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Aggiornato: 7 min 52 sec fa

Governo, il problema non sono gli africani. Sono i calabresi

Sab, 06/09/2018 - 11:00

C’è un problema di misura. Matteo Salvini dice che gli immigrati ci costano cinque miliardi (ed esagera). Ma la ‘ndrangheta e la mafia ci costano più di 100 miliardi. Allora, prima gli italiani: occupiamoci dei calabresi e dei siciliani; in pianura Padana ci sono dieci milioni di terroni: rimandiamoli a casa.

Che oltretutto i meridionali usano i diesel per dispetto per inquinare di più le città e asfissiare i padani. Lo fanno apposta. E poi mangiano la ‘nduja, si strafogano di un peperoncino chiamato incendio doloso e poi scoreggiano dei gas anomali che devastano il clima e fanno dei buchi nell’ozono più grandi dell’Alaska. E l’inquinamento urbano in Italia fa oltre 50mila morti e ci costa oltre 50 miliardi, secondo le stime più prudenti, ma però non ne parla nessuno per proteggere i calabresi!

Ve beh, pensandoci su sarebbe poi un problema rimandare i meridionali a casa (aiutiamoli a casa loro!). Il fatto è che i meridionali quando sono arrivati al nord erano dei maniaci sessuali che facevano figli a manetta. Secondo gli ultimi rilevamenti, a Milano sono restati solo mille milanesi purosangue, gli altri hanno tutti sangue calabrese nelle vene! Se li rimandiamo a casa loro nella Padania restano in meno di 20mila. E senza neanche una pizzeria!

Senza contare quel demente di Donald Trump che imitando Salvini dice: “Prima gli americani”. Che tra l’altro è una stronzata perché anche i messicani sono americani, ma Trump non lo sa.

Comunque dal 1850 a oggi 19 milioni di italiani sono emigrati all’estero e poi hanno trombato come ricci e si sono moltiplicati e adesso Trump dice che vuole rimandarci indietro 10 milioni di italoamericani che sono figli di immigrati illegali, che lui lo Ius soli se lo mangia con la salsiccia di cane caldo (hot dog vuol dire cane caldo, gli statunitensi fanno schifo!).

Che poi senza immigrati saremmo nella merda: recentemente cinque milioni di italiani se ne sono andati e cinque milioni di immigrati sono arrivati e per la crisi delle nascite perdiamo altri 250mila cittadini l’anno. Gli immigrati ci hanno salvati dallo spopolamento. Inoltre, la storia dell’invasione di neri e musulmani è anche lei bugia diavolesca, i neri sono meno di 300mila e su cinque milioni il 53% sono cristiani, il 14% buddisti, induisti e sikh e il 32% musulmani. I neri non sono tantissimi, il problema è che danno troppo nell’occhio e sembrano molti di più. Già se uscissero di casa solo dopo essersi cosparsi un po’ di farina, la situazione migliorerebbe. Ma loro questo non lo capiscono.

E anche la storia degli immigrati che stanno a nostre spese negli alberghi a cinque Stelle è una menzogna. Così come il fatto che diamo loro 35 euro al giorno a testa, che invece è quanto lo Stato spende per vitto e alloggio e corsi di inserimento. In teoria, perché siccome i controlli non ci sono alcuni bastardi italiani si rubano tutto e tengono gli immigrati peggio dei cani al canile. Vi ricordate la (non più) mafia di Roma che dicevano che l’immigrato rende più dell’eroina?

E adesso dimmi: come è possibile che con 35 euro si paghi la pensione in un hotel a cinque Stelle e ti restano i soldi per pagare i corsi di italiano e quelli professionali?

E poi piantiamola anche con la storia della sicurezza. È orribile quel che succede e sarebbe ora che in Italia ci fosse la certezza della pena, che sennò è chiaro che ai francesi e ai tedeschi gli conviene venire a fare le rapine da noi che rischiano la metà (questa non è una battuta!). Ma comunque abbiamo 360 omicidi all’anno, all’inizio degli anni 90 erano più di mille e i furti nel 2017 sono diminuiti del 7% rispetto al 2016, del 23% dal 2014. Sembra assurdo ma siamo uno dei Paesi più sicuri del mondo!

Abbiamo invece il record europeo per il basso numero di colletti bianchi in prigione. E le opere pubbliche da noi sono le più care d’Europa. Se proprio volete dare i numeri date questi!

Ps: siccome in giro per la rete ci sono persone nervose che non vorrei offendere, preciso che non credo che il problema dell’Italia siano i calabresi. Si tratta di un gioco di rovesciamento che ha lo scopo di far riflettere sulla struttura delle idee stupide. È rivolta a chi pensa che il nostro problema siano gli immigrati.

Avrei potuto anche dire che ammettendo che gli immigrati ci costino cinque miliardi, l’evasione fiscale ne costa più di 100, la corruzione quasi 100, lo spreco energetico 40, la burocrazia 60 e l’inefficienza un mare e mezzo. Il problema non sono gli immigrati e neanche l’Europa, il problema sono gli italiani.

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Governo Lega-M5s, finalmente i comunisti al potere!

Ven, 05/25/2018 - 09:47

Schiere di commentatori si sono slogati le dita e il velopendulo avventurandosi in giudizi di tutti i tipi sul nuovo governo. Mi fa strano che nessuno si sia soffermato su una verità inoppugnabile: la maggioranza degli elettori della Lega e del Movimento 5 stelle è ex Pci. L’unione tra gialli e verdi è stata giudicata contro natura perché mette assieme entità così diverse; a nessuno è venuto in mente l’ovvio: si tratta di una convergenza in realtà assolutamente naturale proprio perché in entrambi i gruppi domina l’ideologia comunista.

Dico solo sciocchezze? Ne riparliamo tra sei mesi. E quando sarà evidente che il governo Conte mena ai corrotti e agli evasori fiscali con la clava e aiuta le vecchiette ad attraversare la strada e a fare la spesa, allora sarà chiaro quel che io (voce isolata) sto sostenendo. E aggiungo che questo fatto dei comunisti che vanno al governo sotto mentite spoglie non è un accidente casuale della storia, ma un diabolico piano organico, comunista.

E chi l’ha ordito?

Dai che è facile…

Ci arrivi?

Napolitano, Occhetto e Fassino!

Te lo ricordi Fassino quando disse “Caro Beppe Grillo perché non te lo fai un bel partito e ti presenti alle elezioni“? E cazzo, a quel punto cosa doveva fare Grillo se non obbedire? E io ci andai al congresso di fondazione del 5 Stelle, a Firenze, c’erano almeno tremila persone. Al 99% erano comunisti. Poi scoprii che fu quel genio di Napolitano ad avere l’idea: “Come partito comunista non ce la faremo mai ad andare al potere, dobbiamo fargli il pacco e il contro pacco”.

Geniale! Poi Occhetto ebbe la trovata di cambiare nome al Pci per confondere le acque. Addirittura per un po’ il Pci si chiamò “La Cosa”. Delle menti eccelse. Quindi niente paura: sarà un esecutivo di lotta e di governo e rivolterà l’Italia come una scatoletta di tonno! L’aprirà come un calzino!

Tremate! Uno spettro s’aggira per l’Europa.

Ed è incazzato nero!

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Caro Mattarella, serve un uomo che unisca. Scegli Carlo Petrini Presidente del Consiglio!

Mar, 05/08/2018 - 09:39

Carlo Petrini è stato capace di unire tutti i produttori di Barolo, di destra, di sinistra e di centro. Carlo Petrini è stimato da tutti gli agricoltori e dai ristoratori che amano la qualità. Ha fatto crescere il made in Italy alimentare facendolo capire perfino ai francesi e contemporaneamente ha motivato centinaia di migliaia di produttori a scegliere la qualità e a scoprire i vantaggi della cooperazione e dell’integrazione territoriale. È riuscito a reinventare la cultura del cibo rovesciando il concetto dominante di nutrizione con il suo “buono, pulito e giusto”.

Ha fatto più lui per la prevenzione delle malattie di dieci ministri della Sanità messi assieme!
Ha fatto più lui per l’immagine dell’Italia nel mondo, come comune cittadino senza alcun potere, di dieci ministri del Commercio messi assieme.

Carlo Petrini vale da solo almeno due punti del Pil.

C’è un altro italiano che si sia seduto a tavola insieme a Obama, al principe Carlo, a capi di Stato di tutte le religioni e di tutte le tendenze politiche e che contemporaneamente abbia scritto l’introduzione all’Enciclica di Papa Francesco “Laudato si’”?

Carlo Petrini è capace di parlare alla pancia della gente!
I parlamentari di tutti i partiti avrebbero grosse difficoltà a giustificare di fronte ai loro elettori un eventuale rifiuto a votare la fiducia a un governo Petrini. Sicuramente riceverebbe i voti di buona parte della Lega, di Forza Italia, del PD, di Leu e dei 5 Stelle. E secondo me riesce a prendere per la gola anche qualche fascista.

Chiunque sia in grado di capire un bicchiere di rosso vero e un piatto di pasta alla carbonara come Dio comanda, non potrebbe, in coscienza, non gioire per un governo di pacificazione.
E qui potrei dilungarmi sulla relazione tra un’alimentazione insana e faziosa e una politica che ha il naso ottenebrato ed è insensibile ai bisogni dei cittadini.

E Petrini i bisogni del popolo li conosce certamente.

Parliamo di disoccupazione? Quanti giovani oggi hanno trovato lavoro e dignità grazie a Petrini?
Parliamo di solidarietà? Con “Terra Madre” Petrini ha realizzato uno dei più grandi progetti di integrazione paritaria tra culture e popoli, tra economie tradizionali derubate e comunicazione digitale.

In un mondo dove i politici brillano per il bla bla che muove la bocca e poi non conclude niente, Carlo ha dato modo alla gente di riempire i piatti e dare un senso filosofico alla masticazione.
Petrini è amato, è conosciuto, è autorevole, innovativo.
E soprattutto è capace di immaginare e di costruire.
Nel suo passato non ci sono ombre che non siano di vino e non è neanche un alcolizzato: è un bevitore illuminato.

Oggi abbiamo bisogno di pace, di concordia nazionale, di un nuovo spirito di collaborazione. Tutte cose che si fanno crescere a tavola: Carlo è capace di mettere d’accordo un cacciatore umbro, un vegano calabrese e un crudista sardo. Chi altro è capace?
Chi c’è in Italia che tutti ci invidiano oltre a lui?

Presidente Mattarella, siediti di fronte a un piatto di pasta al pesto con cornetti e patate, prenditi il tempo di un bicchiere di Passerina e poi dimmi: che alternativa hai?

(Cara lettrice, caro lettore, non restare in panchina, se anche tu vuoi il governo Petrini scrivilo nei commenti a questo post)

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Scuola, prendiamo a sprangate gli studenti violenti?

Sab, 04/28/2018 - 12:24

La maggioranza degli italiani è del parere che con quattro ceffoni ben dati si risolve tutto. E se usi il bastone magari è meglio. Poi però compiono qualche errore votando e i loro rappresentanti in Parlamento fanno ben altro… E vien fuori che a Napoli, 3 ragazzi che hanno stuprato una minorenne, dopo 6 mesi di prigione, ottengono la libertà andando a lavorare in pizzeria. Il che non è proprio una sprangata.

L’elettore schizofrenico genera un sistema schizoide. E questa storia della rieducazione dei criminali tramite il lavoro, fatta all’italiana è demenziale perché ovviamente non riesce certo a redimere… Berlusconi dopo aver scontato la condanna ai lavori socialmente utili (in un ospizio!) è peggio di prima. I fatti ci dicono che il reinserimento sociale e la rieducazione dei carcerati però funziona. Chi in prigione segue programmi di formazione torna a commettere crimini in meno del 20% dei casi, chi non li segue in più del 90%.

Questo dato dovrebbe far capire che lavorare sulla cultura conviene anche economicamente: i crimini costano più della prevenzione. E quando sento dire che basterebbe far zappare la terra agli studenti che aggrediscono i professori provo pena. La stessa che sento quando si afferma che provocando dolore fisico e contusioni con fratture scomposte si otterrebbe talmente tanta paura da dissuadere alla violenza.

Quest’idea sta alla radice del fatto che le prigioni italiane sono un luogo immondo, una forma di tortura e umiliazione reiterata: la maggioranza degli italiani le carceri le vuole terribili così i criminali imparano! I Paesi scandinavi ci dimostrano che è possibile un’altra via: carceri umane, programmi di recupero, ma la pena la sconti fino all’ultimo giorno. E se hai commesso crimini efferati vieni giudicato pazzo e non esci più: nessuna cavolo di perizia psicologica può stabile che sei guarito (come succede da noi), perché se hai torturato e ucciso, la tua follia non va via con quattro pizze e un predicozzo.

Mentre scrivo mi monta la rabbia, mi torna alla mente l’assassino del Circeo che dopo gli orrori compiuti in gruppo su Rosaria Lopez (uccisa) e Donatella Colasanti (sopravvissuta perché si finge morta) riesce a uscire in semilibertà (perché adesso è buono) e tortura e uccide altre due donne: Maria Carmela Maiorano e sua figlia Valentina.

Sono sicuro che le sprangate, o la pena di morte, non funzionano. In Cina esiste la fucilazione, e la famiglia deve pagare le pallottole. Ma quella giustizia draconiana non ha certo cancellato la criminalità. Decenni di esperienza delle dittature più punitive hanno dimostrato che, anzi, l’uso massiccio della violenza repressiva aumenta la violenza dei criminali. Certamente sentirete dire da qualche nostalgico che certe cose in Italia non succedevano quando c’era Benito ma è una sciocchezza: censurare le notizie di cronaca nera sui giornali non è la stessa cosa che ridurre gli omicidi… Sono concetti difficili da spiegare. Vai tu in certi bar della Padania a raccontare che gli omicidi in Italia non sono mai stati così pochi… siamo sotto 500 all’anno…

Quando si parla di violenza bisognerebbe anche ragionare. E bisognerebbe capire che in questo campo gli errori si pagano cari. In Italia mai nessuno studente è entrato a scuola sparando. Aspettiamo che succeda? Non ci vorrà molto. Oppure ci si dà da fare per evitarlo? Questo è uno dei campi nei quali le chiacchiere stanno proprio a zero. Ci vogliono idee e la capacità di realizzarle.

È una sfida colossale perché oggi la violenza, dal punto di vista mediatico paga. Minacci il professore mentre l’amico riprende la scena con il telefonino e diventi una celebrità e puoi illuderti che le ragazze sbaveranno per te. Per uno che ha gravi problemi relazionali diventare una star del male val bene una bocciatura o qualche mese in pizzeria. La pizzeria passa, il fatto che hai avuto il fegato di ordinare al professore di inginocchiarsi e chiedere perdono, te lo tieni per tutta la vita e riluce!
Su quanto si dovrebbe fare nelle scuole per prevenire la violenza ho già scritto molto: La scuola che non insegna la passione alimenta il bullismo e la violenza. E ho scritto anche sulla giustizia italiana Macerata, non l’ha uccisa ma solo fatta a pezzi! Non vorrete mica che resti in galera?!?

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Governo, c’è un complotto di lesbiche del Pd e del 5 Stelle!!!

Gio, 04/26/2018 - 11:12

I media mentono! Censurano! Nascondono!
E gli italiani rissosi non si rendono conto di essere manipolati. Come mai nessuno ha dato risalto al fatto che la sindaca Chiara Appendino ha riconosciuto la maternità di un bimbo a una consigliera del Pd sposata con una donna? Cioè l’Appendino (che si dice sia dei 5 Stelle!!!) ha fatto un piacerone a questa consigliera comunale del Partito democratico!!!!
Chiediamoci cosa ha avuto in cambio! Mica penserai che una del 5 Stelle fa qualche cosa senza una contropartita!?! Ma nessuno ci dice per chi ha votato la donna che ha avuto il figlio con questa consigliera del Pd.
Come se non si sapesse che se una fa sesso con un’altra donna, del Pd, è come se lo facesse con Renzi, e siccome Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sono lo stesso è come se avesse avuto un figlio con La Russa!!! E non sarà mica un caso!?! Chiediamoci quindi: l’odio tra Pd e M5S riguarda solo i maschi omofobi?

Secondo un’inchiesta realizzata dall’Istituto nazionale italiano sono ben un milione e 450mila circa gli elettori del Pd e del 5Stelle che fanno sesso tra loro alla faccia di Renzi e Di Maio!
E ben il 30% di questi sono omosessuali (GUARDACASO!). Vogliamo continuare a far finta di niente? Come si fa a litigare tutto il giorno sulla politica e poi ritrovarsi a grufolare nello stesso letto? Si fa… Si fa… Litigare sulla politica, eccita. Fidatevi di me che sono un maschio eterosessuale e quindi di lesbiche ne capisco più di chiunque altro! Tutti guardano alle dichiarazioni dei leader, ma si dimentica che tira più un pelo di….

E adesso guardami negli occhi e dimmi che non l’hai pensato che c’è un nesso tra uno che si chiama Roberto Fico alla presidenza della Camera e il fatto che si chiama Fico pure il mega food center Eataly di Bologna aperto dagli amici di Renzi! A chi giova?
E vi pare giusto che il fratello di  uno che fa il Commissario Montalbano in tv, alla Rai, azienda di Stato, poi venga eletto pure alla presidenza della regione Lazio? E guarda caso poi fa l’accordo con Roberta Lombardi, pentastellata, che è sicuramente parente di quel Lombardi che quando ero piccolo faceva “L’amico degli animali” proprio sulla Rai! Queste sono le domande da porci! Domande da maiali, ma sono le domande che contano!
Non crederai veramente che ci sia qualcuno capace di rivoltare l’Italia come un calzino, aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, cambiare la Costituzione, abolire il Senato e le Province?

Ma dai! È tutta una questione di tope e di topi. A Roma per ogni essere umano ci sono due topi. E la Raggi ci porta da mangiare il viagra tutti i giorni (e sono i cittadini romani a pagare). E chi le fa le buche? Chi dissemina l’urbe di frigoriferi?

Qualche Solone Catone dirà: “Ma che ca**o dici?” (Loro non dicono parolacce).
E già… Adesso stai a vedere che te puoi dire che gli elettori hanno deciso di mandarti all’opposizione e io non posso dire quel che mi passa per il cranio?
E che democrazia è questa? Tutti a fare i froci col culo degli altri. Non so se hai notato che nessuno dice che il 39% delle leggi approvate dal Senato sono state votate anche dai Cinquestelle.
E perché nessuno si butta per terra ogni volta che Di Maio e Salvini ripetono che hanno vinto?
E Matteo Salvini dove l’ha letto sulla Costituzione che il governo lo fa chi è arrivato primo anche se non ha i voti per farlo? Ha scambiato le elezioni per i cento metri piani?
Perché mi tocca dire che Pierluigi Bersani fu un galantuomo quando disse che non avendo i numeri per fare un governo avevano non-vinto? E perché uno non fa una figura di merda se dice “In Basilicata vinceremo” e poi perde il 5% rispetto alle ultime elezioni?
E nessuno che si mette a urlare, piangere, vomitare di fronte a questa oratoria muscolare… Fa figo. E, diciamolo, è colpa dei gay che appena vedono un muscolo maschio se ne vengono negli slip trasparenti (Diciamolo che l’80% dei maschi eterosessuali non vota più da anni!!!). Io e un gruppo di malati di ottimismo (gravi), abbiamo proposto la distribuzione delle medicine sfuse come in Usa e Germania. Vai in farmacia e te le danno contate come da ricetta medica. Si risparmierebbero 500 milioni di euro. La proposta è passata sotto un silenzio quasi totale.
Eoni di dibattiti televisivi sono stati dedicati ai vitalizi… Se si abolissero con la clava di fuoco della giustizia sociale si risparmierebbero 150 milioni di euro, meno di un terzo di quel che si otterrebbe con le medicine sfuse. Ma chi se ne frega delle pasticche. Se ti scagli contro i vitalizi l’elettore rabbioso sbava e poi ti vota (il che non vuol dire che io non voglio che i vitalizi siano strangolati e poi bruciati vivi, non ci provare).
Un giorno, ai tempi di B. al governo ero un po’ triste e sono andato ad un’assemblea di massa di sinistra. Lì c’era una gara a chi era più bravo a parlare male di Berlusconi, cosa peraltro scema perché generalmente chi va a un’assemblea di odio antiberlusconiano è già convinto che B. sia la zozza della zozza. Ad un certo punto capii che potevo migliorare il mio umore se riuscivo ad ottenere degli applausi scatenati da quella platea! Presi la parola, guardai la folla che stipava la sala e urlai: “Berlusconi è un cornuto!” Mi presi un applauso coi fiocchi! Poi feci l’errore di dirlo: “È proprio facile farsi applaudire da voi. Per avere la vostra approvazione non serve avere delle idee su cosa fare per contrastare il delirio della destra… Anzi, se uno propone di fare qualche cosa di concreto vi scocciate perché a pensare si fa fatica”.
Nessuno applaudì.

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Pd-M5S, idee per un programma condiviso alla tedesca!

Dom, 04/22/2018 - 13:21

Una cosa che pochi raccontano è che il M5S ha votato a favore delle leggi approvate dal Senato. Nel 39,5% dei casi. E parecchie sono state le leggi e gli emendamenti presentati dal M5S e poi approvati con i voti del Pd. Quindi una base da cui partire c’è e non è vero che il 5 Stelle ha detto sempre di no a tutto (fonte Repubblica M5S).

Il che non vuol dire che non ci sia disaccordo su molte grandi questioni. Ma sicuramente si potrebbe trovare un territorio di dialogo. Ci sono tante leggi facili, banali e condivise da chiunque abbia un minimo di buon senso. Alcune, per strani motivi, sono da anni parcheggiate al Parlamento in attesa di approvazione. Con People for Planet ed Ecofuturo abbiamo invitato un gruppo di valenti specialisti, a un incontro via web, lunedì 23 aprile, alle 21 (in diretta sulla mia pagina Facebook).

Che cosa intendiamo con leggi facili? È possibile tagliare i tempi di attesa della Sanità senza varare una grande riforma, ma cambiando il modo in cui gli ospedali sono organizzati. Possiamo diminuire i costi della Sanità e contemporaneamente migliorare il servizio razionalizzando. Le esperienze in Italia ci sono, funzionano! Che cosa succederebbe se Pd e M5S realizzassero un’alleanza per ottenere questa razionalizzazione?

Ad esempio, in Usa e Germania si vendono i farmaci sfusi, nel numero prescritto dalla ricetta medica. Non è una questione di destra o sinistra, è semplice buon senso, si risparmia denaro e si evita di lasciare in giro medicine che poi vengono magari consumate a sproposito o divorate dai bambini. E si evita anche che vengano consumate medicine scadute. Otterremmo un risparmio intorno ai 500 milioni di euro. Abbiamo lanciato a febbraio questa modifica del sistema e già la Regione Toscana ha votato una mozione favorevole proprio perché si tratta di un cambiamento elementare è realistico pensare che impegnandoci si possa ottenere.

Qui di seguito trovi un elenco di queste proposte che potrebbero diventare un punto di partenza per un accordo di governo che sappia mettere ordine nel ginepraio dell’irrazionalità del sistema Italia. Un taglio ai costi che permetterebbe di recuperare le risorse per fare argine alla povertà. Pensare a una serie di leggi banali ci sembra oggi una scelta essenziale visto che la politica ha grippato: l’Italia è divisa in tre blocchi che hanno idee opposte su molte questioni. Sono anche convinto che il metodo Shanghai, partire da azioni piccole, che incontrano il minimo di resistenza e danno risultati immediati sia un modo estremamente efficace per rilanciare la situazione. Il sistema Italia è rallentato dal persistere di una innumerevole serie di assurdità che costano un mare di denaro, complicano la vita delle persone e rallentano l’economia. Disgraziatamente, la logica dominante è quella delle grandi azioni appariscenti.

Sono stati scritti chilometri di articoli sui vitalizi: se si tagliassero nel modo più drastico possibile si otterrebbe un risparmio di 150 milioni di euro. Pochi hanno scritto a proposito di un grande risultato che, insieme ad altri ecologisti abbiamo ottenuto con la semplice modifica del regolamento che stabiliva che i comuni erano obbligati a conferire in discarica gli sfalci e le potature di parchi e bordi stradali: 200 milioni di euro risparmiati (e come ho scritto per i farmaci sfusi si risparmierebbero 500 milioni di euro).
Questo è un risultato che abbiamo ottenuto, il che dimostra che questo metodo minimalista dà risultati addirittura più grandi per la collettività delle grani riforme simboliche. Abbiamo bisogno di risultati rapidi per ridare fiducia agli italiani.

Sicuramente ci sono altre idee semplici che possiamo aggiungere a questo elenco, se hai voglia di darci una mano partecipa in diretta oppure scrivi a: elena@alcatraz.it.

Una prima lista di leggi elementari a pagina 2

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Nuovo governo: cari Pd e M5S, fatelo per l’Italia, mettetevi d’accordo

Ven, 04/06/2018 - 12:54

I politici italiani ci trattano come bambini. Ed è avvilente vedere che spesso funziona.

Non sopporto questa politica muscolare. I leader che dicono vinceremo e poi non ammettono che non hanno vinto. Di Maio e Salvini non hanno vinto niente; onore a Bersani quando nel 2013 disse abbiamo non vinto: “E’ chiaro che chi non riesce a garantire governabilità al suo paese non può dire di aver vinto le elezioni. Quindi noi non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi”. Ma anche il Pd non la racconta giusta quando dice che gli italiani hanno votato perché resti all’opposizione.

Cinque anni fa M5S e Pd hanno perso una grande occasione per cambiare veramente l’Italia. Il M5S fece il gran rifiuto ma, si mormora, anche il Pd non aveva molta voglia di trattare; se avesse fatto una proposta basata su un programma succoso e chiaro, il M5S non avrebbe potuto dire di no.
E il Pd ha pagato caro il fatto di aver partorito governi che non potevano realizzare un vero programma riformista a causa dei veti di Alfano e Verdini.

Ma il grande disastro lo ha fatto Matteo Renzi: cosa sarebbe successo se, invece di tentare di cambiare la Costituzione, eliminare le province, ridurre il Senato e devastare l’articolo 18, avesse puntato sulla banalità della razionalizzazione del sistema Italia? I leader, un po’ tutti, hanno manie di grandezza, vogliono passare alla storia con cambiamenti epocali. Ma è veramente il tentativo di una grande riforma quello che ci serve oggi?

Al momento l’Italia è spaccata culturalmente, ideologie antagoniste si azzannano, e i tentativi di cambiamento radicale si scontrano con la frammentazione dei modi di vedere: ogni innovazione scatena interessi contrari. C’è un errore di metodo nell’idea che si possa migliorare un paese intervenendo con l’accetta limitandosi a promulgare leggi. E se si capisse questo si potrebbe trovare un’intesa tra M5S e Pd, su moltissime piccoli cambiamenti, che entusiasmerebbero gli italiani. Oggi servono piccoli ma immediati. Cambiamenti che presentano però una difficoltà, bisogna saperli anche gestire. E qui nasce il grande limite dei politici: non sanno gestire la complessità dei problemi nella pratica quotidiana.

Tutti ci hanno promesso che avrebbero razionalizzato la burocrazia, ma ancora nessuno lo ha fatto. In parte per cattiva volontà ma anche perché cancellare le follie del sistema non è facile come dirlo. Il delirio burocratico si nasconde in centinaia di piccole leggi, circolari ministeriali, regolamenti attuativi… E nelle consuetudini, nel modo di pensare di amministratori locali e dipendenti pubblici.

Quando si parla di reddito di cittadinanza e altri sistemi di contrasto alla povertà non basta dire cosa si vuol fare bisognerebbe spiegare come si pensa di riuscirci. E bisogna partire dal fatto che oggi tutto il sistema italiano di riqualificazione dei disoccupati, gli uffici di collocamento, gli aiuti alle piccole imprese innovative, non funziona: non sono capaci di far crescere culturalmente i disoccupati, motivarli, seguirli nella ricerca di un lavoro; non sono capaci di individuare le piccole imprese che hanno grandi possibilità, non sanno sostenerle, tutorarle, fornire loro assistenza e strumenti efficienti per finanziarsi e andare sul mercato. E questa situazione la cambi solo se predisponi metodologie che funzionano, formi i funzionari, analizzi i risultati dei corsi per i disoccupati e degli aiuti alle aziende, hai una strategia per il reinserimento delle persone in difficoltà, e insegni ai tuoi formatori a non ammazzare di noia, a motivare e coinvolgere le persone. Un corso di aggiornamento professionale non serve a niente se non riesce a trasmettere passione.

Gli aiuti alle aziende non servono se non c’è capacità di sviluppare le potenzialità, consigliare, dare fiducia.
Ma nessun programma di partito spiega come si dovrebbe realizzare tutto questo, nel dettaglio.

L’Alternanza scuola-lavoro è un’idea ottima, ma poi devi aprire un dialogo con le imprese, farle diventare soggetto di un processo formativo. Non è detto che un bravo imprenditore sia anche capace di relazionarsi con gli studenti. Perché l’inserimento nelle aziende funzioni devi coinvolgere anche gli insegnanti e realizzare con loro e con le aziende programmi di vera partecipazione degli studenti ad attività lavorative che siano formativi. Posteggiare i giovani in un’azienda a far fotocopie non basta.

E come si fa a tagliare i costi della sanità? Si peggiora il servizio! Qualcuno si è chiesto se esiste un altro modo di fare le cose, migliore per i cittadini e più economico?

La Lombardia, governata dalla destra, vanta una sanità che spende molto meno della Sicilia e offre servizi migliori. Ma se poi vai a vedere i prezzi praticati dal Centro Medico Sant’Agostino, un’impresa etica, scopri che una risonanza la fanno pagare 90 euro mentre la regione paga alle cliniche private 169 euro, come ci spiega Milena Gabanelli; ma non c’è solo una differenza di prezzi, è il modo di organizzare i servizi e il rapporto con i pazienti del Sant’Agostino a fare la differenza. Milena Gabanelli ha dedicato a questa impresa un servizio di Report che dimostra che un’altra sanità è possibile.

Sarebbe ora di capire che il Diavolo si nasconde nei particolari.
E servono politici che siano meno condottieri a cavallo e più artigiani capaci di aggiustare gli orologi rotti del sistema Italia.

Oggi il Pd e il 5 Stelle la pensano in modo diverso su molte cose.
Però hanno la possibilità di cambiare logica e scoprire che un grande cambiamento si può ottenere anche cominciando dalle “piccolezze” sulle quali è più facile mettersi d’accordo, per iscritto, prima di fare il governo. C’è la possibilità di un grande cambiamento basato su piccole leggi banali, e soprattutto sul lavoro da orologiai sul campo. I politici devono saper motivare gli italiani, farli diventare protagonisti del cambiamento: scuola per scuola, azienda per azienda, comune per comune.

C’è la possibilità di una convergenza sui “piccoli” problemi invece che sulle riforme faraoniche.
Partiamo da qui?
È la filosofia Shanghai: non affrontare i grandi problemi, inizia da quelli piccoli che sono più facili. Azioni rapide, risultati visibili.
È molto improbabile che qualcuno ci senta da quest’orecchio…
Intanto ci sono 9 milioni di poveri.
Auguri.

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Le Ferrovie dello Stato odiano i viaggiatori. Anche quelli ricchi

Mer, 03/21/2018 - 17:23

Ondata di flashmob per convincere le Ferrovie dello Stato ad amare l’umanità. In quest’Italia dell’assurdo conclamato c’è gente che ha difficoltà a mettere al primo posto la gente che si alza presto al mattino e prende il treno locale per andare a lavorare. Così i treni sono sporchi, sovraffollati, insicuri, in ritardo e con orari decisi da disturbati aritmetici.

L’Alta Velocità per alcuni è un sacco figa, mentre il pendolare rovina il panorama. E di questo non c’è da stupirsi perché l’ideologia classista è dura a morire, più facile che muoia un pendolare per un treno che si ribalta perché il binario era sostenuto da un pezzo di legno. È invece stupefacente scoprire che ai vertici delle Ferrovie c’è qualcuno che ce l’ha anche con i ricchi, compresi quelli che viaggiano in primissima classe. Forse qualche militante estremo di Potere al popolo, forse qualche nichilista esistenziale che odia l’umanità in toto per il solo fatto che siam bipedi…

Hai notato che spesso le vetture di super prima classe stanno in testa al treno? Cioè sono i primi a morire se il Frecciarossa si schianta a 300 all’ora! Un sano classismo dovrebbe indurre a tenere i ricchi al centro del treno, così sono più protetti… Capite la sottile vendetta dei giustizieri ferroviari? Vogliono che su un Frecciarossa un ricco abbia la stessa probabilità di morire di un povero.

E che le poltrone delle classi inferiori fossero scomode lo si sapeva. Quando Giugiaro disegnò il mitico 450 e le Fs si accorsero che era comodo anche per le seconde classi, e si poteva dormire belli tranquilli perché la reclinabilità dello schienale era ottimale, qualcuno andò su tutte le furie. Licenziarono il colpevole, Giugiaro, e assunsero il Pininfarina, un designer sadico che fece delle sedute soprannominate SCOGLIOSI. Scongiurò il pericolo che qualcuno dormisse in treno studiando l’inclinazione in modo maniacale. Sulle sedute di seconda classe voleva anche infilare dei chiodi random ma poi lo dissuasero… Non pago, Pininfarina aggiunse quel cuscino sporgente dietro la nuca, un capolavoro politicamente corretto antidiscriminatorio, in quanto se hai la gobba stai veramente comodo. Se non ce l’hai cazzi tuoi.
Ora sui Frecciarossa si sta veramente una CHIAVICA. Perfino nelle classi superiori: poltrone immense ma non sai come trovare una posizione decente. E se fai il cattivo ti danno da mangiare, gratis, gli gnocchi e la similfrittatacolnomefrancese di Cracco. Uno che quando era giovane faceva a gara con Pininfarina a chi strappava più ali alle mosche.
E che dire dell’orario dei treni. Ma chi l’ha scritto? Hanno usato un computer o hanno fatto tutto con le conchiglie e i bastoncini di legno? Com’è che i treni delle linee ferroviarie orizzontali hanno orari tali per cui se parto da Perugia per Milano spesso devo aspettare a Firenze 45 minuti per la coincidenza? Ma chi c’avete messo alla razionalizzazione dei flussi? Quello sderenato di Frankenstein? E che dire della stazione dell’Alta Velocità di Bologna?

Una cattedrale che doveva ospitare un centro commerciale. Forse per questo non hanno messo le panche per sedersi lungo i binari… Così la gente, dovendo stare in piedi, non avrebbe bivaccato lungo i binari dedicando più tempo allo shopping. Ma il centro commerciale al piano superiore non c’è. Qualche migliaio di metri quadrati di cattedrale inutilizzati. Ma chissenefrega, mica sono loro i soldi. E comunque per ritorsione per l’impossibilità di piazzare decine di negozi di lusso (???) han deciso che in nessun caso avrebbero arretrato dalla decisione di NON mettere le panchine. Così i viaggiatori imparano, soprattutto se son vecchi, stanchi, malati o soltanto pigri. Tutti in piedi ad aspettare il treno di lusso. Schiena dritta! E vedi subito chi sono gli scarti sociali: gentaglia che si accascia per terra: che schifo!

Per tutti questi motivi abbiamo deciso di lanciare una campagna contro il sadismo ferroviario iniziando con un flashmob proprio alla stazione di Bologna AV. Altri assalti comici seguiranno stazione per stazione, binario per binario.

Noi seguiamo la filosofia Shanghai: non attaccare mai il cuore del problema, inizia dalle questioni più facili e banali e di lì dilaghi grazie a iniziative stupefacenti con risultato immediato. Si tratta di cercare le linee di minima resistenza: nessuno può dire che abbia senso non mettere le panchine lungo i binari dell’Alta Velocità di Bologna. Quindi iniziamo da qui. Vinceremo facile…

Il nostro obiettivo strategico è indurre le Fs ad amare maggiormente il genere umano, i pendolari in particolare, ma anche gli altri. Che se magari la gente viaggia comoda, e non deve per forza aspettare il treno in piedi o sdraiata per terra, e mangiare quella roba lì di Cracco, magari poi anche i capitalisti diventano più buoni.
Qualcuno dirà che con questi metodi comici non si ottiene niente. Ascolta me, pallino, son cinquemila anni che le persone serie hanno il controllo del mondo. Mi sembra che visti i risultati sia il caso di dare una possibilità ai buffoni!

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