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Il Blog di Jacopo Fo su ilFattoQuotidiano.it

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Aggiornato: 8 min 28 sec fa

Rai5: ‘Chi è il padre di Gesù?’, ‘San Giuseppe!’. Questa sera Dario e Franca da piccoli

Lun, 02/20/2017 - 17:39

Questa sera alle 21,15, promossa in prima serata, va in onda la seconda puntata del nostro kolossal.

La madre di Franca, Emilia Baldini, era figlia di un ingegnere comunale, aveva cinque sorelle, ed erano tutte bellissime. Maestra elementare, estremamente credente, incontrò alla festa del paese, Bobbio, un giovane con i capelli completamente bianchi. Danzarono per tutta la sera, poi per un anno si scrissero, quindi si sposarono. La famiglia di Emilia si oppose al matrimonio perché il giovane, Domenico Rame, era un autore girovago e a quei tempi le attrici erano considerate al pari delle prostitute. Ma non riuscirono a fermare mia nonna. Franca nasce così in una famiglia che batteva i paesini lombardi con una scassata corriera improvvisando spettacoli. Sale sul palcoscenico a 13 giorni interpretando magistralmente la parte di una principessa neonata. E via via crescendo interpreta tutti i ruoli in drammi e commedie.

I Rame facevano base per settimane in capannoni che mia nonna arredava con i fondali delle scene, creando divisori: stanze con porte finte, finestre dipinte, boschi e castelli. Il nonno di Franca, Pio Rame, aveva scoperto che aveva grande successo come sosia di Garibaldi e girava con la barba e i lunghi capelli bianchi, il poncho e il cappello dell’eroe dei 2 mondi. Domenico Rame, padre di Franca era un tipo molto estroverso che diventò famoso quando un contadino povero gli chiese disperato di parlare al funerale della sua amata mucca. Inizialmente mio nonno si rifiutò ma alla fine le preghiere del pover’uomo lo convinsero. L’orazione funebre per la mucca dagli occhi dolci durò quasi un’ora, commosse alcune centinaia di contadini e le sue parole passarono poi di bocca in bocca. Intanto Franca era disperata perché sua madre le aveva cucito un cappottino con uno scampolo di lana verde da biliardo, comprata a buon prezzo. E Franca non voleva assolutamente andare a scuola così vestita.

A 17 anni la madre la incoraggia a diventare infermiera, mestiere rispettabile che le avrebbe permesso di sposarsi più facilmente.

Ma Franca resta scioccata quando il primario di urologia, non sapendo che lei era appena arrivata, le chiede di aiutarlo a infilare un catetere nel pene di un giovane paziente reggendo il membro. Franca è completamente ignara delle questioni del sesso e afferra il pisello con mani tremanti. Il giovane, forse anche abbagliato dall’avvenenza della fanciulla, non riesce ad evitare una subitanea robusta erezione che terrorizza la giovane infermiera che lancia un urlo. Il primario la allontana consigliandole di farsi assegnare a pediatria, così da potersi avvezzare a sessi di minor dimensione. E Franca capisce che quello non è il mestiere che fa per lei. Alla fine decide di seguire la sorella Pia, che a Milano ha iniziato a recitare in compagnie primarie di rivista.

Dario nasce invece da un capostazione e una fantasiosa casalinga.

Pina Rota è una ragazza di Sartirana fidanzata con un giovane ufficiale di fanteria. Ma durante la festa del paese conosce Felice Fo, ferroviere, che è venuto a far visita ai suoi cugini. È amore a prima vista, ma il fidanzato di Pina non la prende bene. Si presenta in casa di lei, estrae la pistola, grida. Alcuni dei fratelli di Pina si buttano sull’aggressore, ne nasce un parapiglia, si sente uno sparo. Per fortuna il proiettile va a vuoto ma la madre di Pina resta talmente scioccata che diventa afona, non recupererà mai la sua voce naturale, parlava con un bisbiglio.

Il padre di Pina era un personaggio particolare. Contadino, girava per i villaggi vendendo la sua verdura con un carretto tirato da un cavallo e per attirare gli acquirenti raccontava gli ultimi fatti di cronaca e pettegolezzi amorosi sugli abitanti del circondario. Dario apprese così i rudimenti del teatro seduto a cassetta sul carro del nonno. E non solo. Il Bristin era un contadino strano, collaborava con un professore dell’Università di Torino e sperimentava innesti diversi sulla stessa pianta che produceva prugne bianche e nere contemporaneamente e aveva imposto a tutti i 9 figli di imparare a suonare uno strumento così che avevano formato una piccola orchestra che si esibiva nelle feste da ballo.

Felice Fo aveva fatto il manovale, era stato ferito tre volte nelle trincee sul Carso, aveva studiato di notte ed era diventato prima ferroviere e poi capostazione; era socialista e attore dilettante.
Pina Fo era entusiasta dei suoi tre figli anche perché un indovino le aveva predetto un futuro di grandi successi per uno di questi.

Quando Dario e Fulvio, 5 e 4 anni, decisero di sperimentare l’ebrezza del paracadute, buttandosi dal secondo piano, aggrappati a un ombrello (che si ruppe istantaneamente) si arrabbiò moltissimo. Li picchiò, poi medicò le sbucciature. Poi però si vantò per l’intraprendenza dei piccoli. Poco tempo dopo, i due scriteriati decisero di attraversare il lago Maggiore a bordo del mastello per i panni. Affondarono a 50 metri dalla riva, furono tratti in salvo da un pescatore, mia nonna gliene diede di santa ragione ma poi raccontò l’episodio con orgoglio. Reagì con meno entusiasmo quando i due decisero di fare gli indiani, legarono la piccolissima sorella Bianca a un albero, accumularono legnetti e poi diedero fuoco. I vicini di casa, attirati dalle grida disperate dell’infante la salvarono

Mio padre a scuola era un disastro, anche perché perdeva tempo a trasformare le A e le O in faccine.

Quando il vescovo di Varese venne ad esaminare i ragazzini che dovevano prendere la prima Comunione chiese a Dario: “Chi è il padre di Gesù?”, lui rispose: “San Giuseppe”. Il vescovo si infuriò e decise che né lui né il fratello (innocente) avrebbero fatto la Comunione il giorno dopo. La nonna Pina, andò su tutte le furie. Era una donna molto determinata: anni dopo si sarebbe trovata a ricucire partigiani feriti in combattimento.

Inoltre aveva comprato per i figli due paia di scarpe bianche di vernice, apposta per la prima comunione. Era stata una spesa notevole per le risicate disponibilità della famiglia. Andò quindi dal prete e gli disse: “Domani mando i miei figli alla Comunione. Te prova a mandarli via!”. Il prete decise che era meglio dimostrarsi comprensivo.

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‘Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia’, come vi racconto i miei genitori

Dom, 02/12/2017 - 11:13

Negli ultimi mesi mi sono dedicato a intervistare decine di persone che hanno lavorato o che erano amiche dei miei genitori. È stata un’esperienza molto emozionante. Ho trovato grandissimo affetto nei loro confronti e storie inedite anche per me. E ho scoperto aspetti del loro carattere che non conoscevo.

Ad esempio Cochi Ponzoni mi ha raccontato di quando un giorno, sulla spiaggia di Cesenatico, erano insieme a Enzo Jannacci e Renato Pozzetto e mio padre si mette a scrutare il mare e poi indica un punto all’orizzonte ed esclama: “Guardate, laggiù, una nave sta affondando!“. Gli altri tre capiscono il gioco al volo e si mettono a indicare anche loro: “Sì, laggiù. Guardate!”. In pochi minuti una piccola folla si riunisce e si scatena un’allucinazione collettiva… Non pensavo che mio padre da giovane fosse così poco serio!

Antonio Ricci mi ha invece raccontato le telefonate notturne con mia madre, a volte animate da nobili intenti (la difesa dei rom, l’uranio impoverito…) a volte con obiettivi meno impegnativi come la rabbia per la truffa subita da mia madre e sua sorella Pia, abbindolate da un’asta televisiva notturna di gioielli patacca.

Sono stati mesi molto intensi, con un po’ di incredulità sul fatto che questo kolossal potesse veramente andare in onda. Ora ci siamo, finalmente…

Signore e signori, siamo lieti di annunciarvi che ce l’abbiamo fatta. Domani 13 febbraio alle 22.15 su Rai 5 verrà trasmessa la prima di 25 puntate da 50 minuti. Un evento: mai la Rai ha dedicato tanto spazio a due guitti. Ripercorreremo così la loro infanzia, i primi passi in teatro, il loro incontro e la loro burrascosa storia d’amore, con il divorzio annunciato in diretta durante un’intervista di mia madre con Raffaella Carrà. L’irruzione della comicità dell’assurdo nel teatro e nella canzone, la censura, il ’68, le stragi e i servizi segreti deviati, il femminismo, la potenza della solidarietà. Raccontiamo la loro storia ma anche quella degli italiani dal dopoguerra a oggi.

La prima puntata partirà dal compleanno per i 90 anni di Dario con Carlo Petrini, Stefano Benni e il grandissimo Intra con la canzone “T’ho cumprà i calzet de seda”.
Una video autobiografia inedita di Franca e Dario fa da filo conduttore della storia.
Poi c’è il materiale girato negli anni, spezzoni ritrovati, brani di spettacoli, le lezioni di teatro che per anni hanno tenuto ad Alcatraz. E ci saranno le interviste con persone che hanno conosciuto questi due anomali individui. Alcuni nomi: Gianni Minà, Dacia Maraini, Ornella Vanoni, Renato Pozzetto, Paola Cortellesi, Lella Costa, Marco Paolini, Natalino Balasso, Daniele Luttazzi, Maurizio Costanzo, Mario Pirovano, Giovanna Marini, Ivana Monti.

Un materiale enorme che abbiamo selezionato e cucito creando un racconto che spero risulti appassionante.
Un’impresa notevole realizzata con Gianluca Rame, regista, Gianmarco Mazzi, produttore, Marisa Pizza, Gabriella e Simone Canova, autori, ed Eleonora Albanese, mia moglie e anomala intervistatrice di mia madre.

Spero vi divertirete e vi emozionerete. Una grandissima scommessa. E spero che ci darai una mano a diffondere questa notizia. Sai com’è in tv, se non fai ascolti ti decapitano.

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Vorrei essere Donald Trump

Gio, 02/09/2017 - 09:29

Siete entusiasti? Lo so che vi alzate la mattina urlando di gioia: “Grazie a Dio, c’è Donald Trump!”.

Va beh… Alcuni hanno paura, perché si mormora che Trump si masturbi sulla valigetta blindata col pulsante rosso della guerra nucleare… Lo so che fa piangere vedere come tratta Melania, lo so che è un evasore fiscale neofascista, razzista, xenofobo al comando del più grande esercito della storia… Ma bisogna saper vedere il bicchiere mezzo pieno! Suvvia!
Cazzo ragazzi, se siete di sinistra come minimo dovete avere un orgasmo al giorno! Ma li avete visti i manifestanti anti-Trump? Avete visto le ragazze in corteo?

Adesso non venitemi a dire che le ragazze in corteo non c’entra se sono più o meno belle… Che palle, qui col politically correct non si può dire niente… Mi spiego: le ragazze belle nei cortei sono un essenziale marcatore dello stato di salute del movimento. Più il Movimento è all’attacco, più belle ragazze in corteo. Poi tu puoi dirmi che non è un criterio scientifico. Va beh… Ma c’eri nel 68? Era una cosa spaventosa. C’erano ragazze che non erano solo bellissime, erano anche il top spirituale, erano icone. E avevano la minigonna che fino ad allora non s’era mai vista!
Quindi ti certifico che il movimento radicale di opposizione selvaggia è ripartito. Grazie a Trump. Che non sembra neanche un presidente vero. Sembra inventato da Travaglio.
Noi pensavamo che Berlusconi fosse il massimo inarrivabile. Era solo un provinciale!

Trump è l’assoluto: è al potere da una manciata di giorni e ha già liberalizzato la tortura, ripristinato il diritto delle persone mentalmente disturbate di comprare armi da fuoco a ripetizione, sta cercando di fermare l’assistenza medica per gli sprovvisti di assicurazione… E poi quel gioiello: bloccare l’ingresso negli Usa a tutti i cittadini provenienti da 7 paesi a maggioranza musulmana. Migliaia di persone col visto, addirittura con la carta verde, arrestate negli aeroporti… Rimpatriati… Tra questi registi iraniani, scienziati yemeniti, ricercatori, imprenditori… Sei musulmano che vieni da uno di quei paesi musulmani? Via! Sciò! Raus!

Si alza la mattina e telefona al presidente dell’Iran, fa una pernacchia e mette giù. Poi telefona al presidente del Messico: cazzo fai? Non l’hai ancora costruito ‘sto muro? Guarda che se non la smetti di mandarci qui farabutti messicani vengo a prenderti con i marines! Poi scoreggia e mette giù. Poi telefona al presidente australiano e lo fa una pezza: checcazzo hai firmato con Obama? Che ci dobbiamo prendere un po’ dei vostri rifugiati? Col cazzo!!! È un’accordo di merda e mi ci pulisco il culo!
Poi twitta che bisogna iniziare a trattare le altre nazioni a calci e sputazza in faccia, che così imparano chi ce l’ha più lungo. Fanculo!

Qui viene fuori un Movimento mondiale da paura!

C’è solo un problemino: il 45% degli statunitensi è a tutt’oggi entusiasta di Trump. Anzi di più!!! Il momento erotico più alto degli ultimi decenni è stato quando Trump ha annunciato che ha fatto paura alle case automobilistiche e s’è fatto costruire tre fabbriche di auto Usa per gli Usa. E ha pure telefonato a quelli degli F16 e gli ha tirato giù 700 milioni di euro dalla fattura. La tecnica Trump è geniale ed elegante. Gli dice: se fai lo stronzo ti bombardo!

Trump fa paura. E i suoi elettori godono. Stanno davanti alla tv, nelle loro cazzo di casette a schiera con giardinetto, nei loro palazzoni di periferia con più spacciatori che topi, bevono 12 lattine di birra alla volta, ruttano, si scaccolano e ogni tanto urlano: “Dai così! Sei una bestia sanguinaria! Stermina gli scarafaggi!”. Poi scaracchiano, sputano snaricciano sulla manica e si mangiano un altro hot dog di carne di suino geneticamente modificato, tirato su a napalm e schiaffi per evitargli il pericolo di avere un pensiero positivo. Loro sono convinti che il maiale umanitario ti danneggia il pancreas… E prima di andare a letto i trigliceridi crudeli se li fanno direttamente in vena.

Cosa volete pretendere da gente che non ha ancora capito una cosa semplice come la pizza. Avete presente come la fanno? Una brodazza di sottilette di formaggio riciclato e rifuso e salsa di kectciup buttata barbaramente sopra una focaccia isterica preventivamente annegata nell’olio di struzzo estratto con le trieline bollenti. Che lo struzzo è ancora vivo, che se urla è meglio.
E va bene così! Questi esseri umani sono perduti, non c’è niente da fare! Hai voglia a spiegargli l’alimentazione equilibrata. Vogliono i coloranti! Hanno il palato foderato di merda plastica, hanno delle emorroidi che sembrano tonni, aspettativa di vita a 70 anni ma a 50 fanno già schifo. Si vogliono suicidare in massa? Ce ne faremo una ragione.
Moriranno di infarto dopo aver picchiato le mogli per imitare le nuove frontiere della libertà russa (grazie amico Putin!). Ammazzatevi pure!

Non verremo al vostro funerale… saremo in corteo e dopo a mangiare lasagne alla bolognese e bere barolo. Cose che voi poveretti elettori di Donald non potete capire neanche se ve le spieghiamo.
Da noi B. aveva promesso un milione di posti di lavoro e ci ha lasciato con una crisi devastante e i ristoranti pieni di disoccupati. Mi vien da ridere a pensare quel che succederà alla prima potenza mondiale. Grande culo, grande tonfo.

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Donald Trump, aiuto! E’ panico generalizzato?

Sab, 01/28/2017 - 16:26

Inizia una nuova epoca. La paura serpeggia. Un esagitato sessomaniaco alla Casa Bianca. Terrorismo, migrazioni di massa, povertà in aumento, corruzione. E la Raggi che entra con una mazza da baseball nella cristalleria dei nostri sogni.

È uno di quei momenti dei quali faresti volentieri a meno. Ci eravamo abituati a pensare al futuro come un difficile cammino verso il meglio. Vi ricordate l’emozione quando Obama divenne presidente? Era il grande, epocale cambiamento dei parametri di pensiero. E adesso guardate chi c’è nello Studio Ovale.

Mi ricordo nel ’77, discutendo con mio padre e due amici della mia età. Eravamo sconfortati, era ormai chiaro che non mancavano pochi mesi e neanche pochi anni al crollo dell’Impero del Male e all’avvento del Mondo Nuovo. Mio padre tirò fuori una pagina di Bertold Brecht. Dice grossomodo che ci sono momenti in cui tutto crolla e resti da solo a decidere se vale ancora la pena di sognare un futuro migliore.

Certo i media non aiutano in questo momento. Siamo bombardati da cattive notizie. Ci godono. Le telecamere indagano il mondo cercando qualche cosa di ancor più terribile da raccontare indugiando sadicamente sui visi stravolti delle vittime. Il meglio non fa notizia. Eppure proprio adesso ci sono centinaia di migliaia di persone che insistono, non desistono, persistono, continuano a realizzare azioni concrete straordinarie.

Non ne parlano i media né i politici. Ma ogni giorno don Antonio riesce a organizzare a Gela la mensa gratuita. E a Ponte Felcino, Perugia, le insegnanti della scuola media in pensione fanno lezioni gratuite di italiano alle madri dei bambini stranieri. E a Milano due genitori hanno creato un gruppo di lavoro che ha prodotto un video game che aiuta i bambini con difficoltà motorie a recuperare il controllo della muscolatura. Nella Terra dei Fuochi gli attori di Pulcinellamente insegnano la passione per il teatro nelle scuole. In Calabria la cooperativa La Piana ha unito 110 aziende agricole e sono riusciti a produrre biogas dagli scarti delle olive e delle arance… Pareva impossibile riuscirci. Neanche grossi gruppi di ricerca avevano trovato una soluzione economicamente vantaggiosa… E questi esagerati cooperativi si sono inventati un processo chimico a basso costo per inibire gli antiossidanti che sterminano i batteri bloccando il formarsi del biogas (scoregge batteriche); fanno miracoli con la merda di pollo!

Dovunque vado incontro persone che non sopportano di stare a guardare e lamentarsi e che vivono un desiderio irrefrenabile di cambiare il metro quadrato di mondo sul quale appoggiano i piedi. Hanno il grande privilegio di emozionarsi nel tentare di cambiare una vite, dipingere un pistone, aggiungere una rotella all’immenso meccanismo del mondo. “Servirà?” Chiedono gli scettici. Sicuramente servirà a chi lo fa. Perché vivere provando a far girare meglio le ruote fa bene alla salute, allunga la vita, la riempie, galvanizza la digestione e potenzia il respiro. Non dico che se segui l’ispirazione e coltivi i tuoi progetti non soffri. Magari stai anche più male certi giorni. Ma quel che vivi provandoci poi te lo porti dentro. A volte si dice: “Avere il vuoto dentro”.

Una sensazione sgradevole. Ma se nella tua vita hai realizzato qualche cosa che ti piace, dentro non c’hai mai il vuoto pressurizzato… Anche quando sei finito contro il muro dei tuoi sogni ti è restato qualche cosa. Magari solo la macchia di sangue che hai lasciato dando la testata. Alla fine resta quel che hai vissuto o NON hai vissuto.
E se non hai vissuto niente è come far parte della squadra di calcio ai mondiali e restare in panchina. Una palla senza limiti!

Ps: Da 17 anni con Simone Canova, Gabriella Canova e Maria Cristina Dalbosco facciamo Cacao, il quotidiano delle buone notizie. È un presidio medico sanitario di prevenzione antidepressiva. Ed è gratis (Cacao)

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Roma, viva il M5s! Ma qualche cosa deve cambiare

Mer, 12/21/2016 - 10:58

Il Movimento ha cambiato lo scenario della politica italiana.
Finalmente la Casta si è trovata a fare i conti con una forza politica in grado di contrastarla. Se non ci fosse stato il M5S a dare una risposta civile alla corruzione ci saremmo trovati con un Salvini o un altro Trump italiano come più votato.
E da quando i cittadini hanno dato la fiducia al M5S hanno messo in moto un sistema di controllo sulle scelte degli organismi decisionali dello Stato.
Per la prima volta un gruppo di eletti ha deciso di tagliarsi lo stipendio e restituirlo alla società, per la prima volta un gruppo politico ha rinunciato ai finanziamenti pubblici…
E se andiamo a vedere cosa è successo a Roma per la prima volta una dirigente di un gruppo politico, Roberta Lombardi, ha denunciato pubblicamente la pericolosità di un gruppo interno alla sua stessa organizzazione (Marra e compagnia) dopodiché è andata dai magistrati facendo seguire alle parole un esposto. È la prima volta che un esponente di un gruppo politico rinuncia a “tacere per il bene dell’organizzazione”…

E se c’è chi si stupisce del fatto che la Raggi sia in difficoltà… beh… Credo che sia infantile sperare che chiunque non sia in difficoltà nella gestione di un sistema incancrenito da decenni come quello romano. Destra e sinistra hanno orrendamente collaborato nel lasciar tracimare il malgoverno infettando ogni livello dell’amministrazione della città. Neanche Superman poteva risolvere velocemente la situazione…

Resta però il fatto che la Raggi ha brillato per un misto di leggerezza e cocciutaggine dimostrando di avere una concezione della politica lontana da quella che la maggioranza dei suoi elettori si aspettava. E resta il fatto che è notevole la percentuale di sindaci e di parlamentari scelti dal M5S che poi si sono allontanati o sono stati espulsi.
Quindi spero che nessuno si offenderà se dico che forse qualche cosa va migliorata.
E mi riferisco a una questione centrale per qualunque gruppo politico: come si formano e come si scelgono i dirigenti?
La qualità di un gruppo è determinata proprio da questa questione di metodo.

Nel convegno che a Firenze sancì la nascita delle Liste Civiche posi proprio questa questione. Si possono scegliere quelli che sono più bravi a parlare oppure quelli che sono più bravi a fare.
Proponevo di centrare l’iniziativa del M5S sull’azione diretta, impegnarsi nella creazione di servizi utili per i cittadini: gruppi di acquisto e altri sistemi di consociazione, supporto alle associazioni solidali, supporto legale alle battaglie per la difesa dei diritti e del territorio… Se uno dimostra di essere bravo nella gestione di queste iniziative può candidarsi… E guardando quel che ha realizzato, e come, puoi decidere se votarlo alle primarie web o no.

Allora il Movimento scelse un altro percorso. E devo dire che col senno di poi capisco perché venne scartata la mia proposta che necessitava di tempi e modi lenti e difficili. Si scelse di puntare tutto sulla comunicazione e sul dare una risposta alla rabbia. Rovesciare il tavolo della politica italiana venne reputato più urgente dell’intraprendere la costruzione di un’organizzazione strutturata sulla capacità di azione capillare sul territorio. E il successo del M5S dimostra che la questione che ponevo non era allora prioritaria.

Ma oggi continuare a non selezionare i candidati sulla base delle capacità di gestione di iniziative concrete sarebbe suicida. Gli elettori possono perdonarti una volta l’errore di avere scelto un candidato totalmente inesperto, non te lo perdonano due volte.
E credo sia necessario anche che chi si è distinto nella pratica dell’azione diretta sul territorio poi debba anche ricevere una formazione adeguata: il M5S ha urgente bisogno di creare una scuola di pubblica amministrazione.
E ha anche bisogno di creare un centro di consulenza tecnico legale per supportare sindaci e parlamentari. È assurdo che i sindaci debbano studiarsi da soli strategie energetiche e culturali, delibere e percorsi burocratici: si fa lo stesso lavoro decine di volte. È uno spreco energetico!

Infine credo che se si scegliesse di mettere al centro dell’iniziativa del M5S l’azione diretta sarebbe un gran bene. Il M5S dimostrerebbe fuori dal parlamento e dei consigli comunali la sua capacità di fare e quindi aumenterebbe la sua credibilità come forza di governo.
Volete vincere o no?

Vedi qui il mio intervento al convegno di fondazione delle Liste Civiche 5 Stelle
Sulla necessità dell’azione diretta
Sul dimostrare che si è capaci di governare

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Referendum, ora che abbiamo vinto ci occupiamo di chi non arriva a fine mese?

Mar, 12/06/2016 - 16:58

Mi hanno insegnato che i progressisti, prima di tutto, si occupano della gente.
Il movimento progressista in Italia ha una doppia natura: c’è chi è convinto che il centro dell’iniziativa debba essere parlamentare ed elettorale: dobbiamo vincere i referendum e le elezioni e avere quindi il potere per cambiare le cose.
Una minoranza invece crede nella centralità dell’azione diretta. Le battaglie principali si conducono laddove c’è gente in difficoltà e dove si possono sviluppare le opportunità culturali, di vita e di lavoro.

Renzi, come Berlusconi è riuscito a fare un grande gioco di prestigio: diventare il centro del mondo. La maggioranza delle energie dell’opposizione progressista sono state spese per attaccare Renzi.
Siamo di fronte a due visioni diverse. L’Italia è malata e i progressisti sono divisi sulla cura migliore. Ci sono due modi per curare un’infezione: da una parte si attaccano i batteri con gli antibiotici, dall’altra si cerca di riequilibrare l’organismo migliorando la dieta, l’atteggiamento mentale e la qualità della vita e aumentando l’attività fisica. Gli antibiotici possono ottenere risultati ottimi, come possono farlo le buone leggi. Ma se non si lavora sulle cause della debolezza che ha permesso ai batteri malvagi di attaccare le cellule, non si ottiene uno stato di salute soddisfacente, non si restituisce all’organismo la capacità di mantenersi in equilibrio e difendersi naturalmente dalle infezioni.

Il reddito di cittadinanza è un obiettivo ottimo perché è in grado di alleviare da subito la miseria che attanaglia milioni di italiani.
Dar da mangiare a chi ha fame è essenziale. Come usare gli antibiotici quando il malato è in pericolo di vita. Ma un progetto politico che voglia far fare all’Italia un salto di qualità, migliorare sensibilmente la vita delle persone, deve avere al centro la cultura, la coscienza, la capacità di liberare, risolvere e valorizzare le singole potenzialità.
Se si danno soldi senza lavorare sulla cultura otteniamo milioni di ex poveri che si suicidano con la super alimentazione e diventano obesi, che si bombardano di medicine inutili, che non hanno una prospettiva esistenziale, un progetto per il loro futuro che li impegna e che riempie la loro esistenza di passione.
Se vinciamo ottenendo solidarietà verso gli italiani poveri ma ci limitiamo a una forma di sussidio rischiamo di sostituire uno stato tragico di miseria materiale con uno stato altrettanto doloroso e socialmente devastante di miseria culturale, assenza di passione, morte dei sogni… Alienazione.

Oggi nessun gruppo progressista ha una strategia culturale.
Per fortuna ci sono migliaia di gruppi solidali e culturali che svolgono un lavoro colossale, meraviglioso, straordinariamente concreto. Si parla addirittura di 5 milioni di volontari.
Il movimento solidale italiano è un’eccellenza nel mondo!
Tra i volontari troviamo gente del Pd, della sinistra e dei 5 Stelle, che riescono a lavorare insieme in modo ottimo. Ma questi militanti agiscono sul territorio in modo completamente disconnesso dai gruppi politici ai quali appartengono. Non c’è nessuna strategia unitaria, e paghiamo il fatto che il movimento solidale non ha un coordinamento a livello nazionale, né una strategia unitaria… Un grande spreco di potenzialità.

Contemporaneamente i progressisti impegnati sul versante “elettoralista” si interessano poco al mondo della solidarietà e della cultura. Nei mille siti che si occupano di bastonare Renzi è minimo lo spazio dedicato a far conoscere gli incredibili risultati che il mondo solidale sta ottenendo.
Non va bene. Possiamo migliorare.

Come dice Visco: se la cultura si diffonde, la corruzione e la criminalità diminuiscono. Sul lungo periodo lo sviluppo delle potenzialità umane è più efficace della repressione.
La boria di Renzi è stata repressa da una valanga di No. Bene. Adesso ci occupiamo del pane e delle rose?

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Trump, a farlo vincere sono state le promesse orali di Madonna?

Mar, 11/22/2016 - 10:41

Luigi Zingales, sul NYT, ha consigliato alla sinistra Usa di non fare come l’opposizione italiana a Berlusconi.
Ha scritto che attaccare Trump soprattutto sul piano della sua vita privata non serve. Anzi lo rafforza. Bisogna contestare i suoi programmi e proporre alternative.

Ha ragione: Berlusconi come Trump hanno tratto grande vantaggio dall’essere stati demonizzati sul piano personale. I progressisti sono ammalati di moralismo, credono che gli elettori si rifiuteranno di votare un candidato IMPRESENTABILE. La storia ha dimostrato che, al contrario, più ci si scaglia contro un leader sul piano personale, più diventa un personaggio… E la gente adora i personaggi. E li vota. È una sindrome televisiva.

Per capire la vittoria di Trump bisogna andare a misurare lo spazio che ha avuto su internet e i media: uno spazio enorme, molto più vasto di quello della Clinton.
E poi bisognerebbe interrogarsi sulle uscite come quella di Madonna che promise delizie sessuali orali a chi avesse votato Clinton, e quella di De Niro che esprimeva il suo desiderio di fare a pezzi Trump fisicamente. Hanno favorito i democratici o sono state la loro pietra tombale?
Sicuramente Madonna ci ha guadagnato una visibilità mondiale ma credo che il suo discorso (“lo faccio con passione, ti guardo negli occhi… e poi deglutisco”) abbia fruttato a Trump migliaia di voti. Bisogna considerare che certe pratiche sessuali sono ancora illegali in alcuni Stati… Dirlo così, di fronte a migliaia di spettatori…
È una vergogna! Un peccato contro Dio, la patria e la torta di mele!!!

Ma il discorso è più ampio: buona parte degli elettori di Trump sono persone molto arrabbiate col sistema, con la globalizzazione, con la modernità, che vivono come una minaccia mortale. È la modernità che ha portato a trasferire tante fabbriche nei paradisi salariali. È la modernità che li ha catapultati in un mondo digitale che non capiscono e che li sconcerta. La rivoluzione di Internet è stata troppo veloce. Trump con i suoi deliri rappresentava bene questa rabbia furente e cieca. Questo terrore verso il futuro. E lui promette di riportare gli Usa agli anni 50. Votarlo è stato percepito come un modo di mandare a quel paese il sistema. Quei finanzieri che con un click trasformano un quartiere operaio in un deserto.

Mi chiedo, al di là dell’estremismo surrealista porno di Madonna, se tutte queste dichiarazioni di voto a favore della Clinton da parte di gente di successo e molta Hollywood, non abbiano alla fine contribuito a peggiorare l’immagine di Hillary. Se sei arrabbiatissimo chi voti? La politicante di lungo corso che ha il sostegno di tutti quelli belli ricchi e di successo, oppure una bestia pazza che ne dice di tutti i colori e che può vendicarti facendo saltare il banco?

Ma credo che vi sia un secondo elemento che spiega il successo di Trump come di Berlusconi.
Al muro di chiacchiere di Trump i progressisti hanno opposto un altro muro di chiacchiere.
Con l’aggravante che anche le cose buone realizzate da Obama non le hanno raccontate alla gente umile. Obama era convinto che bastava dirlo ai media e scriverlo sui social network che aveva fatto la riforma sanitaria. Non ha capito che oggi c’è un mondo che non naviga sui siti di informazione, magari usa internet ma non certo per capire la politica. Obama avrebbe dovuto mobilitare un esercito di attivisti che andassero a spiegare porta a porta questa notevole conquista sociale.

Ma nel dna dei democratici non c’è l’idea della comunicazione diretta, si fa per le elezioni e poi basta. Lo stesso tragico errore di Prodi: se fai una legge giusta ma poi non la gestisci non funziona. Nel 2007 fu fatta la legge sul fotovoltaico ma poi nessuno del governo andò a spiegare alle famiglie e alle piccole imprese cosa fare, nessuno si preoccupò di calare nella realtà le opportunità; calare nella realtà vuol dire preoccuparsi di convincere le banche a proporre mezzi finanziari idonei, consociare le piccole aziende impiantistiche perché creino garanzie collettive di qualità, ostacolando i furbi che poi ti rovinano il mercato. Ma i progressisti italiani e Usa, vivono nell’Empireo dei talk show e delle conferenze stampa e quando fanno un tweet gli pare di aver compiuto un miracolo di modernità. Pensano che non sia compito loro occuparsi di costruire le condizioni perché le persone capiscano le novità positive e le sfruttino.

Sicuramente molti degli elettori di Trump ci resteranno di merda quando si renderanno conto che perderanno un parente o un amico se la riforma sanitaria verrà annullata. Michael Moore nel suo splendido spettacolo (Trumpland) ci ha informati che migliaia di statunitensi morivano ogni anno perché non avevano soldi per curarsi. Ma forse non ci resteranno mai male perché non sapranno mai la cazzata che hanno fatto a votare l’Impresentabile… O a non andare a votare perché Hillary non era abbastanza dalla loro parte. Non lo sapranno mai perché vivono altrove.
Solo un movimento progressista capace di vivere tra la gente, di dare vita a concrete azioni solidali, esperienze di cooperazione, di crescita culturale, potrà fronteggiare in futuro i Trump. Ma perché questo accada servirebbe uno profondo cambiamento nel modo di concepire la politica. Al primo posto mettiamo la capacità di agire migliorando veramente le condizioni di vita della gente oppure mettiamo al primo posto la campagna elettorale? Facciamo vedere quel che sappiamo fare per il popolo e poi chiediamo il voto oppure giuriamo che se ci votano POI faremo cose belle?
Succederà? Probabilmente no. Probabilmente ci vorranno molti Trump prima che i progressisti cambino pelle.

È una questione che riguarda un po’ tutti. I 5 Stelle hanno fatto una cosa strepitosa che non aveva mai fatto nessuno: hanno restituito decine di milioni di euro allo Stato lasciando all’apparato burocratico il compito di spenderli… Ma in un momento come questo forse sarebbe meglio che dimostrassero la loro capacità di governo spendendo direttamente il denaro del finanziamento pubblico per il bene della gente; e mostrando che amministratori onesti e capaci possono realizzare interventi veramente utili senza buttare i soldi dalla finestra.

Lo hanno fatto in Sicilia, ricostruendo a tempo di record un pezzo di strada crollato, spendendo molto meno di quel che l’amministrazione aveva preventivato. Grandioso. Ma poi la maggioranza dei 5 Stelle ha deciso che azioni simili non vanno bene. Forse c’è la paura di sbagliare e di essere visti come gli altri politici pasticcioni. Io credo al contrario che la priorità oggi sarebbe proprio quella di dimostrare la propria affidabilità e professionalità.

Lo volete governare questo Paese o no?

L'articolo Trump, a farlo vincere sono state le promesse orali di Madonna? proviene da Il Fatto Quotidiano.

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