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Aggiornato: 8 min 44 sec fa

Incendio Bologna, il selfie con l’autocisterna in fiamme non è una mossa intelligente

Ven, 08/10/2018 - 17:17

Scappare è meglio! Continuo a sentire gente che se la piglia con Renzi, Di Maio o Salvini. Ma ogni tanto mi chiedo se il problema più grosso dell’Italia siano i cattivi e i complotti oppure gli stupidi. A Bologna, un camion cisterna brucia sul cavalcavia e centinaia di persone invece di scappare fermano le auto e si mettono a fare foto con i telefonini. Per fortuna arrivano alcuni poliziotti dotati di grandioso buon senso che bloccano la strada e si mettono a urlare per fare allontanare i curiosi. Tra questi , il poliziotto Riccardo Muci riporta gravi ustioni quando la cisterna esplode. Senza l’eroismo di questi agenti quanti morti ci sarebbero stati? E come si sentono quegli appassionati di selfie pensando che un poliziotto ha preso fuoco per salvarli dalla loro idiozia?

Ora, mi chiedo, ci vuole una mente superiore per capire che una cisterna in fiamme a un certo punto esplode? Io sarei favorevole a una legge che punisca gli stupidi. Non dico di mandarli in galera, ma almeno far loro ripulire le spiagge, leggere dei libri e poi fare un riassuntino su quel che hanno capito… E sarebbe anche il caso di inserire nei programmi scolastici la Storia dell’Idiozia umana.

Per 30 anni sui giornali di fumetti erano in vendita gli occhiali a raggi X che ti permettevano di vedere le ragazze nude. Il fatto che questa pubblicità continuasse a uscire è la prova che c’erano migliaia di maschi che erano in grado di credere all’esistenza di super raggi X nudisti disponibili per una cifra di denaro irrisoria. Intanto Andreotti continuava a vincere le elezioni.

Vanna Marchi fu processata per truffa perché vendeva sale grosso da cucina a un milione di lire al chilo a migliaia di persone: scacciava il malocchio e riaccendeva gli amori perduti. E che dire delle centinaia di migliaia di persone turlupinate da finanzieri che promettevano rendimenti del 25% all’anno?Il potere della stupidità è sottovalutato.

Carlo M. Cipolla, il grande economista, dopo decenni passati a studiare i sistemi finanziari mondiali ha scritto un libro meraviglioso: Allegro ma non troppo, nel quale enuncia le leggi della stupidità: stupido è colui che nuoce agli altri senza trarne vantaggio o addirittura subendo un danno.

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Egli dimostra scientificamente che “la persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista” e giunge al sublime asserendo che qualunque previsione sul numero di stupidi presenti in qualunque categoria umana è comunque sottostimata. Non credo che sia possibile che l’umanità evolva da questa era di barbarie senza che si affronti la questione della stupidità in termini globali. Ma i leader politici e culturali hanno difficoltà a comprendere la centralità degli stupidi nelle vicende umane.

C’è da dire che la stupidità a volte è salvifica: lo svedese Carlo XII portò alla rovina il suo impero decidendo di invadere la Russia. Napoleone, che non aveva studiato la storia, si suicidò politicamente nello stesso modo. E se Hitler non avesse tentato di invadere la Russia a quest’ora parleremmo tedesco.

I malvagi passano la vita a ordire complotti segreti, ma per fortuna un attimo dopo aver ordito il complotto iniziano a complottare contro gli altri complottatori e va tutto in merda.

Quindi una lotta culturale senza quartiere contro la stupidità e l’istituzione del reato di stupidità portano seco anche il rischio che i cattivi diventino meno stupidi. Ma è un rischio ineluttabile: se non incominciamo a ragionare un po’ meglio non porremo rimedio al fatto che viviamo in un pineta meraviglioso, ricco di ogni ben di Dio e lo abbiamo trasformato in un macello in cui dieci milioni di persone muoiono ogni anno per fame, cento milioni muoiono perché hanno mangiato troppo, e altri milioni trapassano perché hanno deciso di fidarsi di una dieta rivoluzionaria proposta da un ex postino che ha visto la luce dentro una bottiglietta di Coca Cola.

E che dire degli esseri umani che crepano perché non capiscono il corretto uso degli antibiotici e allevano così super batteri killer? E quelli che si procurano infezioni spaventose esagerando con i disinfettanti che sterminano i batteri buoni (quelli che ci amano e ci difendono dai batteri carogna)? E perché a milioni dormono con il diffusore elettrico di insetticida acceso, in camera, nonostante l’avvertenza: “Areare i locali prima di soggiornarvi nuovamente”?

Io credo alla necessità di investire grandi risorse allo scopo di ridurre i comportamenti stupidi di massa. Se aiuti una persona a capire perché sta facendo una cavolata epocale magari gli fai scattare il sospetto che potrebbe riflettere un po’ di più sulle sue scelte. Sarebbe un investimento che provocherebbe risparmi enormi per la sanità, i vigili del fuoco, ridurrebbe i disastri ambientali,  i fallimenti di aziende di grande successo e i danni causati dall’uso inappropriato delle zucchine. Nessuno ha realizzato una stima dei costi economici della stupidità ma sicuramente sono astronomici, maggiori di quelli della corruzione e della criminalità messi assieme.

Certo non riusciremmo mai a eliminare i “5 minuti di mona” che colpiscono prima o poi anche i geni. Nessuno è infallibile ma possiamo circoscrivere i danni.

N. b.: Il grande economista si firma Carlo M. Cipolla e quella “M.” viene interpretata dai più come “Maria”: Carlo Maria Cipolla. In realtà Cipolla non ha come secondo nome Maria, e neanche Mario. Secondo alcuni quella “M.” la scrisse lui, compilando un modulo statunitense che prevedeva un secondo nome. Uno scherzo che poi gli è restato addosso. Ma secondo altri quella “M.” lui l’aggiunse per distinguersi da altri studiosi omonimi. Insomma chissà come è successo veramente, la realtà è complicata.

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Ecofuturo 2018, ti strapazzo il carbone con un mulino a vento portatile

Mar, 07/24/2018 - 09:16

Sono state giornate epiche, orde di tecno sognatori affastellati a progettare complotti di amore per la natura e perfino per gli esseri umani, un’auto elettrica del 1891, funzionante, italiana, eravamo i primi in Italia! Una Tesla che venderesti l’appartamento per comprarla, ma poi ci dovresti abitare dentro. Dario Tamburrano che ha costruito con le sue manine di parlamentare europeo pezzi di ricambio per attrezzature dentistiche in 3d e un catamarano che trasporta 3 persone a 3 km/h con un pannello fotovoltaico da 100 watt; una tromba d’aria su Padova che abbiamo ordinato apposta per chi c’avesse ancora dubbi sul cambiamento climatico, una sostanza magica prodotta dai batteri che si mangiano la cacca e poi scoreggiano e producono il biogas che ci mandi l’automobile e quel che resta lo metti sui campi senza arare e si verticalizza l’humus, funghi e batteri agricoli a pioggia.

E come se non bastasse isole di bottiglie di plastica sul lago di Iseo che disinquinano il lago medesimo, con piante e filtri solari e un ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che ti dice che in effetti anche lui è d’accordo sul nostro piano diabolico per abolire progressivamente il diesel e sostituirlo con il gas e salvare la pelle a migliaia di italiani “smogavvelenati”. Intanto che aspettiamo la mobilità elettrica di massa, è una priorità. E un sottosegretario all’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che dichiara che gli piace l’idea di proporre agli studenti di studiare l’efficienza energetica della loro scuola e poi organizzare i lavori per migliorarla (un’alternanza scuola-lavoro veramente appassionante!). E un gruppo di toscani che vogliono fare il teleriscaldamento a Padova, che a Parigi già 40 quartieri si riscaldano e raffreddano con il calore sotterraneo che gli incomprensibili chiamano geotermia per darsi delle arie. E Michele Dotti che presenta il suo nuovo grandioso spettacolo Siam mica qui a farci salvare dai panda.

Professori universitari di rara bellezza, un assessore all’Ambiente di una levatura scientifica che levati, donne muscolarmente sopraelevate, uomini con delle natiche da urlo, sogni dappertutto anche per terra che c’hai paura di inciamparci, ragazzi che mi dicono che hanno risolto i problemi sessuali grazie a me, ragazze che mi dicono che hanno l’energia elettrica gratis grazie a ragazzi che avevano problemi sessuali prima di conoscere me.Un livello di gratificazione allucinante.

Fabio Roggiolani che tenta di addentare un finto produttore di roba finta ecologica e dobbiamo toglierglielo dalla chele prima che gli stacchi dei pezzi. Sergio Ferraris, ormai regista, che sfrigola contemporaneamente su otto computer ed è questo che innesca una reazione a catena con un impianto solare portatile e due pale eoliche e un refrigeratore a ventola da 20 euro ecologico ed è questo che scatena in realtà la tromba d’aria di cui sopra ma non lo ha fatto apposta, dice lui.

E Simone Canova che si fa raccontare la vita da decinaia di imprenditori, inventori, gruppidacquististi, associatori, professori, ballerini sardi e cooperatori che hanno preso la scossa e non si sono più ripresi, più una persona gentilissima che è l’unico caso al mondo di uno che è restato ferito nell’esplosione di una cisterna d’acqua di un impianto idroelettrico che nessuno ha capito come c’è riuscito ma è stato doloroso. Maghi, cantanti, idraulici, ventriloqui, sceneggiatrici di spettacoli comici, bambini in cerca di un tesoro nascosto, boy-scout, Andrea Grigoletto e la banda del parco la Fenice green park a raddrizzare alberi abbattuti, ma non piangete perché sono salici e si riprendono.

230 mila persone che hanno visualizzato le visualizzazioni, una sintesi ogni giorno su IlFattoQuotidiano.it che ci vuole bene. Insomma: molto entusiasmo e molti fatti. Mo’ due giorni a letto a stare zitti. Grazie a tutti, sciocchi esseri umani che ancora credete alla gioia della collaborazione!

Prossimo appuntamento alla Libera Università di Alcatraz per tutto agosto: giriamo video comici, facciamo canzoni e proviamo pezzi teatrali, foto, dipinti, fotomontaggi e fake news divertenti, ci connettiamo con il mondo, progettiamo guerriglia pacifica eco compatibile, connettiamo l’inconnettibile a bordo piscina. Volendo puoi collegarti dall’Alaska perché siamo in diretta Facebook a oltranza. Praticamente un web corteo.

Se il pianeta è verde, nessuno ci perde!

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Ecofuturo 2018, i combustibili fossili non convengono più. Salviamo 200mila italiani!

Mar, 07/17/2018 - 18:53

Inizia Ecofuturo festival (www.ecofuturo.eu), cinque giorni a Padova, al Parco Fenice, durante i quali racconteremo, in diretta streaming, la colossale rivoluzione che stiamo vivendo; gioite: nuove tecnologie stanno cambiando il mondo! Questa festa ecologista è possibile anche grazie all’appoggio che IlFattoQuotidiano.it ci ha offerto fin dalla prima edizione, cinque anni fa.

Vogliamo fare un po’ di conti sul futuro. Conti molto positivi: l’energia elettrica dal carbone e dal nucleare è ormai più cara di quella dal sole e dal vento. Già ora nel Sud Italia non conviene più produrre energia bruciando i fossili. È la fine di un’epoca. Wow! Se aspettavamo che l’amore per il pianeta e per l’umanità inducesse i potentati a rinunciare ai combustibili fossili avremmo potuto campare mille anni prima di vedere il cambiamento e ci saremmo forse estinti prima. Ma ai soldi non si comanda: quando una tecnologia non rende più abbastanza è morta.

Resta il problema dei mezzi di trasporto (l’elettrico avanza ma troppo lentamente per i nostri gusti), ma ormai perfino le case automobilistiche più retrograde hanno capito che benzina e diesel sono all’ultima spiaggia. Resta il problema di cosa fare, aspettando che le batterie dei mezzi di trasporto diventino ancora più potenti e leggere e le ricariche velocissime. Non è un problema da poco visto che l’inquinamento urbano ammazza migliaia di italiani che vivono nelle grandi città e in particolare in Pianura padana che è una macchia grigia nelle foto satellitari.

Le stime di questo massacro vanno dai 50 mila ai 70 mila morti all’anno. Cioè almeno 500 mila morti nei prossimi 10 anni. Se Matteo Salvini avesse veramente un cuore padano metterebbe questa emergenza al primo posto! Ma sbraitare contro gli immigrati rende di più. Gli si verticalizzano i follower. Lo smog che uccide è un argomento che dà fastidio e fa molto meno scalpore dei meno di 500 morti all’anno per omicidi. Misteri della percezione umana e mediatica!

A Ecofuturo presenteremo un piano per ridurre questa carneficina. Ci vuole tempo perché bisogna agire globalmente su questioni complesse: auto, mezzi pesanti, riscaldamenti, industrie tossiche. Ma in tutti questi settori abbiamo già le tecnologie efficienti e non inquinanti, si tratta di diffonderle e via via renderle obbligatorie.

Il primo obiettivo è la conversione di tutti i mezzi diesel super inquinanti. Abbiamo già aziende che sanno convertire anche le auto diesel a gas e i mezzi pesanti a gas liquido. L’ultima volta che ho scritto di gas liquido su questo blog sono stato preso a sardine in faccia: c’era chi sosteneva che me lo fossi inventato. Poi mi son preso la soddisfazione di andare a La gabbia su La7 con un tir Iveco nativo a gas liquido (gnl). Oggi la modifica dei tir da diesel a gas liquido è addirittura finanziata in parte dallo Stato.

Aspettando che la nuova generazione dell’elettrico renda obsoleto anche il gas questa soluzione potrebbe fare da ponte e ridurre drasticamente lo smog e i danni alla salute. Ovviamente questo effetto positivo potrebbe essere moltiplicato riprogettando il traffico urbano, spingendo sull’efficienza dei trasporti pubblici, le auto a noleggio breve e le piste ciclabili (che in Italia sono ancora per lo più leggenda).

Contemporaneamente si stanno facendo progressi enormi nella produzione di nuovi sistemi di isolamento termico, i costi diminuiscono e le case in classe A e quelle passive fanno oggi risparmiare centinaia di milioni di euro alle famiglie italiane e a quei pochi comuni che hanno abbracciato l’efficienza energetica. E stiamo facendo anche un balzo notevole nel settore degli straconvenienti pannelli solari per l’acqua calda.

Anche sul piano dell’inquinamento industriale i problemi di fondo sono risolti. Ci sono acciaierie nel nord Europa che funzionano senza sterminare la popolazione: il disastro ambientale di Taranto dipende solo da conti economici a breve termine, incapacità e stupidità. La situazione quindi è tale che se ci fosse la volontà politica e si attrezzassero sistemi adatti di pre-finanziamento, potremmo ridurre drasticamente il numero dei morti per inquinamento urbano nei prossimi 10 anni. Salvare la vita ad almeno 200 mila persone sarebbe possibile: interessa?

È dura rendersi conto che l’umanità, a causa di una congenita lentezza cerebrale, stenta a capire concetti elementari anche quando la convenienza di un cambiamento è dimostrata. La battaglia è vinta, l’inquinamento è ferito a morte, quanto ci impiegherà a liberarci della sua letale presenza? Quanto tempo ci vorrà perché la maggioranza delle persone capiscano che l’Italia butta via centinaia di miliardi di euro all’anno bruciati sull’altare della stupidità energetica? (vedi il libro bianco di Ecofuturo).

Lo scopo di Ecofuturo è proprio questo: appoggiare le aziende innovative che in Italia non trovano il sostegno dello Stato e dei media, far conoscere le nuove tecnologie, diffondere l’ottimismo dei fatti che può coinvolgere sempre più persone nel cambiamento. Con Ecofuturo abbiamo creato un grande archivio di video conferenze, un patrimonio di più di 200 video realizzati da esperti, aziende, cooperative, docenti universitari.

Quest’anno ci occuperemo anche della rivoluzione agricola basata sull’interazione tra la produzione di biogas da scarti non commestibili, che genera come effetto collaterale una grande quantità di materia organica, capace di sostituire i concimi tradizionali ma soprattutto di far rinascere l’humus nei terreni degradati da mezzo secolo di agricoltura chimica. Un’agricoltura nuova che, proprio grazie all’aumentata presenza di batteri e funghi, permette una drastica diminuzione di funghicidi e antiparassitari. E inoltre richiede una riduzione dei consumi energetici per le lavorazioni perché non viene più praticata l’aratura tradizionale ma si ricorre a dischi che si limitano a incidere il terreno, senza rivoltare le zolle e quindi non si sconvolge l’ecosistema del terreno (che è uno spreco di risorse viventi).

Quando l’anno scorso annunciai questa conquista tecnologica fui preso a merluzzi in testa da molti lettori: rassegnatevi, sono ormai decine di migliaia gli ettari coltivati in questa maniera nella Padania e sono ormai in commercio megatrattori costruiti apposta per questo tipo di lavorazione. Il connubio biogas-humus rinato è una manna per le aziende agricole e il buon senso, ma è anche un passaggio fondamentale per abbattere l’effetto serra in quanto ci permette di “interrare” grandissime quantità di gas serra. Abbattere le combustioni e cambiare l’agricoltura sono le due leve che ci possono salvare dal cambiamento climatico!

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E visto che mi sono vantato per le previsioni azzeccate trovo carino ammettere anche un errore. Due anni fa annunciai l’imminente raggiungimento del traguardo dell’energia dal mare con un costo al di sotto di quello dal carbone. Ho sbagliato. Ma non perché le tecnologie non ci siano: l’idrico marino esiste e ha potenzialità mostruose nel breve periodo, ma inspiegabilmente viene guardato con sospetto e quindi non si muovono i soldi che potrebbero portare all’industrializzazione (e quindi alla disponibilità a basso costo) di questi sistemi di produzione 24 ore su 24 (perché il mare a differenza del sole e del vento, non si ferma mai). Ogni sera vado a letto pregando che qualcuno con molto denaro se ne accorga. Giusto per rifarmi dalla brutta figura.

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A chi devo praticare un rapporto orale per lavorare in Rai?

Lun, 07/16/2018 - 10:50

Chi decide chi fa una trasmissione? Chi decide chi interpreta una fiction, chi è un eccellente regista, sceneggiatore, scenografo, costumista? La Rai gestisce un fiume di denaro, centinaia di milioni di euro all’anno. Non è un mistero che fin’ora sono stati i politici a scegliere chi comanda in Rai.

E non c’è dubbio che a volte i politici richiedano di essere ricompensati con adeguati servizietti: un’intervista con la star di turno, un posto al sole per un parente. Vi ricordate quel Berlusconi che telefonava a quel direttore chiedendo che una sua amica venisse ingaggiata come protagonista di una fiction? Vi ricordate delle numerose inchieste su spese pazze e rimborsi gonfiati? E come mai la Rai ha una quantità di dipendenti allucinante?

Il mese scorso ho pensato di mettere una pezza allo sfacelo: proporre un micro cambiamento del sistema che potrebbe creare un effetto valanga e iniziare a modificare i giochi. Sono dell’idea che per ottenere grandi risultati bisogna iniziare portando a casa cambiamenti piccoli, facili da ottenere e veloci.

A volte basta un sassolino per far deragliare gli ingranaggi del delirio. L’idea è talmente banale…. Oggi non esiste nessun percorso che sia possibile seguire per far passare una proposta in Rai. Una via complementare alle scelte dei dirigenti.

Tanto per rendere l’idea dal 2009 al 2014 mio padre restò fuori dalla Rai semplicemente perché non si trovava un dirigente Rai che volesse sostenere la sua candidatura. Vennero persino bocciati alcuni spettacoli che non potevano certo dar fastidio per motivi politici, si parlava di grandi pittori italiani del Rinascimento!!! E parliamo di un Nobel. Fu solo la determinazione di Gianmarco Mazzi, la sua tigna, a riportare mio padre in prima serata televisiva con “Francesco, lu Santo Jullare”, che ebbe peraltro un notevole successo…

Che possibilità hanno oggi un ragazzo o una ragazza con grandi idee e nessun santo in paradiso? ZERO SOTTO ZERO! Allora perché non creiamo una percorso per l’accesso basato sul merito? Diamo al pubblico della Rai il potere di scegliere nuovi volti. Farlo è semplice: si dà modo di pubblicare sul portale della Rai un video. Grazie alle portentose tecnologie moderne possiamo sapere subito, esattamente, quanti lo hanno guardato e per quanti minuti, e se un video ha successo gli autori si guadagnano il diritto a realizzare una serie pagata da Rai, che viene trasmessa sulle reti tematiche. Se qui ha un buon risultato di pubblico gli autori possono produrre una trasmissione più impegnativa che va su Rai 3 in terza serata, e così via fino ad arrivare alla prima serata di Rai 1. Scegliamo così il 20% delle trasmissioni e vedrete l’effetto della concorrenza vera nella tv di Stato.

Un’idea banale, qualunque persona che abbia a cuore il pluralismo, la meritocrazia e il potere al popolo dovrebbe condividerla! Quindi telefono a un direttore di rete per un appuntamento, prendo su la mia valigetta e chiedo proprio a Mazzi di accompagnarmi.

E vorrei chiarire che il fatto che io fossi insieme al grande Gianmarco Mazzi, nella mia testa, era veramente buona cosa. Infatti Mazzi è un signore competente, da tutti conosciuto come un genio della tv, mio padre lo considerava tale. È il direttore artistico a cui si rivolgono spesso Celentano, Zucchero, Vasco Rossi, Boccelli, Mina per grandi eventi ed è grazie a questa sua forza acquisita sul campo, gestendo spettacoli che hanno richiamato decine di migliaia se non centinaia di migliaia di spettatori e ascolti stellari, che si è guadagnato il rispetto in Rai e la possibilità di gestire con successo trasmissioni come Sanremo. Quindi parliamo di un professionista sul quale non si discute. E poi non è neanche uno di sinistra, quindi andavamo a presentare una proposta super partes, fuori dagli schieramenti ideologici, io e lui insieme per dar peso a un’idea di buon senso.

Entriamo nello studio del direttore di rete (del quale non farò il nome perché la polemica personale non mi interessa) gli esponiamo il nostro progetto di creare un canale di accesso che affianchi le vie tradizionali, una versione minimalista dell’idea di fondo, perché a puntare troppo alto ci si fa male, e subitaneamente ci rendiamo conto che dopo due minuti, scoperto l’argomento del quale volevamo discorrere, non ci ascolta proprio, sta pensando ai fatti suoi, a quale linea editoriale imporre, a quali puzzle ispirarsi.

Ci alziamo, salutiamo e ce ne andiamo. Non è la prima volta che incontro dirigenti Rai e che misuro l’immensità del loro disinteresse. Dal 2009 al 2014 ero io a girare per gli uffici Rai con i video degli spettacoli di mio padre sui pittori italiani…

Ma pensavo che stavo sul cazzo perché sono comunista (il che è un dramma se hai di fronte uno di sinistra). E quando mi presentavo con proposte di trasmissioni mie pensavo che in fondo era comprensibile perché televisivamente non sono nessuno.

E quando in passato ho provato a proporre la stessa idea di una via d’accesso alla Rai per non blasonati, pensavo che forse ero io, come proponente, che non ero credibile. Ma ora ho visto che neanche se ti presenti con uno che ha gestito grandi successi ti ascoltano. Allora posso dire con serenità: siete proprio tronfi e pieni del vostro potere e non vi viene neanche in mente che qualche cosa vi possa costringere a cambiare…

Adesso ci sono anche i 5 Stelle al governo… Che cosa succederà? Lo creiamo un sistema meritocratico di accesso alla Rai oppure si continua con gli amici degli amici e con i rapporti orali?

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Decreto Dignità, il divieto di fare pubblicità alla cocaina danneggia il mercato e fa perdere posti di lavoro

Mar, 07/10/2018 - 17:03

Il settore droghe è importante per l’economia italiana e sicuramente vale più di un punto del Pil. L’impossibilità di pubblicizzare sulle televisioni, sui giornali e sul web questi prodotti, definiti voluttuari, impedisce una corretta espansione del mercato in quanto inibisce la diffusione della droga tra i giovani, le casalinghe e i lavoratori.

Giovannetto Pera e Paolettino Buco, rispettivamente presidente dell’Unione del Commercio Ludico e amministratore delegato della Sacra Corona Unita hanno commentato negativamente il decreto legge che sarà tra breve discusso in Parlamento per la reiterata assenza di norme permissive “che non inibiscano lo sviluppo di un settore trainante della nostra economia”. Anche Marcellino Sniffa, presidente della Mafia Spa, azienda di punta del settore, lamenta l’insensibilità del nuovo governo verso “il diritto di impresa e la libertà di commercio e di parola. Libertà di parola peraltro chiaramente indicata dalla Costituzione dello Stato italiano come un diritto fondamentale e inalienabile di tutti i cittadini a prescindere dalla loro religione, dal colore della pelle e da quello della fedina penale.

Attenzione: sto ironizzando sulle proteste contro il divieto di pubblicizzare il gioco d’azzardo!
È successo proprio questo: vari esponenti del mondo imprenditoriale e sportivo stanno protestando perché il Decreto Dignità contiene il divieto di fare pubblicità al vizio del gioco! Non volevo crederci ma ho verificato: è proprio così!

Credo che tutti pensino che dare il diritto di pubblicizzare l’eroina sarebbe criminale.
Ma visto che in rete ci sono esseri umani sprovvisti di senso dell’umorismo, chiarisco che sono contrario alla pubblicità delle droghe e peraltro nessuno ha avuto il coraggio proporre l’abolizione del divieto di pubblicizzare la cocaina; e per fortuna inneggiare all’uso della droga è un reato.

Inoltre non esiste l’Unione del Commercio Ludico e la mafia non è registrata come Spa. E i signori Pera, Buco e Sniffa non esistono e se per caso dovessero esistere non si occupano certo di smercio di droga.

Questo articolo vorrebbe ironizzare sulle proteste da parte di svariati settori imprenditoriali per il ventilato divieto di pubblicizzare il gioco d’azzardo. Pubblicizzare uno dei metodi più veloci per rovinarsi la vita è per loro un diritto inalienabile dell’imprenditore moderno.
E fa particolarmente impressione che alle proteste si siano unite associazioni e imprese calcistiche, spaventate dalla perdita di incassi che porterebbe la sparizione della pubblicità per scommesse e gioco d’azzardo che, dicono è fondamentale per l’economia dello sport.
Stupisce l’assoluto disinteresse di queste persone per il terribile impatto sociale che deriva dal gioco d’azzardo che è, a tutti gli effetti, una forma di tossicodipendenza psicologica. Si tratta di una malattia sociale capace di rovinare vite e famiglie generando ogni sorta di disastro, suicidi compresi.
Ma chissenefrega!
Se spendere milioni per convincere sempre più persone a giocarsi la vita conviene, va bene!

Una volta c’erano degli illusi che consideravano lo sport uno strumento per migliorare la vita e la cultura della gente…

A noi dispiace che molti possano non gioire per il divieto della pubblicità al gioco d’azzardo ma da tempo in molti chiediamo un provvedimento simile e speriamo che sia presto approvato.
E abbiamo anche un po’ di pietà per le anime di quelle persone che mettono i soldi davanti a tutto.
A questo punto sarebbe bello se qualche calciatore scendesse in campo rompendo lo schieramento delle società calcistiche.
Come si dice in questi casi: è una battaglia di civiltà.

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Caro Salvini, guarda cosa è successo a Trump! Non conviene fare piangere i bambini

Dom, 06/24/2018 - 16:42

Matteo, fondatore dei Comunisti Padani, sta andando giù di brutto, con la chiave inglese, su Di Maio. Il gioco è chiaro: indebolire l’alleato facendo saltare i nervi all’ala comunista dei 5 Stelle. A prima vista ci sta riuscendo. Ma, a ben guardare…
Perché oggi, forse, il livello di cultura e umanità della gente è un po’ più alto di quel che Matteo spera. Trump l’ha imparato. Di fronte ai bambini separati dai genitori, anche Melania si è commossa. E il re Erode biondo ha dovuto fare marcia indietro. Ora i supporter della Lega si affannano a dire che non è vero che la Ruspa del Po ha minacciato Saviano di togliergli la scorta.

Cioè, a noi italiani, tu vuoi spiegare la differenza tra una subdola minaccia e un accertamento dovuto delle autorità competenti? C’hai la salsa rosa nel cervello? Non è intelligente minacciare un giornalista che ha più di quattro milioni e di seguaci sui social! È meno pericoloso dichiarare guerra alla Svizzera.
A questo punto la domanda è: tra chi ha votato Lega c’è qualcuno che sogna leggi che colpiscano la mafia dei colletti bianchi, i corrotti, e i mafiosi coi colletti sporchi? Perché anche tra quelli di destra c’è gente che ragiona.

Se salta fuori una Melania Trump della Lega, per Matteo potrebbero essere dolori. D’altra parte Di Maio ha iniziato la corsa per arrivare ad avere risultati veri, per i lavoratori, i disoccupati, i pensionati, prima che gli esploda il Movimento. Chiaramente è più facile prendersela con gli “zingari” che riuscire a fare un passo avanti nell’economia. E Di Maio ha bisogno di tempo per riuscirci.

E se riuscisse a usare tutti i finanziamenti comunitari, che fino ad oggi abbiamo restituito all’Unione Europea perché non eravamo capaci di fare i progetti? Anche i leghisti più cattivi potrebbero iniziare a sospettare che l’Europa ha cercato di darci miliardi di euro ma noi li rimandavamo indietro perché a scrivere i progetti ci fa fatica.

Certo parliamo di discorsi difficili da capire, “gli zingari rubano” è più facile. Me ne sono accorto grazie a un post che ho messo su Facebook. C’è scritto che in Spagna e in Germania hanno più “zingari” di noi. Ma lì ci sono programmi di integrazione, e gli “zingari”  vivono in appartamenti, lavorano, i bambini vanno a scuola e non li vedi mendicare e rubare in giro. In Italia meno del 15% dei bambini che vivono nei campi raggiungono la terza media e la loro aspettativa di vita è di 10 anni di meno degli “italiani normali”.

E in Italia ci sono all’incirca 170mila “zingari” e di questi “solo” 40mila vivono nei campi, gli altri 130mila vivono in appartamenti, mandano i figli a scuola e lavorano. Ci sono perfinozingariavvocati, chirurghi, ingegneri.

Grazie a questo post ho mietuto una valanga di insulti con gente che risponde pubblicando il video di un’anziana “zingara” che ruba le monetine gettate dai turisti in una fontanella romana.

Il concetto “in Spagna e Germania non succede perché usano un altro metodo, forse dovremmo fare come loro” non arriva. E c’è quello che mi sfida: “Se ti rubassero in casa cambieresti idea”. Gli rispondo che mi hanno rubato in casa, proprio degli “zingari” e mi hanno pure rapito mia madre (ma non erano “zingari”) e ammazzato mio suocero durante uno scippo a Napoli (e non erano zingari). Ma sarebbe stupido peraltro scambiare i razzisti rissosi su Facebook per i milioni di italiani che hanno votato a destra.

Credo molto del nostro futuro dipenderà dalle piccole scelte individuali. I leader chiacchierano, è la gente che fa la storia. Adesso Salvini ha il sostegno di più della metà degli italiani. Ok. Bisogna correre ai ripari. Cosa facciamo?

Molti antirazzisti stanno insultando i razzisti sul web e nei bar. Non credo sia utile.

Nel 1977 dopo i durissimi scontri di Bologna e l’uccisione del compagno Lo Russo, calammo da tutta Italia per una grande manifestazione. Buona parte dei partecipanti voleva la guerra civile e noi (comunisti pacifisti) non sapevamo proprio come fermarli. Ma successe una cosa che lasciò tutti stupiti: ogni volta che entravi in un bar c’era una signora bolognese che, con quell’accento morbido e musicale, ti chiedeva: “Ma perché volete distruggere Bologna?”. Non c’era rimprovero in quelle parole, c’era ascolto. Era strano e noi ci chiedevamo: “Cosa sta succedendo?” E dopo il corteo la colonna di quelli che volevano la guerra prese verso Piazza Maggiore presidiata dalla polizia.

Noi ci schierammo a difesa della polizia (incredibile!): duemila pazzi a fermare l’inevitabile: seduti per terra, prendevamo in giro gli agenti cantando “gioventù bruciata” e offrivamo loro vino e canne, ma loro rifiutavano. Sapevano che non eravamo lì per loro. Avevamo scommesso che l’ala guerrafondaia del movimento non avrebbe avuto il coraggio di iniziare a lanciare le bottiglie molotov mentre noi eravamo lì, seduti per terra.
E arrivammo a una sfida così folle perché quelle donne bolognesi ci avevano mostrato che lo scontro tra civiltà non si fa a bastonate ma parlando. E sicuramente senza quelle signore gentili che chiedevano: “Perché volete distruggere Bologna” i nostri “compagni violenti” non si sarebbero fermati, e ci avrebbero bruciati con le molotov insieme alla polizia… Anche i cattivi hanno una mamma!

Quella sera fondammo nei fatti il grande movimento degli Indiani Metropolitani, baluardo giocherellone contro l’ideologia dello scontro che nutriva il terrorismo. Pochi giorni dopo a Milano fronteggiavamo la polizia sfidandoli a una partita a “Bandiera”, il gioco col fazzoletto. Due schieramenti compatti, noi e loro; un compagno avanza da solo verso le forze del disordine, arriva a metà strada, nella terra di nessuno, estrae un fazzoletto bianco e grida: “17”. Un compagno schizza dalla prima fila, arriva al fazzoletto lo acchiappa e torna indietro come una saetta. Dopo di ché mille compagni, la crema dei servizi d’ordine milanesi, gridano all’unisono: “Uno a zero! Uno a  zero!”

Loro non volevano giocare con noi e ci caricarono. Nessuno di noi reagì. Non un solo sasso venne lanciato. Li lasciammo a far la guerra da soli. Fu una grande vittoria. Ci dedicammo a fare cazzate simili in tutta Italia… Migliaia di giovani comunisti diventarono Indiani. E le Brigate Rosse iniziarono a fare fatica a propagandare la lotta armata mentre una mandria di buffoni praticava il situazionismo sioux.

La verità è che il nuovo governo c’è solo da pochi giorni, anche se sembrano mesi, e ancora non si capisce niente.
I 5 Stelle sorprenderanno, combinando qualche cosa di buono per gli italiani, “zingari” compresi?
Vedremo.
L’unica cosa che è certa è che Salvini è un’allucinazione di massa. Lui non esiste, fa solo da specchio all’isteria xenofoba.
Prendiamolo a risate in faccia.

Vedi il “Rapporto conclusivo dell’indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia” del Senato Italiano

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Governo, il problema non sono gli africani. Sono i calabresi

Sab, 06/09/2018 - 11:00

C’è un problema di misura. Matteo Salvini dice che gli immigrati ci costano cinque miliardi (ed esagera). Ma la ‘ndrangheta e la mafia ci costano più di 100 miliardi. Allora, prima gli italiani: occupiamoci dei calabresi e dei siciliani; in pianura Padana ci sono dieci milioni di terroni: rimandiamoli a casa.

Che oltretutto i meridionali usano i diesel per dispetto per inquinare di più le città e asfissiare i padani. Lo fanno apposta. E poi mangiano la ‘nduja, si strafogano di un peperoncino chiamato incendio doloso e poi scoreggiano dei gas anomali che devastano il clima e fanno dei buchi nell’ozono più grandi dell’Alaska. E l’inquinamento urbano in Italia fa oltre 50mila morti e ci costa oltre 50 miliardi, secondo le stime più prudenti, ma però non ne parla nessuno per proteggere i calabresi!

Ve beh, pensandoci su sarebbe poi un problema rimandare i meridionali a casa (aiutiamoli a casa loro!). Il fatto è che i meridionali quando sono arrivati al nord erano dei maniaci sessuali che facevano figli a manetta. Secondo gli ultimi rilevamenti, a Milano sono restati solo mille milanesi purosangue, gli altri hanno tutti sangue calabrese nelle vene! Se li rimandiamo a casa loro nella Padania restano in meno di 20mila. E senza neanche una pizzeria!

Senza contare quel demente di Donald Trump che imitando Salvini dice: “Prima gli americani”. Che tra l’altro è una stronzata perché anche i messicani sono americani, ma Trump non lo sa.

Comunque dal 1850 a oggi 19 milioni di italiani sono emigrati all’estero e poi hanno trombato come ricci e si sono moltiplicati e adesso Trump dice che vuole rimandarci indietro 10 milioni di italoamericani che sono figli di immigrati illegali, che lui lo Ius soli se lo mangia con la salsiccia di cane caldo (hot dog vuol dire cane caldo, gli statunitensi fanno schifo!).

Che poi senza immigrati saremmo nella merda: recentemente cinque milioni di italiani se ne sono andati e cinque milioni di immigrati sono arrivati e per la crisi delle nascite perdiamo altri 250mila cittadini l’anno. Gli immigrati ci hanno salvati dallo spopolamento. Inoltre, la storia dell’invasione di neri e musulmani è anche lei bugia diavolesca, i neri sono meno di 300mila e su cinque milioni il 53% sono cristiani, il 14% buddisti, induisti e sikh e il 32% musulmani. I neri non sono tantissimi, il problema è che danno troppo nell’occhio e sembrano molti di più. Già se uscissero di casa solo dopo essersi cosparsi un po’ di farina, la situazione migliorerebbe. Ma loro questo non lo capiscono.

E anche la storia degli immigrati che stanno a nostre spese negli alberghi a cinque Stelle è una menzogna. Così come il fatto che diamo loro 35 euro al giorno a testa, che invece è quanto lo Stato spende per vitto e alloggio e corsi di inserimento. In teoria, perché siccome i controlli non ci sono alcuni bastardi italiani si rubano tutto e tengono gli immigrati peggio dei cani al canile. Vi ricordate la (non più) mafia di Roma che dicevano che l’immigrato rende più dell’eroina?

E adesso dimmi: come è possibile che con 35 euro si paghi la pensione in un hotel a cinque Stelle e ti restano i soldi per pagare i corsi di italiano e quelli professionali?

E poi piantiamola anche con la storia della sicurezza. È orribile quel che succede e sarebbe ora che in Italia ci fosse la certezza della pena, che sennò è chiaro che ai francesi e ai tedeschi gli conviene venire a fare le rapine da noi che rischiano la metà (questa non è una battuta!). Ma comunque abbiamo 360 omicidi all’anno, all’inizio degli anni 90 erano più di mille e i furti nel 2017 sono diminuiti del 7% rispetto al 2016, del 23% dal 2014. Sembra assurdo ma siamo uno dei Paesi più sicuri del mondo!

Abbiamo invece il record europeo per il basso numero di colletti bianchi in prigione. E le opere pubbliche da noi sono le più care d’Europa. Se proprio volete dare i numeri date questi!

Ps: siccome in giro per la rete ci sono persone nervose che non vorrei offendere, preciso che non credo che il problema dell’Italia siano i calabresi. Si tratta di un gioco di rovesciamento che ha lo scopo di far riflettere sulla struttura delle idee stupide. È rivolta a chi pensa che il nostro problema siano gli immigrati.

Avrei potuto anche dire che ammettendo che gli immigrati ci costino cinque miliardi, l’evasione fiscale ne costa più di 100, la corruzione quasi 100, lo spreco energetico 40, la burocrazia 60 e l’inefficienza un mare e mezzo. Il problema non sono gli immigrati e neanche l’Europa, il problema sono gli italiani.

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Governo Lega-M5s, finalmente i comunisti al potere!

Ven, 05/25/2018 - 09:47

Schiere di commentatori si sono slogati le dita e il velopendulo avventurandosi in giudizi di tutti i tipi sul nuovo governo. Mi fa strano che nessuno si sia soffermato su una verità inoppugnabile: la maggioranza degli elettori della Lega e del Movimento 5 stelle è ex Pci. L’unione tra gialli e verdi è stata giudicata contro natura perché mette assieme entità così diverse; a nessuno è venuto in mente l’ovvio: si tratta di una convergenza in realtà assolutamente naturale proprio perché in entrambi i gruppi domina l’ideologia comunista.

Dico solo sciocchezze? Ne riparliamo tra sei mesi. E quando sarà evidente che il governo Conte mena ai corrotti e agli evasori fiscali con la clava e aiuta le vecchiette ad attraversare la strada e a fare la spesa, allora sarà chiaro quel che io (voce isolata) sto sostenendo. E aggiungo che questo fatto dei comunisti che vanno al governo sotto mentite spoglie non è un accidente casuale della storia, ma un diabolico piano organico, comunista.

E chi l’ha ordito?

Dai che è facile…

Ci arrivi?

Napolitano, Occhetto e Fassino!

Te lo ricordi Fassino quando disse “Caro Beppe Grillo perché non te lo fai un bel partito e ti presenti alle elezioni“? E cazzo, a quel punto cosa doveva fare Grillo se non obbedire? E io ci andai al congresso di fondazione del 5 Stelle, a Firenze, c’erano almeno tremila persone. Al 99% erano comunisti. Poi scoprii che fu quel genio di Napolitano ad avere l’idea: “Come partito comunista non ce la faremo mai ad andare al potere, dobbiamo fargli il pacco e il contro pacco”.

Geniale! Poi Occhetto ebbe la trovata di cambiare nome al Pci per confondere le acque. Addirittura per un po’ il Pci si chiamò “La Cosa”. Delle menti eccelse. Quindi niente paura: sarà un esecutivo di lotta e di governo e rivolterà l’Italia come una scatoletta di tonno! L’aprirà come un calzino!

Tremate! Uno spettro s’aggira per l’Europa.

Ed è incazzato nero!

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Caro Mattarella, serve un uomo che unisca. Scegli Carlo Petrini Presidente del Consiglio!

Mar, 05/08/2018 - 09:39

Carlo Petrini è stato capace di unire tutti i produttori di Barolo, di destra, di sinistra e di centro. Carlo Petrini è stimato da tutti gli agricoltori e dai ristoratori che amano la qualità. Ha fatto crescere il made in Italy alimentare facendolo capire perfino ai francesi e contemporaneamente ha motivato centinaia di migliaia di produttori a scegliere la qualità e a scoprire i vantaggi della cooperazione e dell’integrazione territoriale. È riuscito a reinventare la cultura del cibo rovesciando il concetto dominante di nutrizione con il suo “buono, pulito e giusto”.

Ha fatto più lui per la prevenzione delle malattie di dieci ministri della Sanità messi assieme!
Ha fatto più lui per l’immagine dell’Italia nel mondo, come comune cittadino senza alcun potere, di dieci ministri del Commercio messi assieme.

Carlo Petrini vale da solo almeno due punti del Pil.

C’è un altro italiano che si sia seduto a tavola insieme a Obama, al principe Carlo, a capi di Stato di tutte le religioni e di tutte le tendenze politiche e che contemporaneamente abbia scritto l’introduzione all’Enciclica di Papa Francesco “Laudato si’”?

Carlo Petrini è capace di parlare alla pancia della gente!
I parlamentari di tutti i partiti avrebbero grosse difficoltà a giustificare di fronte ai loro elettori un eventuale rifiuto a votare la fiducia a un governo Petrini. Sicuramente riceverebbe i voti di buona parte della Lega, di Forza Italia, del PD, di Leu e dei 5 Stelle. E secondo me riesce a prendere per la gola anche qualche fascista.

Chiunque sia in grado di capire un bicchiere di rosso vero e un piatto di pasta alla carbonara come Dio comanda, non potrebbe, in coscienza, non gioire per un governo di pacificazione.
E qui potrei dilungarmi sulla relazione tra un’alimentazione insana e faziosa e una politica che ha il naso ottenebrato ed è insensibile ai bisogni dei cittadini.

E Petrini i bisogni del popolo li conosce certamente.

Parliamo di disoccupazione? Quanti giovani oggi hanno trovato lavoro e dignità grazie a Petrini?
Parliamo di solidarietà? Con “Terra Madre” Petrini ha realizzato uno dei più grandi progetti di integrazione paritaria tra culture e popoli, tra economie tradizionali derubate e comunicazione digitale.

In un mondo dove i politici brillano per il bla bla che muove la bocca e poi non conclude niente, Carlo ha dato modo alla gente di riempire i piatti e dare un senso filosofico alla masticazione.
Petrini è amato, è conosciuto, è autorevole, innovativo.
E soprattutto è capace di immaginare e di costruire.
Nel suo passato non ci sono ombre che non siano di vino e non è neanche un alcolizzato: è un bevitore illuminato.

Oggi abbiamo bisogno di pace, di concordia nazionale, di un nuovo spirito di collaborazione. Tutte cose che si fanno crescere a tavola: Carlo è capace di mettere d’accordo un cacciatore umbro, un vegano calabrese e un crudista sardo. Chi altro è capace?
Chi c’è in Italia che tutti ci invidiano oltre a lui?

Presidente Mattarella, siediti di fronte a un piatto di pasta al pesto con cornetti e patate, prenditi il tempo di un bicchiere di Passerina e poi dimmi: che alternativa hai?

(Cara lettrice, caro lettore, non restare in panchina, se anche tu vuoi il governo Petrini scrivilo nei commenti a questo post)

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Scuola, prendiamo a sprangate gli studenti violenti?

Sab, 04/28/2018 - 12:24

La maggioranza degli italiani è del parere che con quattro ceffoni ben dati si risolve tutto. E se usi il bastone magari è meglio. Poi però compiono qualche errore votando e i loro rappresentanti in Parlamento fanno ben altro… E vien fuori che a Napoli, 3 ragazzi che hanno stuprato una minorenne, dopo 6 mesi di prigione, ottengono la libertà andando a lavorare in pizzeria. Il che non è proprio una sprangata.

L’elettore schizofrenico genera un sistema schizoide. E questa storia della rieducazione dei criminali tramite il lavoro, fatta all’italiana è demenziale perché ovviamente non riesce certo a redimere… Berlusconi dopo aver scontato la condanna ai lavori socialmente utili (in un ospizio!) è peggio di prima. I fatti ci dicono che il reinserimento sociale e la rieducazione dei carcerati però funziona. Chi in prigione segue programmi di formazione torna a commettere crimini in meno del 20% dei casi, chi non li segue in più del 90%.

Questo dato dovrebbe far capire che lavorare sulla cultura conviene anche economicamente: i crimini costano più della prevenzione. E quando sento dire che basterebbe far zappare la terra agli studenti che aggrediscono i professori provo pena. La stessa che sento quando si afferma che provocando dolore fisico e contusioni con fratture scomposte si otterrebbe talmente tanta paura da dissuadere alla violenza.

Quest’idea sta alla radice del fatto che le prigioni italiane sono un luogo immondo, una forma di tortura e umiliazione reiterata: la maggioranza degli italiani le carceri le vuole terribili così i criminali imparano! I Paesi scandinavi ci dimostrano che è possibile un’altra via: carceri umane, programmi di recupero, ma la pena la sconti fino all’ultimo giorno. E se hai commesso crimini efferati vieni giudicato pazzo e non esci più: nessuna cavolo di perizia psicologica può stabile che sei guarito (come succede da noi), perché se hai torturato e ucciso, la tua follia non va via con quattro pizze e un predicozzo.

Mentre scrivo mi monta la rabbia, mi torna alla mente l’assassino del Circeo che dopo gli orrori compiuti in gruppo su Rosaria Lopez (uccisa) e Donatella Colasanti (sopravvissuta perché si finge morta) riesce a uscire in semilibertà (perché adesso è buono) e tortura e uccide altre due donne: Maria Carmela Maiorano e sua figlia Valentina.

Sono sicuro che le sprangate, o la pena di morte, non funzionano. In Cina esiste la fucilazione, e la famiglia deve pagare le pallottole. Ma quella giustizia draconiana non ha certo cancellato la criminalità. Decenni di esperienza delle dittature più punitive hanno dimostrato che, anzi, l’uso massiccio della violenza repressiva aumenta la violenza dei criminali. Certamente sentirete dire da qualche nostalgico che certe cose in Italia non succedevano quando c’era Benito ma è una sciocchezza: censurare le notizie di cronaca nera sui giornali non è la stessa cosa che ridurre gli omicidi… Sono concetti difficili da spiegare. Vai tu in certi bar della Padania a raccontare che gli omicidi in Italia non sono mai stati così pochi… siamo sotto 500 all’anno…

Quando si parla di violenza bisognerebbe anche ragionare. E bisognerebbe capire che in questo campo gli errori si pagano cari. In Italia mai nessuno studente è entrato a scuola sparando. Aspettiamo che succeda? Non ci vorrà molto. Oppure ci si dà da fare per evitarlo? Questo è uno dei campi nei quali le chiacchiere stanno proprio a zero. Ci vogliono idee e la capacità di realizzarle.

È una sfida colossale perché oggi la violenza, dal punto di vista mediatico paga. Minacci il professore mentre l’amico riprende la scena con il telefonino e diventi una celebrità e puoi illuderti che le ragazze sbaveranno per te. Per uno che ha gravi problemi relazionali diventare una star del male val bene una bocciatura o qualche mese in pizzeria. La pizzeria passa, il fatto che hai avuto il fegato di ordinare al professore di inginocchiarsi e chiedere perdono, te lo tieni per tutta la vita e riluce!
Su quanto si dovrebbe fare nelle scuole per prevenire la violenza ho già scritto molto: La scuola che non insegna la passione alimenta il bullismo e la violenza. E ho scritto anche sulla giustizia italiana Macerata, non l’ha uccisa ma solo fatta a pezzi! Non vorrete mica che resti in galera?!?

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