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Aggiornato: 45 min 39 sec fa

Grande quiz: se non sai rispondere non meriti un’Italia migliore (mica cavoli)

Mar, 03/21/2017 - 12:55

Se invece sai le risposte, sei una mitica avanguardia degli italiani di domani.

Perché, diciamolo, siamo preda di una casta corrotta, infingarda e incapace, ma è pur vero che c’abbiamo milioni di connazionali che pensano che tutto è loro dovuto senza fare un cazzo: non si informano, non riflettono sui problemi, non verificano le storie, prendono posizione sulla base di luoghi comuni e idee preconcette (e antiche nel senso peggiore del termine). E questi svaporati civili oltre a mugugnare sul Web, e mettere “mi piace” a cazzo dovunque sentano un tiramento pelvico, non fanno un’emerita minchia di concreto, di fattivo. Solo rutti e scoregge sociali.

Quindi cominciamo con le domande. Rullo di tamburi per favore:

L’Italia possiede l’80% del patrimonio artistico mondiale? Oppure c’ha poco più del 10%?

La corruzione in Italia si mangia 6 miliardi all’anno o 60 miliardi?

Lo spreco, l’inefficienza, le mafie, l’evasione fiscale, la corruzione, l’evasione contributiva, le sofisticazioni e le truffe costano al sistema Italia meno di 50 miliardi l’anno o più di 500 miliardi?

Il debito pubblico italiano è più di 2 miliardi di euro o più di duemila miliardi?

In Italia il 10% dei detenuti sono colletti bianchi oppure circa il 2%? (Se ti ricordi la percentuale di colletti bianchi in prigione in Germania hai diritto alla doppia stelletta ninja della legalità).

In Italia è umanamente possibile andare in galera per truffa o debiti non pagati oppure non ci riesci neanche se ti sforzi perché le leggi sono fatte per essere cavillate?

Il buco delle banche italiane (crediti che non riusciranno mai ad avere) è circa di 2 miliardi di euro o di circa 200 miliardi di euro?

Il 10% dei debitori verso le banche si è zottato (rubato, ndr) il 10% dei crediti marciti oppure s’è zottato l’80% dei soldi? (Se oltre a conoscere la risposta giusta a quest’ultima domanda sei anche capace di ricordarti quattro nomi dei grandi zottatori di banche puoi automaticamente fregiarti del titolo di “Guardia Rossa dell’etica e del progresso” e ti invito ad Alcatraz a bere un caffé e a parlare del pane e delle rose. I nomi dei furbastri sono stati resi pubblici dai media ma la notizia è passata alla velocità della luce… Meteore).

Un grande teatro pubblico italiano perde ogni anno un milione di euro o 10 milioni di euro?

A Giarre, nel catanese, esiste uno stadio per il polo (quella cosa che gli inglesi fanno a cavallo con le mazze lunghe) da 900 posti o da 9mila posti? Questo stadio funziona o non ha mai funzionato neanche quando ha nevicato e il prete è restato incinta?
A Giarre sanno benissimo cosa è il polo oppure “Polo che?”.
A Giarre non c’è nessuno che fatica ad arrivare a fine mese oppure ci sono poveri cristi più che nel resto d’Italia?
A Giarre sono insorti contro chi s’è sgagnato i dané oppure se ne stanno pacifici al bar a discutere de li mortacci di Master Chef?
A Bomba, vicino a Chieti, esistono 500 metri di superstrada sopraelevata che non va da nessuna parte oppure esistono svariati monconi di superstrada sopraelevata sospesi nel nulla per la lunghezza di più di 5 chilometri?

A Napoli non c’è nessun ponte lungo 140 metri e largo più di 10 che va a finire contro un palazzo oppure esiste veramente e lotta insieme a noi?

Secondo la legge italiana se scippi una cinese per strada e lei inseguendoti finisce sotto un treno e muore tu sei responsabile della sua morte oppure solo per lo scippo e se sei incensurato non ti fai un giorno di galera neanche se ti sforzi?

Il numero di omicidi in Italia è aumentato considerevolmente negli ultimi anni oppure sta diminuendo costantemente e siamo arrivati a meno di un terzo di 30 anni fa?

L’assassinio di donne e le violenze contro le donne sono aumentate negli ultimi anni oppure c’è stata una costante (troppo lenta) diminuzione ed è invece aumentata la sensibilità e lo spazio che i media dedicano alle violenza contro le donne?

La colpa della crisi economica è dei cinesi/speculatori finanziari/euro/Merkel o del fatto che in Italia la giustizia non funziona, la burocrazia ci soffoca, si celebra l’inefficienza e non si verifica l’efficienza e la congruità del lavoro svolto dai dipendenti della pubblica amministrazione?

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Spiritualità, il razionalismo ha rotto i coglioni

Mer, 03/08/2017 - 18:36

È ormai scientificamente dimostrato che esiste una zona cerebrale adibita specificamente alla produzione di sensazioni estatiche e al senso di appartenenza, a qualche cosa che ci pervade e ci innalza dandoci la sensazione di far parte di un tutto dominato dall’amore e dalla pietà e dotato di una progettualità rigogliosa, fantasiosa, stupefacente. Cioè il senso del sacro è fisiologico: a fianco delle pulsioni primarie (identificare, attaccare, fuggire, nascondersi) ne esiste una quinta: contemplare.

Immagino già, che mentre stai leggendo pensi: ecco, gli è presa la botta mistica e si è convertito al cristianesimo oppure vuol mettersi a fare l’indù zen!
Invece no. Ma osservo, che i roghi dell’Inquisizione, la caccia alle streghe e l’insistente bigottismo di parte dei fedeli di tutte le religioni hanno generato un muro contro muro tra credenti e atei che si è radicalizzato portando noi atei a rifiutare in blocco qualunque concetto sia “inerente” alla fede. Tocca fare un restyling di questa rigidità cresciuta nel dolore delle persecuzioni contro gli eretici.

Io non credo all’esistenza di un Dio, né con la barba né senza.
Ma vedo che la realtà è profondamente magica, nel senso laico del termine, cioè è stupefacente al di là di ogni previsione, è smisurata, sorprendente in modo paradossale… Il creato è una fiera pazza di grandiosità.
E più ne sappiamo dell’universo più ci lascia sbalorditi. Sembra quasi che sia stato inventato per ingenerare la vertigine che proviamo se ci perdiamo negli incendi del tramonto. Questa assoluta assenza di limite è inebriante. Impossibile da contenere nella limitatezza dei miei circuiti neurali. Per secoli siamo stati convinti che in cielo ci fossero alcune migliaia di stelle. Poi abbiamo scoperto che ce ne sono miliardi nella nostra galassia, ognuna circondata da un numero fantasmagorico di pianeti, satelliti, asteroidi. Poi si è capito che esistono miliardi di galassie, talmente tante che non abbiamo ancora finito di contarle.
E si scopre poi che esiste questa benedetta parte della mente che di mestiere si occupa di scatenare piacevoli tempeste di dopamine benefiche quando ci dedichiamo a sentire che la maestosità impossibile permea il tutto.
E credo che solo la coscienza della magia del mondo possa lenire lo scomodo di dover a un certo punto morire.

Non possiamo ridurre vita e morte a semplici accadimenti biologici. Sarebbe troppo triste! Troppo! La verità, l’onesta verità è che per un tempo limitato possiamo diventare creature straordinarie, addirittura capaci di muoversi e percepire il creato tutt’intorno e sperimentarne le infinite qualità e interagire con creature a noi simili così da dare vita a esplosioni di energie, emozioni, colori, giochi d’arte, innamoramenti.
Si tratta di un privilegio infinito, riservato a una parte infinitesimale dell’esistente; tutti gli atomi dell’universo mondo desidererebbero poter partecipare a un simile banchetto di sensazioni invece solo noi possiamo spassarcela, fare sesso a due a due o in gruppi caotici, mangiare le guancette di manzo cotte per 5 ore, tuffarci nella calca di Cesenatico e passare notti intere ad arrovellarci sul senso del mondo.

Non vedere il sacro, il superpotere, il miracolo, il privilegio, l’improbabilità schiacciante insita nel fatto di vivere e poter parlare e pensare e agire in modo preordinato è un’amputazione emotiva che ci danneggia e limita la nostra capacità di cogliere appieno il regalo della vita.

Come dice Lucio Dalla: siamo Dei! Ed essere Dei e non credere nel soprannaturale è un controsenso anacoluto, una sghembità in termini, un assurdo costituzionale.
Il che ci preclude tra l’altro di partecipare serenamente alla festa delle coincidenze, delle premonizioni, delle intuizioni, delle visioni che arricchiscono la nostra vita e aumentano la suspence.
Ma lasciatemi giocare! Io credo che a tutti succeda di transitare attraverso fatti, sogni, idee che a volte, per un istante vibrano assieme gravide di combinazioni improbabili. Godiamocele!

Il razionalismo ferreo ha rotto i coglioni.
Siamo fatti fisiologicamente per contemplare magiche connessioni. Che c’è di male?

Per chiarire meglio il discorso vorrei citare una mail che girava anni fa: elencava decine di impressionanti analogie tra Lyncoln e J.F. Kennedy. Molte erano pure invenzioni, ma la lista, depurata dai falsi è comunque notevole:

Entrambi avevano un cognome di 7 lettere.
Entrambi erano secondogeniti e avevano ricevuto il nome del loro nonno
Entrambi avevano combattuto in guerra
Entrambi persero un figlio durante la permanenza alla Casa Bianca: avevano avuto quattro figli, di cui solo due ancora in vita.
Entrambi furono eletti per la prima volta al Congresso nel ’46 del proprio secolo.
Entrambi furono possibili candidati alla nomina di vicepresidente nelle elezioni del ’56 del proprio secolo. In entrambi i casi il partito che non li aveva candidati perse le elezioni.
Entrambi vennero eletti nel novembre del ’60 del proprio secolo.
Entrambi ebbero il vicepresidente per successore che si chiamava Johnson, nati nel 1808 e nel 1908 entrambi divennero presidenti all’età di 50 anni, vinsero le successive elezioni, non affrontarono una seconda campagna elettorale,
Entrambi furono colpiti di venerdì alla testa.
Entrambi avevano la moglie accanto, che restò illesa ed erano accompagnati da una coppia. In entrambi i casi l’uomo accanto al presidente rimase ferito.
Kennedy fu assassinato mentre viaggiava su una Ford; Lincoln fu ucciso nel Teatro Ford
Entrambi gli attentatori  avevano nomi di 15 lettere e furono ammazzati prima di esser processati.
Cosa significa questa serie di coincidenze?
Niente. Ma è affascinante e in qualche modo comicamente assurdo. È l’universo che si diverte a stupirci. Stupiamoci!

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Rai5: ‘Chi è il padre di Gesù?’, ‘San Giuseppe!’. Questa sera Dario e Franca da piccoli

Lun, 02/20/2017 - 17:39

Questa sera alle 21,15, promossa in prima serata, va in onda la seconda puntata del nostro kolossal.

La madre di Franca, Emilia Baldini, era figlia di un ingegnere comunale, aveva cinque sorelle, ed erano tutte bellissime. Maestra elementare, estremamente credente, incontrò alla festa del paese, Bobbio, un giovane con i capelli completamente bianchi. Danzarono per tutta la sera, poi per un anno si scrissero, quindi si sposarono. La famiglia di Emilia si oppose al matrimonio perché il giovane, Domenico Rame, era un autore girovago e a quei tempi le attrici erano considerate al pari delle prostitute. Ma non riuscirono a fermare mia nonna. Franca nasce così in una famiglia che batteva i paesini lombardi con una scassata corriera improvvisando spettacoli. Sale sul palcoscenico a 13 giorni interpretando magistralmente la parte di una principessa neonata. E via via crescendo interpreta tutti i ruoli in drammi e commedie.

I Rame facevano base per settimane in capannoni che mia nonna arredava con i fondali delle scene, creando divisori: stanze con porte finte, finestre dipinte, boschi e castelli. Il nonno di Franca, Pio Rame, aveva scoperto che aveva grande successo come sosia di Garibaldi e girava con la barba e i lunghi capelli bianchi, il poncho e il cappello dell’eroe dei 2 mondi. Domenico Rame, padre di Franca era un tipo molto estroverso che diventò famoso quando un contadino povero gli chiese disperato di parlare al funerale della sua amata mucca. Inizialmente mio nonno si rifiutò ma alla fine le preghiere del pover’uomo lo convinsero. L’orazione funebre per la mucca dagli occhi dolci durò quasi un’ora, commosse alcune centinaia di contadini e le sue parole passarono poi di bocca in bocca. Intanto Franca era disperata perché sua madre le aveva cucito un cappottino con uno scampolo di lana verde da biliardo, comprata a buon prezzo. E Franca non voleva assolutamente andare a scuola così vestita.

A 17 anni la madre la incoraggia a diventare infermiera, mestiere rispettabile che le avrebbe permesso di sposarsi più facilmente.

Ma Franca resta scioccata quando il primario di urologia, non sapendo che lei era appena arrivata, le chiede di aiutarlo a infilare un catetere nel pene di un giovane paziente reggendo il membro. Franca è completamente ignara delle questioni del sesso e afferra il pisello con mani tremanti. Il giovane, forse anche abbagliato dall’avvenenza della fanciulla, non riesce ad evitare una subitanea robusta erezione che terrorizza la giovane infermiera che lancia un urlo. Il primario la allontana consigliandole di farsi assegnare a pediatria, così da potersi avvezzare a sessi di minor dimensione. E Franca capisce che quello non è il mestiere che fa per lei. Alla fine decide di seguire la sorella Pia, che a Milano ha iniziato a recitare in compagnie primarie di rivista.

Dario nasce invece da un capostazione e una fantasiosa casalinga.

Pina Rota è una ragazza di Sartirana fidanzata con un giovane ufficiale di fanteria. Ma durante la festa del paese conosce Felice Fo, ferroviere, che è venuto a far visita ai suoi cugini. È amore a prima vista, ma il fidanzato di Pina non la prende bene. Si presenta in casa di lei, estrae la pistola, grida. Alcuni dei fratelli di Pina si buttano sull’aggressore, ne nasce un parapiglia, si sente uno sparo. Per fortuna il proiettile va a vuoto ma la madre di Pina resta talmente scioccata che diventa afona, non recupererà mai la sua voce naturale, parlava con un bisbiglio.

Il padre di Pina era un personaggio particolare. Contadino, girava per i villaggi vendendo la sua verdura con un carretto tirato da un cavallo e per attirare gli acquirenti raccontava gli ultimi fatti di cronaca e pettegolezzi amorosi sugli abitanti del circondario. Dario apprese così i rudimenti del teatro seduto a cassetta sul carro del nonno. E non solo. Il Bristin era un contadino strano, collaborava con un professore dell’Università di Torino e sperimentava innesti diversi sulla stessa pianta che produceva prugne bianche e nere contemporaneamente e aveva imposto a tutti i 9 figli di imparare a suonare uno strumento così che avevano formato una piccola orchestra che si esibiva nelle feste da ballo.

Felice Fo aveva fatto il manovale, era stato ferito tre volte nelle trincee sul Carso, aveva studiato di notte ed era diventato prima ferroviere e poi capostazione; era socialista e attore dilettante.
Pina Fo era entusiasta dei suoi tre figli anche perché un indovino le aveva predetto un futuro di grandi successi per uno di questi.

Quando Dario e Fulvio, 5 e 4 anni, decisero di sperimentare l’ebrezza del paracadute, buttandosi dal secondo piano, aggrappati a un ombrello (che si ruppe istantaneamente) si arrabbiò moltissimo. Li picchiò, poi medicò le sbucciature. Poi però si vantò per l’intraprendenza dei piccoli. Poco tempo dopo, i due scriteriati decisero di attraversare il lago Maggiore a bordo del mastello per i panni. Affondarono a 50 metri dalla riva, furono tratti in salvo da un pescatore, mia nonna gliene diede di santa ragione ma poi raccontò l’episodio con orgoglio. Reagì con meno entusiasmo quando i due decisero di fare gli indiani, legarono la piccolissima sorella Bianca a un albero, accumularono legnetti e poi diedero fuoco. I vicini di casa, attirati dalle grida disperate dell’infante la salvarono

Mio padre a scuola era un disastro, anche perché perdeva tempo a trasformare le A e le O in faccine.

Quando il vescovo di Varese venne ad esaminare i ragazzini che dovevano prendere la prima Comunione chiese a Dario: “Chi è il padre di Gesù?”, lui rispose: “San Giuseppe”. Il vescovo si infuriò e decise che né lui né il fratello (innocente) avrebbero fatto la Comunione il giorno dopo. La nonna Pina, andò su tutte le furie. Era una donna molto determinata: anni dopo si sarebbe trovata a ricucire partigiani feriti in combattimento.

Inoltre aveva comprato per i figli due paia di scarpe bianche di vernice, apposta per la prima comunione. Era stata una spesa notevole per le risicate disponibilità della famiglia. Andò quindi dal prete e gli disse: “Domani mando i miei figli alla Comunione. Te prova a mandarli via!”. Il prete decise che era meglio dimostrarsi comprensivo.

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‘Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia’, come vi racconto i miei genitori

Dom, 02/12/2017 - 11:13

Negli ultimi mesi mi sono dedicato a intervistare decine di persone che hanno lavorato o che erano amiche dei miei genitori. È stata un’esperienza molto emozionante. Ho trovato grandissimo affetto nei loro confronti e storie inedite anche per me. E ho scoperto aspetti del loro carattere che non conoscevo.

Ad esempio Cochi Ponzoni mi ha raccontato di quando un giorno, sulla spiaggia di Cesenatico, erano insieme a Enzo Jannacci e Renato Pozzetto e mio padre si mette a scrutare il mare e poi indica un punto all’orizzonte ed esclama: “Guardate, laggiù, una nave sta affondando!“. Gli altri tre capiscono il gioco al volo e si mettono a indicare anche loro: “Sì, laggiù. Guardate!”. In pochi minuti una piccola folla si riunisce e si scatena un’allucinazione collettiva… Non pensavo che mio padre da giovane fosse così poco serio!

Antonio Ricci mi ha invece raccontato le telefonate notturne con mia madre, a volte animate da nobili intenti (la difesa dei rom, l’uranio impoverito…) a volte con obiettivi meno impegnativi come la rabbia per la truffa subita da mia madre e sua sorella Pia, abbindolate da un’asta televisiva notturna di gioielli patacca.

Sono stati mesi molto intensi, con un po’ di incredulità sul fatto che questo kolossal potesse veramente andare in onda. Ora ci siamo, finalmente…

Signore e signori, siamo lieti di annunciarvi che ce l’abbiamo fatta. Domani 13 febbraio alle 22.15 su Rai 5 verrà trasmessa la prima di 25 puntate da 50 minuti. Un evento: mai la Rai ha dedicato tanto spazio a due guitti. Ripercorreremo così la loro infanzia, i primi passi in teatro, il loro incontro e la loro burrascosa storia d’amore, con il divorzio annunciato in diretta durante un’intervista di mia madre con Raffaella Carrà. L’irruzione della comicità dell’assurdo nel teatro e nella canzone, la censura, il ’68, le stragi e i servizi segreti deviati, il femminismo, la potenza della solidarietà. Raccontiamo la loro storia ma anche quella degli italiani dal dopoguerra a oggi.

La prima puntata partirà dal compleanno per i 90 anni di Dario con Carlo Petrini, Stefano Benni e il grandissimo Intra con la canzone “T’ho cumprà i calzet de seda”.
Una video autobiografia inedita di Franca e Dario fa da filo conduttore della storia.
Poi c’è il materiale girato negli anni, spezzoni ritrovati, brani di spettacoli, le lezioni di teatro che per anni hanno tenuto ad Alcatraz. E ci saranno le interviste con persone che hanno conosciuto questi due anomali individui. Alcuni nomi: Gianni Minà, Dacia Maraini, Ornella Vanoni, Renato Pozzetto, Paola Cortellesi, Lella Costa, Marco Paolini, Natalino Balasso, Daniele Luttazzi, Maurizio Costanzo, Mario Pirovano, Giovanna Marini, Ivana Monti.

Un materiale enorme che abbiamo selezionato e cucito creando un racconto che spero risulti appassionante.
Un’impresa notevole realizzata con Gianluca Rame, regista, Gianmarco Mazzi, produttore, Marisa Pizza, Gabriella e Simone Canova, autori, ed Eleonora Albanese, mia moglie e anomala intervistatrice di mia madre.

Spero vi divertirete e vi emozionerete. Una grandissima scommessa. E spero che ci darai una mano a diffondere questa notizia. Sai com’è in tv, se non fai ascolti ti decapitano.

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Vorrei essere Donald Trump

Gio, 02/09/2017 - 09:29

Siete entusiasti? Lo so che vi alzate la mattina urlando di gioia: “Grazie a Dio, c’è Donald Trump!”.

Va beh… Alcuni hanno paura, perché si mormora che Trump si masturbi sulla valigetta blindata col pulsante rosso della guerra nucleare… Lo so che fa piangere vedere come tratta Melania, lo so che è un evasore fiscale neofascista, razzista, xenofobo al comando del più grande esercito della storia… Ma bisogna saper vedere il bicchiere mezzo pieno! Suvvia!
Cazzo ragazzi, se siete di sinistra come minimo dovete avere un orgasmo al giorno! Ma li avete visti i manifestanti anti-Trump? Avete visto le ragazze in corteo?

Adesso non venitemi a dire che le ragazze in corteo non c’entra se sono più o meno belle… Che palle, qui col politically correct non si può dire niente… Mi spiego: le ragazze belle nei cortei sono un essenziale marcatore dello stato di salute del movimento. Più il Movimento è all’attacco, più belle ragazze in corteo. Poi tu puoi dirmi che non è un criterio scientifico. Va beh… Ma c’eri nel 68? Era una cosa spaventosa. C’erano ragazze che non erano solo bellissime, erano anche il top spirituale, erano icone. E avevano la minigonna che fino ad allora non s’era mai vista!
Quindi ti certifico che il movimento radicale di opposizione selvaggia è ripartito. Grazie a Trump. Che non sembra neanche un presidente vero. Sembra inventato da Travaglio.
Noi pensavamo che Berlusconi fosse il massimo inarrivabile. Era solo un provinciale!

Trump è l’assoluto: è al potere da una manciata di giorni e ha già liberalizzato la tortura, ripristinato il diritto delle persone mentalmente disturbate di comprare armi da fuoco a ripetizione, sta cercando di fermare l’assistenza medica per gli sprovvisti di assicurazione… E poi quel gioiello: bloccare l’ingresso negli Usa a tutti i cittadini provenienti da 7 paesi a maggioranza musulmana. Migliaia di persone col visto, addirittura con la carta verde, arrestate negli aeroporti… Rimpatriati… Tra questi registi iraniani, scienziati yemeniti, ricercatori, imprenditori… Sei musulmano che vieni da uno di quei paesi musulmani? Via! Sciò! Raus!

Si alza la mattina e telefona al presidente dell’Iran, fa una pernacchia e mette giù. Poi telefona al presidente del Messico: cazzo fai? Non l’hai ancora costruito ‘sto muro? Guarda che se non la smetti di mandarci qui farabutti messicani vengo a prenderti con i marines! Poi scoreggia e mette giù. Poi telefona al presidente australiano e lo fa una pezza: checcazzo hai firmato con Obama? Che ci dobbiamo prendere un po’ dei vostri rifugiati? Col cazzo!!! È un’accordo di merda e mi ci pulisco il culo!
Poi twitta che bisogna iniziare a trattare le altre nazioni a calci e sputazza in faccia, che così imparano chi ce l’ha più lungo. Fanculo!

Qui viene fuori un Movimento mondiale da paura!

C’è solo un problemino: il 45% degli statunitensi è a tutt’oggi entusiasta di Trump. Anzi di più!!! Il momento erotico più alto degli ultimi decenni è stato quando Trump ha annunciato che ha fatto paura alle case automobilistiche e s’è fatto costruire tre fabbriche di auto Usa per gli Usa. E ha pure telefonato a quelli degli F16 e gli ha tirato giù 700 milioni di euro dalla fattura. La tecnica Trump è geniale ed elegante. Gli dice: se fai lo stronzo ti bombardo!

Trump fa paura. E i suoi elettori godono. Stanno davanti alla tv, nelle loro cazzo di casette a schiera con giardinetto, nei loro palazzoni di periferia con più spacciatori che topi, bevono 12 lattine di birra alla volta, ruttano, si scaccolano e ogni tanto urlano: “Dai così! Sei una bestia sanguinaria! Stermina gli scarafaggi!”. Poi scaracchiano, sputano snaricciano sulla manica e si mangiano un altro hot dog di carne di suino geneticamente modificato, tirato su a napalm e schiaffi per evitargli il pericolo di avere un pensiero positivo. Loro sono convinti che il maiale umanitario ti danneggia il pancreas… E prima di andare a letto i trigliceridi crudeli se li fanno direttamente in vena.

Cosa volete pretendere da gente che non ha ancora capito una cosa semplice come la pizza. Avete presente come la fanno? Una brodazza di sottilette di formaggio riciclato e rifuso e salsa di kectciup buttata barbaramente sopra una focaccia isterica preventivamente annegata nell’olio di struzzo estratto con le trieline bollenti. Che lo struzzo è ancora vivo, che se urla è meglio.
E va bene così! Questi esseri umani sono perduti, non c’è niente da fare! Hai voglia a spiegargli l’alimentazione equilibrata. Vogliono i coloranti! Hanno il palato foderato di merda plastica, hanno delle emorroidi che sembrano tonni, aspettativa di vita a 70 anni ma a 50 fanno già schifo. Si vogliono suicidare in massa? Ce ne faremo una ragione.
Moriranno di infarto dopo aver picchiato le mogli per imitare le nuove frontiere della libertà russa (grazie amico Putin!). Ammazzatevi pure!

Non verremo al vostro funerale… saremo in corteo e dopo a mangiare lasagne alla bolognese e bere barolo. Cose che voi poveretti elettori di Donald non potete capire neanche se ve le spieghiamo.
Da noi B. aveva promesso un milione di posti di lavoro e ci ha lasciato con una crisi devastante e i ristoranti pieni di disoccupati. Mi vien da ridere a pensare quel che succederà alla prima potenza mondiale. Grande culo, grande tonfo.

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Donald Trump, aiuto! E’ panico generalizzato?

Sab, 01/28/2017 - 16:26

Inizia una nuova epoca. La paura serpeggia. Un esagitato sessomaniaco alla Casa Bianca. Terrorismo, migrazioni di massa, povertà in aumento, corruzione. E la Raggi che entra con una mazza da baseball nella cristalleria dei nostri sogni.

È uno di quei momenti dei quali faresti volentieri a meno. Ci eravamo abituati a pensare al futuro come un difficile cammino verso il meglio. Vi ricordate l’emozione quando Obama divenne presidente? Era il grande, epocale cambiamento dei parametri di pensiero. E adesso guardate chi c’è nello Studio Ovale.

Mi ricordo nel ’77, discutendo con mio padre e due amici della mia età. Eravamo sconfortati, era ormai chiaro che non mancavano pochi mesi e neanche pochi anni al crollo dell’Impero del Male e all’avvento del Mondo Nuovo. Mio padre tirò fuori una pagina di Bertold Brecht. Dice grossomodo che ci sono momenti in cui tutto crolla e resti da solo a decidere se vale ancora la pena di sognare un futuro migliore.

Certo i media non aiutano in questo momento. Siamo bombardati da cattive notizie. Ci godono. Le telecamere indagano il mondo cercando qualche cosa di ancor più terribile da raccontare indugiando sadicamente sui visi stravolti delle vittime. Il meglio non fa notizia. Eppure proprio adesso ci sono centinaia di migliaia di persone che insistono, non desistono, persistono, continuano a realizzare azioni concrete straordinarie.

Non ne parlano i media né i politici. Ma ogni giorno don Antonio riesce a organizzare a Gela la mensa gratuita. E a Ponte Felcino, Perugia, le insegnanti della scuola media in pensione fanno lezioni gratuite di italiano alle madri dei bambini stranieri. E a Milano due genitori hanno creato un gruppo di lavoro che ha prodotto un video game che aiuta i bambini con difficoltà motorie a recuperare il controllo della muscolatura. Nella Terra dei Fuochi gli attori di Pulcinellamente insegnano la passione per il teatro nelle scuole. In Calabria la cooperativa La Piana ha unito 110 aziende agricole e sono riusciti a produrre biogas dagli scarti delle olive e delle arance… Pareva impossibile riuscirci. Neanche grossi gruppi di ricerca avevano trovato una soluzione economicamente vantaggiosa… E questi esagerati cooperativi si sono inventati un processo chimico a basso costo per inibire gli antiossidanti che sterminano i batteri bloccando il formarsi del biogas (scoregge batteriche); fanno miracoli con la merda di pollo!

Dovunque vado incontro persone che non sopportano di stare a guardare e lamentarsi e che vivono un desiderio irrefrenabile di cambiare il metro quadrato di mondo sul quale appoggiano i piedi. Hanno il grande privilegio di emozionarsi nel tentare di cambiare una vite, dipingere un pistone, aggiungere una rotella all’immenso meccanismo del mondo. “Servirà?” Chiedono gli scettici. Sicuramente servirà a chi lo fa. Perché vivere provando a far girare meglio le ruote fa bene alla salute, allunga la vita, la riempie, galvanizza la digestione e potenzia il respiro. Non dico che se segui l’ispirazione e coltivi i tuoi progetti non soffri. Magari stai anche più male certi giorni. Ma quel che vivi provandoci poi te lo porti dentro. A volte si dice: “Avere il vuoto dentro”.

Una sensazione sgradevole. Ma se nella tua vita hai realizzato qualche cosa che ti piace, dentro non c’hai mai il vuoto pressurizzato… Anche quando sei finito contro il muro dei tuoi sogni ti è restato qualche cosa. Magari solo la macchia di sangue che hai lasciato dando la testata. Alla fine resta quel che hai vissuto o NON hai vissuto.
E se non hai vissuto niente è come far parte della squadra di calcio ai mondiali e restare in panchina. Una palla senza limiti!

Ps: Da 17 anni con Simone Canova, Gabriella Canova e Maria Cristina Dalbosco facciamo Cacao, il quotidiano delle buone notizie. È un presidio medico sanitario di prevenzione antidepressiva. Ed è gratis (Cacao)

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Roma, viva il M5s! Ma qualche cosa deve cambiare

Mer, 12/21/2016 - 10:58

Il Movimento ha cambiato lo scenario della politica italiana.
Finalmente la Casta si è trovata a fare i conti con una forza politica in grado di contrastarla. Se non ci fosse stato il M5S a dare una risposta civile alla corruzione ci saremmo trovati con un Salvini o un altro Trump italiano come più votato.
E da quando i cittadini hanno dato la fiducia al M5S hanno messo in moto un sistema di controllo sulle scelte degli organismi decisionali dello Stato.
Per la prima volta un gruppo di eletti ha deciso di tagliarsi lo stipendio e restituirlo alla società, per la prima volta un gruppo politico ha rinunciato ai finanziamenti pubblici…
E se andiamo a vedere cosa è successo a Roma per la prima volta una dirigente di un gruppo politico, Roberta Lombardi, ha denunciato pubblicamente la pericolosità di un gruppo interno alla sua stessa organizzazione (Marra e compagnia) dopodiché è andata dai magistrati facendo seguire alle parole un esposto. È la prima volta che un esponente di un gruppo politico rinuncia a “tacere per il bene dell’organizzazione”…

E se c’è chi si stupisce del fatto che la Raggi sia in difficoltà… beh… Credo che sia infantile sperare che chiunque non sia in difficoltà nella gestione di un sistema incancrenito da decenni come quello romano. Destra e sinistra hanno orrendamente collaborato nel lasciar tracimare il malgoverno infettando ogni livello dell’amministrazione della città. Neanche Superman poteva risolvere velocemente la situazione…

Resta però il fatto che la Raggi ha brillato per un misto di leggerezza e cocciutaggine dimostrando di avere una concezione della politica lontana da quella che la maggioranza dei suoi elettori si aspettava. E resta il fatto che è notevole la percentuale di sindaci e di parlamentari scelti dal M5S che poi si sono allontanati o sono stati espulsi.
Quindi spero che nessuno si offenderà se dico che forse qualche cosa va migliorata.
E mi riferisco a una questione centrale per qualunque gruppo politico: come si formano e come si scelgono i dirigenti?
La qualità di un gruppo è determinata proprio da questa questione di metodo.

Nel convegno che a Firenze sancì la nascita delle Liste Civiche posi proprio questa questione. Si possono scegliere quelli che sono più bravi a parlare oppure quelli che sono più bravi a fare.
Proponevo di centrare l’iniziativa del M5S sull’azione diretta, impegnarsi nella creazione di servizi utili per i cittadini: gruppi di acquisto e altri sistemi di consociazione, supporto alle associazioni solidali, supporto legale alle battaglie per la difesa dei diritti e del territorio… Se uno dimostra di essere bravo nella gestione di queste iniziative può candidarsi… E guardando quel che ha realizzato, e come, puoi decidere se votarlo alle primarie web o no.

Allora il Movimento scelse un altro percorso. E devo dire che col senno di poi capisco perché venne scartata la mia proposta che necessitava di tempi e modi lenti e difficili. Si scelse di puntare tutto sulla comunicazione e sul dare una risposta alla rabbia. Rovesciare il tavolo della politica italiana venne reputato più urgente dell’intraprendere la costruzione di un’organizzazione strutturata sulla capacità di azione capillare sul territorio. E il successo del M5S dimostra che la questione che ponevo non era allora prioritaria.

Ma oggi continuare a non selezionare i candidati sulla base delle capacità di gestione di iniziative concrete sarebbe suicida. Gli elettori possono perdonarti una volta l’errore di avere scelto un candidato totalmente inesperto, non te lo perdonano due volte.
E credo sia necessario anche che chi si è distinto nella pratica dell’azione diretta sul territorio poi debba anche ricevere una formazione adeguata: il M5S ha urgente bisogno di creare una scuola di pubblica amministrazione.
E ha anche bisogno di creare un centro di consulenza tecnico legale per supportare sindaci e parlamentari. È assurdo che i sindaci debbano studiarsi da soli strategie energetiche e culturali, delibere e percorsi burocratici: si fa lo stesso lavoro decine di volte. È uno spreco energetico!

Infine credo che se si scegliesse di mettere al centro dell’iniziativa del M5S l’azione diretta sarebbe un gran bene. Il M5S dimostrerebbe fuori dal parlamento e dei consigli comunali la sua capacità di fare e quindi aumenterebbe la sua credibilità come forza di governo.
Volete vincere o no?

Vedi qui il mio intervento al convegno di fondazione delle Liste Civiche 5 Stelle
Sulla necessità dell’azione diretta
Sul dimostrare che si è capaci di governare

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Referendum, ora che abbiamo vinto ci occupiamo di chi non arriva a fine mese?

Mar, 12/06/2016 - 16:58

Mi hanno insegnato che i progressisti, prima di tutto, si occupano della gente.
Il movimento progressista in Italia ha una doppia natura: c’è chi è convinto che il centro dell’iniziativa debba essere parlamentare ed elettorale: dobbiamo vincere i referendum e le elezioni e avere quindi il potere per cambiare le cose.
Una minoranza invece crede nella centralità dell’azione diretta. Le battaglie principali si conducono laddove c’è gente in difficoltà e dove si possono sviluppare le opportunità culturali, di vita e di lavoro.

Renzi, come Berlusconi è riuscito a fare un grande gioco di prestigio: diventare il centro del mondo. La maggioranza delle energie dell’opposizione progressista sono state spese per attaccare Renzi.
Siamo di fronte a due visioni diverse. L’Italia è malata e i progressisti sono divisi sulla cura migliore. Ci sono due modi per curare un’infezione: da una parte si attaccano i batteri con gli antibiotici, dall’altra si cerca di riequilibrare l’organismo migliorando la dieta, l’atteggiamento mentale e la qualità della vita e aumentando l’attività fisica. Gli antibiotici possono ottenere risultati ottimi, come possono farlo le buone leggi. Ma se non si lavora sulle cause della debolezza che ha permesso ai batteri malvagi di attaccare le cellule, non si ottiene uno stato di salute soddisfacente, non si restituisce all’organismo la capacità di mantenersi in equilibrio e difendersi naturalmente dalle infezioni.

Il reddito di cittadinanza è un obiettivo ottimo perché è in grado di alleviare da subito la miseria che attanaglia milioni di italiani.
Dar da mangiare a chi ha fame è essenziale. Come usare gli antibiotici quando il malato è in pericolo di vita. Ma un progetto politico che voglia far fare all’Italia un salto di qualità, migliorare sensibilmente la vita delle persone, deve avere al centro la cultura, la coscienza, la capacità di liberare, risolvere e valorizzare le singole potenzialità.
Se si danno soldi senza lavorare sulla cultura otteniamo milioni di ex poveri che si suicidano con la super alimentazione e diventano obesi, che si bombardano di medicine inutili, che non hanno una prospettiva esistenziale, un progetto per il loro futuro che li impegna e che riempie la loro esistenza di passione.
Se vinciamo ottenendo solidarietà verso gli italiani poveri ma ci limitiamo a una forma di sussidio rischiamo di sostituire uno stato tragico di miseria materiale con uno stato altrettanto doloroso e socialmente devastante di miseria culturale, assenza di passione, morte dei sogni… Alienazione.

Oggi nessun gruppo progressista ha una strategia culturale.
Per fortuna ci sono migliaia di gruppi solidali e culturali che svolgono un lavoro colossale, meraviglioso, straordinariamente concreto. Si parla addirittura di 5 milioni di volontari.
Il movimento solidale italiano è un’eccellenza nel mondo!
Tra i volontari troviamo gente del Pd, della sinistra e dei 5 Stelle, che riescono a lavorare insieme in modo ottimo. Ma questi militanti agiscono sul territorio in modo completamente disconnesso dai gruppi politici ai quali appartengono. Non c’è nessuna strategia unitaria, e paghiamo il fatto che il movimento solidale non ha un coordinamento a livello nazionale, né una strategia unitaria… Un grande spreco di potenzialità.

Contemporaneamente i progressisti impegnati sul versante “elettoralista” si interessano poco al mondo della solidarietà e della cultura. Nei mille siti che si occupano di bastonare Renzi è minimo lo spazio dedicato a far conoscere gli incredibili risultati che il mondo solidale sta ottenendo.
Non va bene. Possiamo migliorare.

Come dice Visco: se la cultura si diffonde, la corruzione e la criminalità diminuiscono. Sul lungo periodo lo sviluppo delle potenzialità umane è più efficace della repressione.
La boria di Renzi è stata repressa da una valanga di No. Bene. Adesso ci occupiamo del pane e delle rose?

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