solare, promette di dare benefici per il raccolto, lo sfruttamento delle risorse, l’efficienza energetica e, non ultimo, la salute degli agricoltori, oltreché per le loro finanze. A studiarlo sul campo in modo rigoroso sono gli agronomi e gli ingegneri dell’Università dell’Arizona, che hanno raccontato su Nature Sustainability la loro singolarissima esperienza, riferendo anche quanto ottenuto in tre mesi di sperimentazioni.

I ricercatori hanno scelto come terreno di prova la parte esterna della Biosfera 2, una struttura creata negli anni Novanta nel deserto dell’Arizona da Roy Walford per sperimentare condizioni il più possibile simili a quelle di un ipotetico pianeta da colonizzare, e in seguito utilizzata per esperimenti di vario tipo. Lì sono stati montati i pannelli solari, elevati di 3-4 metri rispetto al suolo, in modo da consentire al di sotto la coltivazione di due varietà di peperoncino e una di pomodori ciliegini. La stessa cosa è stata fatta, come controllo, anche nei terreni circostanti,  in pieno campo sotto il sole. 

Tutte le piante sono state monitorate per tre mesi. In particolare, sono stati misurati parametri come  la quantità di luce sotto i pannelli, la temperatura dell’aria e la necessità di acqua, con particolare attenzione ai primi cinque centimetri di suolo. Entrambe le coltivazioni sono state irrigate con la stessa quantità di acqua tutti ogni 1-2 giorni.  I risultati sono andati al di là delle più ottimistiche aspettative.

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Nuovi divieti per la vendita delle sigarette elettroniche

Mer, 09/18/2019 - 15:00

New York diventa il secondo stato americano, dopo il Michigan, a vietare la vendita delle sigarette elettroniche aromatizzate, accusate di incitare i giovani a svapare e oggetto d’indagine per sette morti e centinaia di malattie respiratorie di persone che ne fanno uso. Unica eccezione le e-cig aromatizzate al tabacco e al mentolo. La decisione, che entra in vigore subito, è stata presa dal Consiglio per la salute pubblica, su proposta del governatore dem Andrew Cuomo.

I venditori avranno due settimane di tempo per rimuovere le sigarette elettroniche dagli scaffali. Secondo dati del Dipartimento sanitario statale, quasi il 40% degli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori e il 27% di quelli delle classi precedenti usa la e-cig. Un uso che è aumentato dal 10,5% del 2014 al 27,4% del 2018. Anche il presidente americano Donald Trump ha ventilato l’ipotesi di mettere al bando le e-sigarette aromatizzate a livello federale. (Fonte: Usa, anche lo Stato di New York bandisce le sigarette elettroniche aromatizzate)

Dalla stampa nazionale:

Le sigarette elettroniche, come è noto, generano questo vapore che di solito avrà un lieve odore del sapore del liquido utilizzato. È significativamente meno pungente dell’odore del fumo di sigaretta e svanisce del tutto in pochissimi istanti. Ciò significa che gli utenti di sigarette elettroniche evitano che i vestiti, le mani e l’alito puzzino del fumo delle sigarette tradizionali.

Composizione delle sigarette elettroniche

Generalmente sono quattro i componenti che si prendono in considerazione nella descrizione del funzionamento delle e-cigarettes: il liquido, il serbatoio, l’atomizzatore e la batteria. Il liquido, che viene anche chiamato e-liquido e che viene vaporizzato nella sigaretta elettronica, contiene tre ingredienti principali: glicole propilenico, glicerina vegetale ed aromatizzanti. In aggiunta può contenere anche nicotina.

Il glicole propilenico e la glicerina vegetale sono spesso usati negli alimenti trasformati, mentre il componente aromatizzante può essere organico o artificiale ed è anche lo stesso utilizzato in molti prodotti dell’industria alimentare. Il serbatoio è chiuso e contiene il liquido da vaporizzare, può essere realizzato in metallo, in vetro oppure in plastica. Varia per dimensioni/forma (in ragione dell’ergonomicità) e capacità. Sono ovviamente ricaricabili e sono realizzati per poter essere utilizzati con una varietà di liquidi diversi. L’atomizzatore (ovvero una sorta di bobina) è l’elemento riscaldante che riscalda il liquido convertendolo in vapore per consentirne l’inalazione. Gli atomizzatori sono generalmente realizzati con un filo metallico ed uno stoppino di cotone racchiusi in una custodia di metallo. Questi sono collegati direttamente alla base del serbatoio per consentire allo stoppino di assorbire il liquido. Infatti, nel momento in cui viene attivato il dispositivo, la batteria rilascia energia all’atomizzatore che riscalda il liquido e lo trasforma in vapore. Continua a leggere (Fonte: ADNKRONOS.COM )

SIGARETTE ELETTRONICHE, SOTTOVALUTATO IL PERICOLO PER IL CUORE – Tra i rischi attacco cardiaco e malattie coronariche, oltre ad ansia e depressione. Un nuovo studio mostra che “svapare” non elimina i problemi per la salute. L’uso delle sigarette elettroniche comporta lo sviluppo di problematiche per la salute cardiovascolare e mentale da non sottovalutare: secondo una nuova ricerca che verrà presentata alla 68° sessione scientifica annuale dell’American College of Cardiology che si terrà questo fine settimana a New Orleans (Louisiana, Stati Uniti), le persone che “svapano” hanno una probabilità significativamente maggiore di subire un attacco cardiaco, di sviluppare una malattia coronarica e di soffrire di ansia o depressione rispetto a chi non usa le e-cig (e, ovviamente, nessun altro prodotto a base di tabacco).

Quasi 100 mila soggetti coinvolti – Lo studio, che ha coinvolto un totale di 96.467 persone tra il 2014 e il 2017, è uno dei più grandi finora condotti sul rapporto tra l’uso della sigaretta elettronica e problematiche cardiovascolari ed è tra i primi a stabilire un’associazione tra questi fattori.

Rischio cardiovascolare sottovalutato – Dopo aver aggiustato i risultati ottenuti tenendo conto di altri fattori di rischio cardiovascolare come età, sesso, indice di massa corporea, colesterolo alto e ipertensione, dalla ricerca è emerso che gli “svapatori” rispetto ai non utilizzatori di sigarette elettroniche hanno il 34% in più di probabilità di avere un attacco cardiaco. Continua a leggere (Fonte: PEOPLEFORPLANET.IT di Miriam Cesta)

I due Matteo in cerca di rivincita. La politica italiana sulla stampa internazionale

Mer, 09/18/2019 - 10:33
LE MONDE (Francia)

Matteo Renzi lascia il Partito Democratico e crea il suo movimento. L’ex capo del governo italiano Matteo Renzi vuole combattere meglio le idee del leader di estrema destra Matteo Salvini. L’annuncio preoccupa i ranghi del Partito Democratico.
Matteo Renzi ha tuttavia assicurato che lui e gli eletti che lo seguiranno continueranno a prestare il loro sostegno parlamentare al nuovo governo di Giuseppe Conte.
«Oggi il PD è un insieme di correnti e temo che non sarà in grado di rispondere da solo agli attacchi di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 stelle», ha spiegato Matteo Renzi.
«Voglio passare i prossimi mesi a combattere il salvinismo nelle strade, nelle scuole, nelle fabbriche. Voglio fare la guerra a Salvini, non a Nicola Zingaretti» ha assicurato.
«Il populismo non conosce l’intelligenza artificiale, il populismo è una naturale stupidità», ha detto il politico, noto per la sua schiettezza che non gli ha dato solo amici nel PD.

EL PAIS (Spagna)

Il freddo inverno di Matteo Salvini. Il leader della Lega, sconfitto quest’estate e privato di parte del suo apparato di propaganda, infiammerà le strade per fare pressione sul governo in un momento delicato per l’Italia.

Matteo Salvini è stato una settimana fa sul set di Porta a Porta, il leggendario programma di Rai 1 presentato dal giornalista Bruno Vespa da 23 anni.
È stata la prima grande intervista dopo la crisi del governo in Italia. Aveva tutti gli ingredienti per radere al suolo gli altri programmi TV. Ma il veterano pilota della trasmissione ha visto lo share crollare di sei punti rispetto allo stesso formato di un anno fa. Salvini, eroe del pubblico e re assoluto dei media, ha perso un po’ di magnetismo. Il calo sullo schermo è quasi identico a quello della stima del voto fornita dai sondaggi. È per lui uno spavento che lo costringe a ripensare l’intera strategia per affrontare un lungo inverno fuori dal governo e trasferire la tensione in strada in un momento delicato per l’Italia. E questo è, soprattutto con il vento a favore, ciò che sa fare meglio.

Lunedì 9 agosto, durante il dibattito sull’investitura del nuovo esecutivo, la Lega e i Fratelli d’Italia hanno convocato una grande manifestazione per bloccare l’accesso al palazzo di Montecitorio. «Siete la maggioranza lì dentro, non qui fuori», ha urlato l’ex ministro degli Interni dopo aver saltato una recinzione metallica ed essere stato acclamato con l’inno nazionale in sottofondo e alcune braccia alzate con il saluto romano dei militanti di CasaPound. Un riassunto del messaggio che proverà a lanciare nei prossimi mesi e che cercherà di rafforzare con un buon risultato alle prossime elezioni regionali che si terranno in Umbria, Campania ed Emilia-Romagna.

La strada, pensa un Salvini sempre più isolato nella sua partita all’interno della Lega, è ancora sua. E le tre prossime elezioni, in cui M5S e il Partito Democratico potrebbero stare insieme in un’alleanza stravagante, saranno cruciali nel determinare la vera forza dell’ex Ministro degli Interni.

Oggi mantiene ancora circa il 30% dell’intenzione di voto e il contesto gli sarà favorevole, afferma il politologo ed esperto di sondaggi Roberto D’Alimonte. «C’è una recessione in arrivo. La produzione del settore automobilistico è diminuita del 19% rispetto all’anno precedente e gli indicatori, in generale, non sono buoni. Il suo intervento continuerà ad essere aggressivo nei confronti della sicurezza, dell’immigrazione e dei tagli fiscali. E diciamo che avrà il vento a suo favore. In un periodo di recessione, meglio essere nell’opposizione». La domanda ora è se avrà  il sostegno necessario del suo partito, la cui classe dirigente non è stata coinvolta nella rischiosa decisione di far saltare il governo e ora inizia a mettere in discussione la sua strategia.

GUARDIAN (Gran Bretagna)

L’ex premier italiano Renzi potrebbe dividere la coalizione PD-M5S con un nuovo partito. L’uscita dal Partito Democratico per raggiungere il centro dell’elettorato rischia di destabilizzare la vecchia alleanza.

«La vittoria che abbiamo ottenuto in parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non è abbastanza», ha scritto Renzi su Facebook. «Ora è il momento di costruire una casa giovane, innovativa, femminista … dove vengono lanciate idee per l’Italia e l’Europa. C’è un enorme spazio per diverse politiche».

Salvini, ex ministro degli interni e leader della Lega, ha fatto precipitare l’Italia nel caos politico ad agosto dopo aver staccato la spina del governo mentre cercava di sfruttare la sua popolarità e innescare elezioni anticipate. Al fine di contrastare la possibilità di un governo di estrema destra, Renzi ha progettato i colloqui tra un PD inizialmente riluttante e M5S.

«Vede che questa alleanza si sta muovendo troppo verso sinistra e manca un grosso pezzo dell’elettorato che non si identifica con esso … potrebbe afferrare quel 10% e spingere il sistema più verso il centro», ha detto Franco Pavoncello, professore di scienze politiche e presidente della John Cabot University di Roma.

Renzi ha tuttavia oggi uno degli indici di consenso più bassi tra i politici italiani e i sondaggisti prevedono che il suo nuovo partito potrebbe inizialmente catturare il 3-5% del sostegno dell’elettorato.

«Renzi è imprevedibile e le sue mosse audaci in passato hanno provocato gravi sconfitte … quindi dobbiamo vedere cosa succede questa volta», ha aggiunto Pavoncello.

CLARIN (Argentina)

Sottosopra il nuovissimo governo italiano. L’ex primo ministro Matteo Renzi ha diviso il Partito Democratico, parte della coalizione al potere. Renzi ha detto che la scissione è giustificata nella “mancanza di una visione del futuro” nel partito democratico.

Il colpo di karate ricevuto dal PD rafforza la rigida opposizione di Salvini.

La decisione di Renzi ha colpito duramente la delicata leadership di Nicola Zingaretti nel Partito Democratico, che come consolazione riacquista il controllo dei gruppi parlamentari dalle mani del suo rivale.

PUBLICO (Portogallo)

Dopo diversi mesi di minacce e avvertimenti, Matteo Renzi ha ufficializzato le dimissioni dal partito, per il quale ha ricoperto l’incarico di Primo Ministro tra il 2014 e il 2016, e ha dato il via a una campagna per riconquistare il centro politico in Italia.  

«Ho deciso di lasciare il PD e costruire una nuova casa con gli altri in modo diverso», ha scritto l’ex capo del governo su Facebook. «Dopo sette anni di fuoco amico, credo che i nostri valori, idee e sogni non possano continuare a essere oggetto di controversie interne giornaliere».

In un sistema politico in costante ebollizione, visto dentro e fuori l’Italia come un palcoscenico privilegiato per l’instabilità e la polarizzazione, Renzi ha cercato a lungo di ritagliarsi la figura del saggio politico e dello statista esemplare.

Era quella la pelle che voleva indossare quando, nel 2016, ha associato il suo destino politico all’approvazione di una riforma costituzionale, ha votato e fallito in un referendum e, più recentemente, quando è uscito dall’ombra per accelerare una coalizione di governo tra il PD e M5S e impedire il ricorso voluto da Salvini per nuove elezioni: «uno dei risultati che esporrò con orgoglio nel CV», ha affermato Renzi.

Roma, trova portafogli con duemila euro, lo restituisce e rifiuta ricompensa

Mer, 09/18/2019 - 10:00

Quando ha notato il portafogli in via Nazionale il giovane, 23enne originario del Bangladesh, non ci ha pensato un attimo ed è andato subito dai carabinieri

Stava passeggiando lungo via Nazionale quando ha notato un portafogli caduto tra la strada e il marciapiede. All’interno, insieme ai documenti e alle carte di credito, c’erano anche 2000 euro in contanti. E non ci ha pensato un istante il giovane, 23enne originario del Bangladesh: si è diretto alla caserma dei carabinieri della stazione Macao. Ai militari ha riferito dove ha ritrovato il portafogli consegnandolo.

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Imprese oltre la crisi anche grazie alla green economy e all’economia circolare

Mer, 09/18/2019 - 07:00

“Investire in questi modelli, per un territorio, è fondamentale, va a beneficio dell’ambiente ed è un’opportunità per le imprese: il miglior marketing per attrarre nuove imprese e per aiutare le imprese ad essere ancora più competitive”.

“La bellezza e la cura dell’ambiente sono il miglior marketing che possiamo avere per il nostro territorio, per le nostre aziende. Lo sapevano già i cittadini senesi che intorno al 1300 fecero mettere per iscritto nella loro Costituzione che il buon governo deve avere a cuore massimamente la bellezza della città. E scommettere sulla qualità, sempre. La scommessa sulla quantità in Italia non paga, ce ne sono di esempi. Per cui di certo la competitività di un territorio e delle sue imprese sta massimamente in tre fattori, tutti fondamentali: bellezza, ambiente e qualità”.

Ne abbiamo parlato con Elisa Poggiali, ingegnere con esperienza di lavoro sia nel pubblico che nel privato, sia nella progettazione che nella consulenza ed un filo conduttore ricorrente: l’ambiente, l’economia e le loro relazioni. Dal 2017 è tra le 100 esperte nazionali nei Settori STEM (Scienza Tecnologia Ingegneria e Matematica) raccolte in un database: 100eperte.it. Un progetto a cura dell’Osservatorio di Pavia e dell’associazione Gi.U.Li.A., in collaborazione con la Fondazione Bracco e con il supporto della RAI Radiotelevisione italiana, volto a dare voce ad esperte, nelle materie di loro competenza, attraverso i media. Scrive di tecnologie e soluzioni per l’ambiente e di modelli di green economy ed economia circolare per riviste specializzate.

Le imprese, che ha conosciuto o che ha intervistato, che hanno investito in green economy ed economia circolare, specie laddove sostenute dalle associazioni e delle pubbliche amministrazioni, si può dire che sono uscite dalla crisi: hanno visto aumentare export o hanno sviluppato più innovazione e, trainato da questi trend, è cresciuto il loro fatturato.

Quali sono gli obiettivi della green economy e dell’economia circolare?

In generale riguardano l’efficienza energetica, la riduzione degli inquinanti immessi e della CO2 prodotta, l’uso di fonti rinnovabili, la riduzione rifiuti attraverso il principio delle tre R (Riciclo/Riuso/Recupero) e la riprogettazione a monte dei prodotti, in un sistema ciclico (da qui il termine circolare) verso il progressivo azzeramento degli scarti. L’economia circolare è un sottoambito della green economy: la creazione di un sistema ciclico di processo dove per tutti gli scarti ottenuti si è trovato il modo di: riciclare o recuperare o riusare. E laddove ciò non è possibile, si agisce sulla ri-ideazione e riprogettazione: dei materiali componenti (riciclati, riciclabili, recuperati, recuperabili), delle migliori soluzioni per rendere un oggetto/prodotto scomponibile (per il successivo riciclagio/recupero), anche grazie ai più avanzati sistemi di automazione.

Come si capisce bene, i risparmi ottenuti, sono davvero importanti. A tal punto da diventare un fattore di competitività rispetto a chi non ha investito in questi modelli.

Dall’ambiente come costo e limite, all’ambiente come opportunità di crescita

La tutela dell’ambiente e delle risorse, dal 1992 con la prima importante Conferenza ONU sull’Ambiente, il Summit ONU di Rio de Janeiro che definisce lo sviluppo sostenibile e fin dai primi trattati sottoscritti dai Paesi del mondo, non sono più visti come un obbligo, un limite, un adempimento da assolvere e basta, ma diventano – in questi quasi 30 anni – sempre più un’opportunità per le imprese.

Un modo funzionale per superare le crisi, come già sapevano e facevano in passato gli imprenditori dei distretti, per citarne due, del tessile di Prato e del cartario di Lucca. L’utilizzo degli scarti come materia “prima seconda”, gli stracci e la carta usata, era già praticato dalle imprese che sapevano quanto fosse importante, specie per un Paese povero di risorse come l’Italia, poter reperire materie prime a basso costo.

Quali sono i dati della Green economy italiana?

Che la green economy sia un’opportunità per le aziende lo confermano i dati: già 385.000 sono le aziende che in Italia hanno scommesso sulla green economy per superare la crisi. 1/4 delle imprese italiane del manifatturiero. 110 mld € di valore, il 13% dell’economia nazionale.

Imprese che, nel 2017, hanno avuto visto aumentare l’export rispetto a chi non ha investito in green (34% contro 29%), che hanno sviluppato di innovazione (il doppio delle imprese che hanno investito rispetto a quelle che non hanno investito). E trainato da export e innovazione, che hanno visto aumentare il fatturato (32% contro 24%).

C’è poi il primato dell’Italia per il biologico (export) e il primato in Europa per l’Italia come recupero di materia prima secondaria (terza la Germania). Altro dato significativo: la green economy e l’economia circolare producono occupazione: 3 milioni di green jobs, il 13% degli occupati. Nel 2018 nella green economy si registrano 474.000 nuovi occupati e, cosa ancora più importante, si tratta di dati in crescita.

Questi valori provengono del Rapporto GreenItaly di Unioncamere e Fondazione Symbola (2018), ma ce ne sono altri che, con altri parametri valutati, ci rappresentano lo stesso quadro: una fetta importante di economia e di lavoro che cresce, e l’Italia che su questo ha anche un peso in Europa.

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Dalla green economy in 5 anni 800mila nuovi posti di lavoro e 682 miliardi di Pil

La green economy conviene anche perché ce lo dice il marketing

La green economy conviene perché si risparmia e rende le aziende più competitive, ma la green economy conviene anche perché si aumentano le fette di mercato e ce lo dice il marketing. Tanti sono i settori in cui i consumatori – sempre più attenti e consapevoli – cercano prodotti che hanno basso impatto sull’ambiente e sicuri per la salute, e che scelgono aziende che hanno questo atteggiamento “responsabile” (verso l’ambiente e verso i lavoratori). Pensiamo ad aziende della cosmetica, del tessile, alle imprese agricole e agroalimentari: tutti settori dove questa attenzione è massima e sempre crescente, ma non solo.

Una ricerca, generica per quanto riguarda i prodotti, della Ipsos Italia, ma recente (maggio 2019) ci dice che secondo il 77% degli italiani le aziende dovrebbero ridurre le emissioni e gli impatti ambientali, per il 50% degli italiani dovrebbero essere attente alle condizioni di lavoro dei propri dipendenti e per il 37% si dovrebbero migliorare la qualità dei propri prodotti/servizi a beneficio dei consumatori.

Quali sono i settori dove la green economy ha preso maggiormente piede?

Dall’agricolo, all’agroalimentare, all’edilizia e poi l’arredo, i rivestimenti, l’automotive, il tessile, la cosmetica, il chimico. Le aziende più circolari, più green, sono già distribuite in tanti settori, ma le applicazioni di green economy ed economia circolare sono quanto mai necessarie proprio dove si hanno gli impatti maggiori, in termine di inquinamento prodotto e di scarti da smaltire. Che sono anche i settori dove il consumatore più chiede attenzioni e accorgimenti, sia nei prodotti che nei processi. Per entrambi questi motivi anche dove più conviene all’impresa.

Faccio qualche esempio. Nell’edilizia, una start up fiorentina ha messo a punto un nuovo sistema di costruzione, tutto circolare: una filiera di produzione dei mattoni che parte dalla demolizione dell’edificio esistente e attua il recupero in loco e diretto dei materiali grazie a una pressa ad alta compressione, che dai mattoni recuperati “rigenera” nuovi mattoni. Nell’arredo: molte le aziende che producono mobili di design, realizzate con materiali riciclabili e oggetti monomaterici o facilmente disassemblabili, in modo da agevolarne il riciclo al 100%. Con una qualità dei materiali e con una bellezza dei prodotti che contribuiscono ad allungarne la vita, rendendo più efficiente l’uso della materia e dell’energia impiegate.

E poi, nei rivestimenti: tutto (o quasi) si ricicla diventando altra materia, senza sacrificare estetica, qualità e funzionalità. Aziende che producono pavimenti e rivestimenti continui a base d’acqua, atossici e certificati, materiali eco-compatibili, di riciclo e completamente riciclabili come inerti.

E ancora, nella cosmesi, produzioni che utilizzano scarti agroalimentari come materia prima, ricchi di antiossidanti, leviganti, idratanti, al pari o più di materie prime vergini. E nella moda: tessuti e coloranti, sempre più naturali, sempre più frequentemente ricavati dagli scarti agricoli.

Un interessante progetto in corso riguarda anche più settori: l’automotive, il ferroviario e la nautica. Si chiama REVYTA e il nome sta per riciclo vetroresina camper nautica e ferroviario. È partito nel 2018 in Toscana, a Livorno e molti sono i partner di progetto: le aziende coinvolte in questi tre settori nei distretti regionali presenti, le aziende chimiche, i centri di ricerca e poli tecnologici. Gli obiettivi riguardano l’automazione avanzata per il disassemblaggio dei prodotti a fine vita e il riciclo o recupero della vetroresina, finora di difficile attuazione ma che potrebbe evitare ingenti costi di smaltimento e di materia prima e impatti significativi dal punto di vista ambientale.

Ogni anno in Europa sono prodotte 800.000 tonnellate di vetroresina, di queste, 100.000 ton in Italia con un trend in continua crescita, anche perchè le applicazioni del materiale sono svariate e riguardano anche ulteriori settori come l’edile, l’arredo urbano, l’elettrico. Il 90% di questa vetroresina è ad oggi destinato alla discarica, per cui sistemi di riciclo e recupero validi sono di indubbio e significativo vantaggio dal punto di vista dell’ambiente. Ma anche per i costi evitati: la resina vergine ha un prezzo che va dai 1.500 ai 6000 euro alla tonnellata; utilizzare resina riciclata che abbia le stesse caratteristiche meccaniche e funzionali della vergine può offrire risparmi importanti a tanti settori. Il progetto sta raccogliendo i primi risultati, sono in corso di valutazione questi processi e taluni prototipi. L’aspetto essenziale è che il recupero o riciclo avvenga senza aggravio ambientale, ovvero senza l’utilizzo di sostanze pericolose, con basso livello di emissioni e altri impatti prodotti. In modo che il bilancio ambientale sia effettivamente positivo.

Tecnologie, innovazione e salvaguardia dell’ambiente, che davvero vanno a beneficio di tutti.

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Economia circolare: diamo i numeri! (Infografica)

Perché avere un hobby potrebbe salvare la tua carriera

Mar, 09/17/2019 - 15:00

Fare qualcosa che amiamo rilascia dopamina, una sostanza che viaggia lungo il percorso mesocorticale, responsabile della pianificazione, delle responsabilità e definizione delle nostre priorità

Quest’estate avevate voglia di una vacanza diversa, volevate lasciarvi alle spalle le nuvolette di smog, quelle che hanno avvolto le vostre mattinate per tutto l’inverno. Alzare gli occhi al cielo, limpido e azzurro, e farvi vezzeggiare dai raggi del sole. Magari avete una nonna che vive in un piccolo paesino in montagna che, quando eravate bambini, vi preparava sempre dei manicaretti con le sue mani, e vi siete decisi, finalmente, ad andare a trovarla. E quindi, per qualche settimana, addio ad aperitivi last minute, passare intere serate a mangiare buste di patatine sul divano a guardare Netflix, o ad ordinare pizza e panini vegan super colorati a cena senza osare mettere la testa fuori di casa perché, il giorno dopo, dovete lavorare e svegliarvi presto. Molto presto.

Appena arrivati, oltre a ricevere una doppia razione di qualsivoglia pietanza perché vostra nonna vi trovava “sciupati”, vi siete sentiti strani. Ossigeno puro nella testa, la vostra mente era sgombra da qualsiasi preoccupazione, deadline, mail da ricevere o inviare, e vi siete rilassati. Siete stati con vostro zio in campagna, a raccogliere le ciliege dagli alberi, o siete andati con i vostri cugini al lago. Avete provato il campeggio, preparato la marmellata di more con la nonna, letto un libro stesi su un’amaca e dormito sotto le stelle. Vi siete divertiti, avete fatto nuove esperienze, conosciuto persone, avete provato cosa sia trascorrere una giornata senza corse e scadenze, e adesso, tornati a casa, oltre alla malinconia, vi sentite rigenerati.

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Lettera aperta alla (presunta) “mamma di Bibbiano”

Mar, 09/17/2019 - 15:00

Cara mamma (forse non) di Bibbiano ti scrivo, 
così mi distraggo un po’. 

“Parlateci di Bibbiano”, dicevano dal pubblico a cui ti sei rivolta domenica dal palco di Pontida durante il raduno annuale del partito della Lega. Bene, parlacene tu, madre di Greta. Tu che, stando a quanto è emerso, non sei un genitore vittima del sistema degli affidi andato in scena per anni a Bibbiano, sei semplicemente una attivista organizzatrice della manifestazione che lo scorso luglio ha protestato davanti Montecitorio contro il sistema nazionale degli affidi dei minori e ha cavalcato il fatto di cronaca, l’inchiesta sul Comune di Bibbiano.

Non sappiamo se tu e tua figlia siate state coinvolte in altre vicende simili, legate ad affidi illeciti, non sappiamo nemmeno se tua figlia si chiami davvero Greta.

Con questo nome l’ha accolta Matteo Salvini, domenica, sul palco a Pontida prima di abbracciarla durante i saluti finali. Così l’ha apostrofata via Twitter nei giorni seguenti: «Ringrazio questa mamma e questa bimba, che hanno avuto coraggio: Greta è una delle tante, troppe bambine (decine di migliaia) portate via alla mamma e al papà, a Bibbiano e in altri Comuni Italiani. Greta per fortuna è tornata a casa, altri ancora no». 

Perché non ci parli tu, mamma di Greta, di Bibbiano? 

Noi, di Bibbiano sappiamo quello che è emerso dalle 277 pagine di ordinanza di custodia cautelare scritte dai magistrati. Sappiamo che dei presunti responsabili, 29 in tutto, alcuni sono stati arrestati, altri indagati, altri ancora verranno processati. Sappiamo che nulla si sta facendo per nascondere il presunto (fino a prova contraria l’Italia è ancora un Paese garantista) e orribile sistema criminale a danno di decine di famiglie e bambini. Per tutta l’estate non è passato giorno senza che trasmissioni di approfondimento come Mattino 5 non abbiano raccolto e diffuso novità, inchieste e scoop sul caso. Se per una sera il Tg per non trasmette un servizio su Bibbiano non significa che le indagini si sono arrestate o non vanno avanti. Sembra incredibile, mamma (forse non) di Bibbiano, ma è così. 

Se tu, però, hai ritenuto necessario prestare l’immagine tua e di tua figlia alla propaganda di chi strepita che il Pd sapeva tutto, che ha sempre saputo tutto e ha sempre taciuto, che è invischiato in traffici illeciti, che è al soldo delle lobby omosessuali, forse sai qualcosa in più, tu.

Diccelo, per favore. Vogliamo sapere tutto, anche quello che ci sfugge ma che con ogni evidenza tu sai. Noi sappiamo che il sindaco, iscritto al Pd di Bibbiano, è stato arrestato per non aver seguito “la procedura amministrativa corretta per l’affidamento dei servizi e di un immobile”. Che lo stesso Procuratore Mescolini ha dichiarato che il sindaco «Non è coinvolto nei crimini contro minori». Testuali parole. Che il sindaco di Bibbiano appartenga al Pd, lo troviamo insignificante. Fosse stato della Lega avremmo pensato lo stesso, e cioè che, in questa vicenda, l’appartenenza partitica del sindaco di un paesetto coinvolto solo di striscio è insignificante. Ovviamente, l’abuso di ufficio, quando di mezzo ci sono i bambini, risulta particolarmente urticante. Ma il Pd, come partito, non c’entra, come non c’entrerebbe nessun altro partito. C’era un passaggio, nel d.d.l. di Simone Pillon firmato da Lega e approvato da 3 Senatori su 5 del Movimento 5 stelle (contrari Giarrusso e Piarulli, Di Maio ha letto solo i tempi paritetici dell’affidamento senza leggere il resto) che forse ti è sfuggito, mamma presunta di Bibbiano. 

“Il giudice, nei casi di cui all’articolo 342-bis, può in ogni caso disporre l’inversione della residenza abituale del figlio minore presso l’altro genitore oppure limitare i tempi di permanenza del minore presso il genitore inadempiente, ovvero disporre il collocamento provvisorio del minore presso apposita struttura specializzata, previa redazione da parte di servizi sociali o degli operatori della struttura di uno specifico programma per il pieno recupero della bigenitorialità del minore”. 

Il d.d.l. di Pillon prevedeva l’eventualità che un giudice potesse stabilire di togliere l’affidamento a uno dei due coniugi (separati) sulla base del sospetto che l’altro ex partner potesse avere “convinto” il figlio ad “alienare” il padre o la madre. Se ritenuto plagiato, il figlio sarebbe stato affidato al genitore “rifiutato”. Una manovra pericolosa, vischiosa, che avrebbe aperto la strada a forzature a svantaggio dei minori. Proprio come è successo a Bibbiano. La politica, però, non c’entra niente, lo sappiamo, perciò mai ci sogneremmo di strumentalizzare il d.d.l. di Pillon con l’inchiesta di Bibbiano. Stiamo a Bibbiano, non nei partiti politici, non su un palco e neppure su Twitter.

Se hai portato tua figlia, spacciandola per una bambina coinvolta nei fatti di Bibbiano, è perché tu, mamma di Greta, sai qualcosa che i magistrati non sanno e che noi ignoriamo. Perché taci sui fatti di Bibbiano? Il comizio a Pontida è finito. Corri, mamma (forse non) di Bibbiano e denuncia tutto ai magistrati. Poi diccelo anche a noi.

Oppure taci. E comunque tua figlia portala al mare anziché a Pontida.

Immagine di copertina: Madame Le Brun – Autoritratto (1789)

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