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Aggiornato: 8 min 42 sec fa

Nuovo governo: cari Pd e M5S, fatelo per l’Italia, mettetevi d’accordo

Ven, 04/06/2018 - 12:54

I politici italiani ci trattano come bambini. Ed è avvilente vedere che spesso funziona.

Non sopporto questa politica muscolare. I leader che dicono vinceremo e poi non ammettono che non hanno vinto. Di Maio e Salvini non hanno vinto niente; onore a Bersani quando nel 2013 disse abbiamo non vinto: “E’ chiaro che chi non riesce a garantire governabilità al suo paese non può dire di aver vinto le elezioni. Quindi noi non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi”. Ma anche il Pd non la racconta giusta quando dice che gli italiani hanno votato perché resti all’opposizione.

Cinque anni fa M5S e Pd hanno perso una grande occasione per cambiare veramente l’Italia. Il M5S fece il gran rifiuto ma, si mormora, anche il Pd non aveva molta voglia di trattare; se avesse fatto una proposta basata su un programma succoso e chiaro, il M5S non avrebbe potuto dire di no.
E il Pd ha pagato caro il fatto di aver partorito governi che non potevano realizzare un vero programma riformista a causa dei veti di Alfano e Verdini.

Ma il grande disastro lo ha fatto Matteo Renzi: cosa sarebbe successo se, invece di tentare di cambiare la Costituzione, eliminare le province, ridurre il Senato e devastare l’articolo 18, avesse puntato sulla banalità della razionalizzazione del sistema Italia? I leader, un po’ tutti, hanno manie di grandezza, vogliono passare alla storia con cambiamenti epocali. Ma è veramente il tentativo di una grande riforma quello che ci serve oggi?

Al momento l’Italia è spaccata culturalmente, ideologie antagoniste si azzannano, e i tentativi di cambiamento radicale si scontrano con la frammentazione dei modi di vedere: ogni innovazione scatena interessi contrari. C’è un errore di metodo nell’idea che si possa migliorare un paese intervenendo con l’accetta limitandosi a promulgare leggi. E se si capisse questo si potrebbe trovare un’intesa tra M5S e Pd, su moltissime piccoli cambiamenti, che entusiasmerebbero gli italiani. Oggi servono piccoli ma immediati. Cambiamenti che presentano però una difficoltà, bisogna saperli anche gestire. E qui nasce il grande limite dei politici: non sanno gestire la complessità dei problemi nella pratica quotidiana.

Tutti ci hanno promesso che avrebbero razionalizzato la burocrazia, ma ancora nessuno lo ha fatto. In parte per cattiva volontà ma anche perché cancellare le follie del sistema non è facile come dirlo. Il delirio burocratico si nasconde in centinaia di piccole leggi, circolari ministeriali, regolamenti attuativi… E nelle consuetudini, nel modo di pensare di amministratori locali e dipendenti pubblici.

Quando si parla di reddito di cittadinanza e altri sistemi di contrasto alla povertà non basta dire cosa si vuol fare bisognerebbe spiegare come si pensa di riuscirci. E bisogna partire dal fatto che oggi tutto il sistema italiano di riqualificazione dei disoccupati, gli uffici di collocamento, gli aiuti alle piccole imprese innovative, non funziona: non sono capaci di far crescere culturalmente i disoccupati, motivarli, seguirli nella ricerca di un lavoro; non sono capaci di individuare le piccole imprese che hanno grandi possibilità, non sanno sostenerle, tutorarle, fornire loro assistenza e strumenti efficienti per finanziarsi e andare sul mercato. E questa situazione la cambi solo se predisponi metodologie che funzionano, formi i funzionari, analizzi i risultati dei corsi per i disoccupati e degli aiuti alle aziende, hai una strategia per il reinserimento delle persone in difficoltà, e insegni ai tuoi formatori a non ammazzare di noia, a motivare e coinvolgere le persone. Un corso di aggiornamento professionale non serve a niente se non riesce a trasmettere passione.

Gli aiuti alle aziende non servono se non c’è capacità di sviluppare le potenzialità, consigliare, dare fiducia.
Ma nessun programma di partito spiega come si dovrebbe realizzare tutto questo, nel dettaglio.

L’Alternanza scuola-lavoro è un’idea ottima, ma poi devi aprire un dialogo con le imprese, farle diventare soggetto di un processo formativo. Non è detto che un bravo imprenditore sia anche capace di relazionarsi con gli studenti. Perché l’inserimento nelle aziende funzioni devi coinvolgere anche gli insegnanti e realizzare con loro e con le aziende programmi di vera partecipazione degli studenti ad attività lavorative che siano formativi. Posteggiare i giovani in un’azienda a far fotocopie non basta.

E come si fa a tagliare i costi della sanità? Si peggiora il servizio! Qualcuno si è chiesto se esiste un altro modo di fare le cose, migliore per i cittadini e più economico?

La Lombardia, governata dalla destra, vanta una sanità che spende molto meno della Sicilia e offre servizi migliori. Ma se poi vai a vedere i prezzi praticati dal Centro Medico Sant’Agostino, un’impresa etica, scopri che una risonanza la fanno pagare 90 euro mentre la regione paga alle cliniche private 169 euro, come ci spiega Milena Gabanelli; ma non c’è solo una differenza di prezzi, è il modo di organizzare i servizi e il rapporto con i pazienti del Sant’Agostino a fare la differenza. Milena Gabanelli ha dedicato a questa impresa un servizio di Report che dimostra che un’altra sanità è possibile.

Sarebbe ora di capire che il Diavolo si nasconde nei particolari.
E servono politici che siano meno condottieri a cavallo e più artigiani capaci di aggiustare gli orologi rotti del sistema Italia.

Oggi il Pd e il 5 Stelle la pensano in modo diverso su molte cose.
Però hanno la possibilità di cambiare logica e scoprire che un grande cambiamento si può ottenere anche cominciando dalle “piccolezze” sulle quali è più facile mettersi d’accordo, per iscritto, prima di fare il governo. C’è la possibilità di un grande cambiamento basato su piccole leggi banali, e soprattutto sul lavoro da orologiai sul campo. I politici devono saper motivare gli italiani, farli diventare protagonisti del cambiamento: scuola per scuola, azienda per azienda, comune per comune.

C’è la possibilità di una convergenza sui “piccoli” problemi invece che sulle riforme faraoniche.
Partiamo da qui?
È la filosofia Shanghai: non affrontare i grandi problemi, inizia da quelli piccoli che sono più facili. Azioni rapide, risultati visibili.
È molto improbabile che qualcuno ci senta da quest’orecchio…
Intanto ci sono 9 milioni di poveri.
Auguri.

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Le Ferrovie dello Stato odiano i viaggiatori. Anche quelli ricchi

Mer, 03/21/2018 - 17:23

Ondata di flashmob per convincere le Ferrovie dello Stato ad amare l’umanità. In quest’Italia dell’assurdo conclamato c’è gente che ha difficoltà a mettere al primo posto la gente che si alza presto al mattino e prende il treno locale per andare a lavorare. Così i treni sono sporchi, sovraffollati, insicuri, in ritardo e con orari decisi da disturbati aritmetici.

L’Alta Velocità per alcuni è un sacco figa, mentre il pendolare rovina il panorama. E di questo non c’è da stupirsi perché l’ideologia classista è dura a morire, più facile che muoia un pendolare per un treno che si ribalta perché il binario era sostenuto da un pezzo di legno. È invece stupefacente scoprire che ai vertici delle Ferrovie c’è qualcuno che ce l’ha anche con i ricchi, compresi quelli che viaggiano in primissima classe. Forse qualche militante estremo di Potere al popolo, forse qualche nichilista esistenziale che odia l’umanità in toto per il solo fatto che siam bipedi…

Hai notato che spesso le vetture di super prima classe stanno in testa al treno? Cioè sono i primi a morire se il Frecciarossa si schianta a 300 all’ora! Un sano classismo dovrebbe indurre a tenere i ricchi al centro del treno, così sono più protetti… Capite la sottile vendetta dei giustizieri ferroviari? Vogliono che su un Frecciarossa un ricco abbia la stessa probabilità di morire di un povero.

E che le poltrone delle classi inferiori fossero scomode lo si sapeva. Quando Giugiaro disegnò il mitico 450 e le Fs si accorsero che era comodo anche per le seconde classi, e si poteva dormire belli tranquilli perché la reclinabilità dello schienale era ottimale, qualcuno andò su tutte le furie. Licenziarono il colpevole, Giugiaro, e assunsero il Pininfarina, un designer sadico che fece delle sedute soprannominate SCOGLIOSI. Scongiurò il pericolo che qualcuno dormisse in treno studiando l’inclinazione in modo maniacale. Sulle sedute di seconda classe voleva anche infilare dei chiodi random ma poi lo dissuasero… Non pago, Pininfarina aggiunse quel cuscino sporgente dietro la nuca, un capolavoro politicamente corretto antidiscriminatorio, in quanto se hai la gobba stai veramente comodo. Se non ce l’hai cazzi tuoi.
Ora sui Frecciarossa si sta veramente una CHIAVICA. Perfino nelle classi superiori: poltrone immense ma non sai come trovare una posizione decente. E se fai il cattivo ti danno da mangiare, gratis, gli gnocchi e la similfrittatacolnomefrancese di Cracco. Uno che quando era giovane faceva a gara con Pininfarina a chi strappava più ali alle mosche.
E che dire dell’orario dei treni. Ma chi l’ha scritto? Hanno usato un computer o hanno fatto tutto con le conchiglie e i bastoncini di legno? Com’è che i treni delle linee ferroviarie orizzontali hanno orari tali per cui se parto da Perugia per Milano spesso devo aspettare a Firenze 45 minuti per la coincidenza? Ma chi c’avete messo alla razionalizzazione dei flussi? Quello sderenato di Frankenstein? E che dire della stazione dell’Alta Velocità di Bologna?

Una cattedrale che doveva ospitare un centro commerciale. Forse per questo non hanno messo le panche per sedersi lungo i binari… Così la gente, dovendo stare in piedi, non avrebbe bivaccato lungo i binari dedicando più tempo allo shopping. Ma il centro commerciale al piano superiore non c’è. Qualche migliaio di metri quadrati di cattedrale inutilizzati. Ma chissenefrega, mica sono loro i soldi. E comunque per ritorsione per l’impossibilità di piazzare decine di negozi di lusso (???) han deciso che in nessun caso avrebbero arretrato dalla decisione di NON mettere le panchine. Così i viaggiatori imparano, soprattutto se son vecchi, stanchi, malati o soltanto pigri. Tutti in piedi ad aspettare il treno di lusso. Schiena dritta! E vedi subito chi sono gli scarti sociali: gentaglia che si accascia per terra: che schifo!

Per tutti questi motivi abbiamo deciso di lanciare una campagna contro il sadismo ferroviario iniziando con un flashmob proprio alla stazione di Bologna AV. Altri assalti comici seguiranno stazione per stazione, binario per binario.

Noi seguiamo la filosofia Shanghai: non attaccare mai il cuore del problema, inizia dalle questioni più facili e banali e di lì dilaghi grazie a iniziative stupefacenti con risultato immediato. Si tratta di cercare le linee di minima resistenza: nessuno può dire che abbia senso non mettere le panchine lungo i binari dell’Alta Velocità di Bologna. Quindi iniziamo da qui. Vinceremo facile…

Il nostro obiettivo strategico è indurre le Fs ad amare maggiormente il genere umano, i pendolari in particolare, ma anche gli altri. Che se magari la gente viaggia comoda, e non deve per forza aspettare il treno in piedi o sdraiata per terra, e mangiare quella roba lì di Cracco, magari poi anche i capitalisti diventano più buoni.
Qualcuno dirà che con questi metodi comici non si ottiene niente. Ascolta me, pallino, son cinquemila anni che le persone serie hanno il controllo del mondo. Mi sembra che visti i risultati sia il caso di dare una possibilità ai buffoni!

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Vota qualunque cosa ma vota! Sennò ritorna B, e poi è inutile che piangi

Sab, 03/03/2018 - 14:50

Se non succede un miracolo di quelli tosti né il M5S né tantomeno il centrosinistra avranno la maggioranza.
Mentre c’è la possibilità che la destra ci freghi tutti. E io sono sinceramente terrorizzato all’idea.
Molti sono sicuri che non succederà ma io non ci giurerei.

E sinceramente non capisco chi dice che “tanto Berlusconi e Renzi sono uguali”. Posso elencare per ore quello che non condivido di Matteo Renzi ma non credo sia equilibrato giudicarlo uguale al centrodestra. Berlusconi è quello dei ristoranti pieni quando la crisi era già scoppiata. È quello dell’editto bulgaro contro Biagi, Santoro e Luttazzi, pluriprocessato, condannato per reati gravissimi, e si è salvato solo grazie alle prescrizioni

Mi dà fastidio questa mania di mettere tutti gli avversari politici sullo stesso piano.

Io vedo che in questa legislatura sono state fatte anche cose positive, poche perché raramente si è ottenuta la convergenza tra i progressisti.
Ma a volte si è riusciti a mettere insieme un fronte positivo e dei risultati ci sono stati.

In una situazione di grande confusione come questa non credo che nei prossimi anni avremo maggioranze stabili. E mi pare infantile credere che qualcuno prenderà la maggioranza e renderà l’Italia perfetta, alta e bionda… Però potrebbero nascere delle alleanze su questioni di grande urgenza che potrebbero vedere d’accordo tutti i progressisti.

Ma se va su la destra non ci sarà nulla da fare. Saremo un’altra volta piombati a cercare di contrastare la follia totale al potere.
Guarda che disastri sta combinando Trump e rifletti… Sta picchiando con la mazza ferrata i più poveri! Quelli che dicevano che “Tanto Trump e la Clinton sono uguali” adesso piangono.
Quindi vota. Vota M5S, vota LeU, vota centrosinistra ma vota! (Attenzione: i voti alle liste che non supereranno lo sbarramento poi vengono suddivisi tra le liste che lo hanno superato).
E magari vedi se nel tuo collegio c’è un candidato progressista che ti dà affidamento

Alla faccia del tifo da stadio io credo che ci sia gente valida in tutti gli schieramenti progressisti. Ce n’è perfino nel centrodestra!
Adesso, lì per lì, di gente di destra valida non mi vengono in testa i nomi… Ma so che ci sono.
Io non credo più ai partiti. E credo che sia ora che si inizi a fare lobbying trasversale. Il sistema per adesso non siamo in grado di cambiarlo. Allora andiamo a vedere su quali cambiamenti banali siamo capaci di unire parlamentari di buon senso, al di là del gruppo di appartenenza.

È quello che tentò di fare mia madre nel 2007 con le “10 leggi per cambiare l’Italia”, tutte proposte elementari, che nessuno poteva dire ad alta voce che non era d’accordo. È quello che stiamo cercando di fare con le “3 leggi facili” proposte da www.peopleforplanet.it. Ci serve una nuova strategia. Non possiamo rinunciare a migliorare l’Italia.

E non possiamo lasciarla in bocca al Caimano.

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La scuola che non insegna la passione alimenta il bullismo e la violenza

Sab, 02/17/2018 - 11:57

È violenza imporre agli studenti la noia di uno studio lontano dai loro interessi.
DEVI studiare! E se non lo fai sarai punito.
Chissenefrega se nessuno è stato capace di farti capire quanto è bello conoscere! Lo studio animato dalla passione aiuta a superare i conflitti con sé stessi e con gli altri. La paura della punizione e la sensazione di essere inadeguati incentivano la rabbia e l’alienazione. Un brutto voto è un insulto. E non convince gli ultimi della classe a impegnarsi. Invece, se i ragazzi si appassionano studiano di buona lena perché piace loro. Sono anni che lavoro con ragazzi problematici e criminali precoci e ho sempre verificato che quando superi la corazza della diffidenza e del senso di inferiorità iniziano a impegnarsi anche di più “dei più bravi”. Ma non lo capisce chi non crede alla possibilità di far germogliare nei giovani l’amore per la conoscenza.

Abbiamo scritto tutti qualche centinaio di temi in classe. Messi assieme formerebbero un bel libro. L’hanno buttato via. Cioè milioni di italiani nella loro vita hanno scritto un libro che è stato letto da una sola persona: l’insegnante. Che spreco pazzesco! E che messaggio subliminale negativo! “Sei talmente insignificante che quel che scrivi lo legge solo il professore: perché lo pagano…”

Anni fa ebbe successo sulla stampa di Firenze il progetto che avevo sviluppato con gli studenti di un liceo scientifico. L’idea era di usare tutte le competenze del corpo insegnante e di alcuni esperti esterni per condurre un’analisi dei consumi energetici del loro edificio scolastico. Gli studenti avrebbero poi individuato le tecnologie adatte a ottenere la riduzione dello spreco e avrebbero gestito la supervisione dei lavori. Avrebbero anche trovato una Energy service company (Esco) che, dati alla mano, avrebbe finanziato l’investimento sulla base del risparmio ottenuto (queste società “comprano” lo spreco energetico).

Infine, le stesse tecnologie utilizzate a scuola le avrebbero proposte alle loro famiglie, creando un sistema di analisi degli sprechi casa per casa e di assistenza tecnica per ridurli. Grazie a tutta questa attività gli studenti avrebbero ottenuto delle percentuali sui lavori realizzati dalle aziende fornitrici e con questo denaro avrebbero finanziato viaggi di studio e l’acquisto di materiali didattici.

Gli studenti, i professori, il preside e il provveditore agli studi parteciparono con entusiasmo alla conferenza stampa gremita di giornalisti. Nello stesso periodo il comune di Rimini mi chiese un progetto sperimentale per rendere più appassionante l’insegnamento in una scuola elementare e in una media inferiore. Proposi che i bambini più piccoli realizzassero nel cortile della scuola un allevamento di caprette nane, conigli e papere, mentre i più grandi si sarebbero dedicati alla realizzazione di un orto. Anche in questo caso gli insegnanti delle diverse materie avrebbero organizzato le lezioni in modo che il fulcro dell’apprendimento partisse dai problemi pratici che si incontravano nei lavori agricoli.

L’idea era che se un ragazzino arriva a casa con un po’ di carote e può dire: “Cari genitori, oggi mangiate il cibo che vi ho coltivato io” il suo desiderio di imparare si verticalizza. Sono passati 15 anni da quando ho portato queste proposte, ma nonostante il successo iniziale in pratica non sono ancora partite…
Ma sono sicuro che prima o poi lo faranno. Perché non c’è un’altra possibilità. Nel frattempo ha proposto le stesse idee ad altre scuole e ne ho parlato in vari convegni politici. L’idea che la cultura sia coinvolgimento non interessa proprio. Ma se immagino una scuola diversa mi vengono in mente effetti meravigliosi sulla società nel suo insieme. Che succede se invece di studiare i prodotti della cultura gli studenti ne creassero di loro?

Negli ultimi anni sono aumentati esponenzialmente gli insegnanti che hanno capito che l’apprendimento astratto è avvilente e che hanno iniziato a coinvolgere gli studenti in progetti veri, invitandoli a realizzare scritti e immagini con lo scopo di COMUNICARE con il resto del mondo. Docenti che hanno capito che la qualità dell’apprendimento aumenta se non si tratta solo di conoscenze teoriche. Come è possibile che si frequenti la facoltà di Scienze della Comunicazione senza mai sperimentare la gestione di un blog?

L’insegnamento per lo più è ancora troppo astratto. Agli studenti non viene detto nulla su come funzionano gli antibiotici, su come è calcolata una busta paga, come funzionano gli interessi bancari, i contratti di telefonia, le truffe finanziarie, come si legge l’etichetta di un prodotto, come si firma un contratto per ristrutturare un bagno, cos’è l’isolamento termico. E ovviamente niente sul sesso, la gravidanza, il parto, la psicologia infantile…

E poi ci si stupisce se gli studenti sono svogliati e che ragazzi con gravi problemi mentali diventano violenti? La scuola italiana è per lo più basata sull’idea che il cervello vada allenato meccanicamente, l’importante è lo sforzo, la fatica. Ma è come se le corse in bicicletta si facessero sulle cyclette. Una palla.
E anche la noia scolastica ha un suo perché: devi imparare a accettare quel che non ti piace! Per questo molti ancora credono che la scuola debba essere sacrificio e sofferenza. Una scuola che serve ad allenare all’ubbidienza, non a inventarsi la propria vita.

Solo se gli studenti trovano un motivo per produrre cultura, solo se si appassionano, apprenderanno con grande profitto. Solo una scuola che insegna a diventare culturalmente attivi può coinvolgere anche gli ultimi della classe. Quando imparare diventa passione si riesce a dare anche a chi proviene da una famiglia culturalmente povera, i mezzi e il metodo per capire questo mondo e realizzare con successo un progetto di vita. Solo la passione per l’arte, per la scienza, per lo sport può rendere ricchi di valori civili e fare argine contro la noia, l’alienazione, il bullismo e la criminalità. Gli studenti potrebbero essere una risorsa enorme per la collettività se con il loro entusiasmo giovanile fossero incoraggiati a realizzare azioni positive.

Vedi anche: “Picchiate i professori! Così imparano!
Non sono casi isolati, c’è un piano organizzato!

A Gela stiamo sviluppando un progetto di Alternanza Scuola Lavoro: 530 allievi hanno aderito e stanno realizzando, ognuno individualmente, un blog personale. L’argomento è: “la tua passione più grande…”
Qui il primo tutorial

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Macerata, non l’ha uccisa ma solo fatta a pezzi! Non vorrete mica che resti in galera?!?

Gio, 02/08/2018 - 16:57

Per guidare l’auto devi fare l’esame della patente, per girare con la pistola no.
Ma che cavolata è? Qui serve la visita psichiatrica per i legislatori!!!

Vi ricordate il mostro del Circeo?
Partecipò allo stupro alle tortura e all’assassinio di Rosaria Lopez; Donatella Colasanti si salvò fingendosi morta. Catturato e condannato ottenne dopo 20 anni la semilibertà, dopodiché torturò e uccise Maria Carmela e Valentina Maiorano.
In Italia vige una perversa ideologia cattocomunista che vaneggia di confessione redenzione e perdono e che fa un gran comodo a corrotti e mafiosi.
La destra ne approfitta per alimentare le fiamme della rabbia popolare e poi quando è al governo lavora scientemente per ingigantire il sistema dei cavilli, del formalismo della giustizia, che permette ai giudici compiacenti di annullare le sentenze e far uscire i delinquenti con i colletti bianchi e i soldi per pagarsi una giustizia amorevole…

Io sono per la linea dura con la criminalità. Ma dura sul serio, non la presa per il culo della Lega che ha tenuto bordone alle nefandezze di Berlusconi e che non ha mai votato leggi serie contro mafia e ladri con la scusa che non erano abbastanza dure…
E questa gente ha spazio per diffondere idiozie perché i politici progressisti sono schizofrenici e non riescono a portare avanti riforme sensate.
Ma andiamo con ordine.

A Macerata uno psicopatico di nome Traini spara sugli immigrati. E la sinistra mi dice che il problema è limitare le armi. La destra mi dice che invece la gente deve potersi armare e che se qualcuno entra in casa mia devo potergli sparare addosso liberamente. Se se ne stava a casa sua non gli sparava nessuno. La sinistra risponde che se tutti sono armati succede come negli Usa che in proporzione hanno 10 volte i morti ammazzati che ci sono da noi.
Milioni di italiani applaudono alla destra e decidono di non votare Pd neanche per sbaglio.
Io sto da un’altra parte.

Credo che se uno mi entra in casa per aggredirmi sia in effetti difficile mettersi a discutere se gli sparo al petto o alla schiena. Ha ragione Salvini: in quei momenti pretendere che un onesto cittadino non sia preso dalla paura è troppo. La questione però è a chi si danno le armi.

Lo sparatore di Macerata aveva una pistola regolarmente denunciata. Ma come è stato possibile? La legge prevede giustamente che prima di comprare una pistola devo avere l’assenso delle forze dell’ordine e devo avere pure un certificato di sanità mentale rilasciato dalla Asl.
E state certi che il funzionario che ha dato al Traini il nulla osta per comprare la pistola non finirà in galera e che il medico che ha certificato la sanità mentale a uno che era in cura per disturbo borderline non sarà condannato e neanche espulso dall’Ordine dei Medici. Perché mai devo sospettare che uno psicopatico con una croce nazista tatuata sul polso non sia abbastanza equilibrato da poter comprare una pistola?
Inasprire le leggi per il possesso delle armi non serve a un cazzo se i sistemi di controllo non funzionano. Questo è il problema! In Italia siamo la Disneyland delle leggi giuste che nessuno applica!!!

Punto due: punizione, tortura e perdono.
Oggi le carceri italiane sono un girone infernale inumano per le condizioni di vita. Poi però ti fanno uscire dopo meno di 2 anni uno che ha sfregiato con l’acido la moglie.
Per me se vai in galera ci devi restare e scontare la condanna veramente.
Ha ragione da vendere Salvini quando dice che le nostre leggi sono ridicole e che ai rapinatori francesi e tedeschi conviene venire a far danni da noi perché rischiano la metà! Solo che lui quando era al governo ha fatto esattamente il contrario di quel che dice, sennò gli finiva in galera mezzo partito, Bossi in testa. E la destra non ha fatto niente per rendere più umane le carceri, salvo il condono per far uscire i politici e i faccendieri amici…

Le carceri sono disumane: c’è affollamento, facciamoli uscire!!! Che geni!!!
Invece sarebbe fondamentale che le carceri non fossero più un luogo di tortura e aberrazione sadica, una vergogna per uno Stato che dice di essere civile.
Io sono per le carceri alla svedese, posti umani, lì ci sono perfino incaricati del governo, maschi e femmine a seconda dei gusti, che vengono a fare sesso con te a spese dello Stato. E poi ci deve essere anche un percorso di rieducazione e lavorativo. E quindi anche momenti di socialità, gioco, teatro. Così quando hai scontato la tua condanna (fino all’ultimo giorno) magari sei una persona diversa.
Se invece hai compiuto crimini orrendi vuol dire che sei matto, e NON ESCI PIU’!!! Perché se sei capace di fare a pezzi una donna, la testa non ti si aggiusterà mai perché sei sprovvisto di umanità!!!
In Italia i detenuti che non seguono programmi di rieducazione e di inserimento nel lavoro tornano a delinquere in più dell’80% dei casi. Quelli che li seguono meno del 10%…
Io voglio una giustizia INFLESSIBILE ma umana. Questo ci serve per far muro contro la criminalità!

Continuando il discorso iniziato con i miei ultimi due articoli, sulla necessità di una rivoluzione culturale che i partiti progressisti (M5S compreso) non capiscono, osservo che l’idea del contrasto alla criminalità non è incentrata sulla lotta culturale e non mira a coinvolgere la parte sana del Paese in un’azione collettiva di prevenzione esistenziale. I nostri politici riducono tutto al mero deterrente punitivo (colabrodo per giunta).
Se vogliamo ridurre i reati dobbiamo coinvolgere tutte le energie disponibili.
Dobbiamo iniziare dalla scuola, dove non si parla di leggi e funzionamento dei processi e dei carceri.
Oggi si potrebbero organizzare via Skype, quindi senza rischi, incontri tra scolaresche e detenuti. Sentire uno che ti racconta come è finito in galera sarebbe utile per educare alla legalità. E una simile esperienza sarebbe rieducativa per i detenuti: raccontandosi e vedendo le reazioni degli studenti potrebbero arrivare a riflettere meglio sulle loro scelte. Non è fantascienza. Ci sono state esperienze del genere.
La prevenzione del crimine si ottiene anche formando insegnanti capaci di appassionare gli ultimi della classe. E magari bisognerebbe pagare di più gli insegnanti che riescono a far crescere tutti gli studenti… E licenziare gli insegnanti malati di mente (sono pochi ma ci sono, nessuno li manda a casa e fanno danni mostruosi).
Poi servirebbe sostenere le associazioni del territorio. Si sono ottenuti grandi risultati coinvolgendo ragazzi a rischio in attività sportive, ludiche e artistiche. Grandiosa ad esempio l’esperienza dell’associazione l’Altra Napoli.

E questo vale anche per gli immigrati. Ci sono gruppi che con i 35 euro al giorno erogati dallo Stato gestiscono attività eccellenti e al contempo offrono formazione professionale. Ma gran parte dei gestori dell’ospitalità per i migranti sono speculatori orrendi che si riempiono le tasche offrendo il minimo per la sopravvivenza e basta. E poi come al solito non ci sono veri controlli!!!!
Perché ogni partito ha qualche amico speculatore che se ci fossero i controlli rischierebbe di finire in galera… Ma che dico… Non finirebbero in galera certo per una truffa… Già… In Italia non abbiamo una legge che ti fa finire in galera per truffa… Neanche se ti sforzi… Ma di questo non se ne parla e il cittadino disinformato pensa veramente che la truffa sia punita. Non sa che se una Srl, società a responsabilità limitata, non paga i debiti, il massimo che rischia l’amministratore delegato è di non poter fare l’amministratore delegato per 5 anni!!! E già… Si chiama Società a Responsabilità Limitata mica per caso. Ma questo di certo a Salvini non dà fastidio.

E poi c’è la legge assurda per cui gli immigrati non ancora regolarizzati non possono svolgere lavori socialmente utili! Assurdo! Falli lavorare in modo utile e intelligente. Restare con le mani in mano è un oltraggio alla dignità! Gente tenuta in un limbo per mesi, a volte anni…
Li facciamo impazzire di noia e burocrazia!
E poi ti stupisci che molti delinquono? E cosa ti aspettavi? Babbo Natale?

Infine bisognerebbe comprendere che tenere alcuni milioni di persone in povertà e lasciare che a migliaia dormano per strada è un crimine sociale ma anche un modo per incentivare la criminalità. E non è solo per il fatto che se hai fame alla fine è facile che rubi da mangiare.
Il fatto di vedere che questa società non ha pietà e che se non stai attento finisci sotto i ponti e nessuno ti tende una mano, genera una tremenda paura sociale che alimenta la violenza.

Vuoi meno crimini? Fai funzionare la giustizia, condanne certe, attività ludiche, culturali e lavorative in prigioni umane, scuola appassionante, più arte, sport e giochi per tutti. Servono finanziamenti sostanziosi per tutte le associazioni che svolgono con successo questo lavoro. Quelli che fanno solo finta in galera. I soldi li prendiamo dalla riduzione del numero dei reati, dei processi e dei detenuti.
Prevenire è meglio che piangere!

A questo punto vorrei notare che il ragionamento fin qui condotto sposta il punto di scontro tra destra e sinistra. Se si capisce che le carceri sadiche fanno aumentare i reati, perché sono scuole di criminalità, dove lo Stato stesso si mostra disumano, e se si capisce che se i detenuti non scontano le condanne arrivano briganti in trasferta da tutta Europa… E se si capisce che la lotta culturale ed etica è un deterrente al pari delle pistole, allora ci troviamo a pensarla in un modo condivisibile da conservatori e progressisti.
La difficoltà è far capire che la cultura non solo si mangia ma spara pure!

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People for Planet, la rivista web che non farà dormire i nuovi parlamentari

Lun, 01/29/2018 - 17:22

Siamo on line!
Ci sono giornali che raccontano cosa è successo. Noi raccontiamo cosa succederà.
E poi scendiamo in strada e lo facciamo succedere. Niente paura: eviteremo i cortei e gli scontri con la polizia. Non servono a niente.
E non ci presenteremo neppure alle elezioni. Non funziona.
Abbiamo invece una lista di cose da cambiare. Ma abbiamo scelto solo questioni semplici. Ci piace vincere facile. Noi seguiamo la filosofia Shangay, il gioco cinese con le bacchette che vinci se riesci a spostarne una senza far muovere le altre.
E non abbiamo intenzione di aspettare che in migliaia si convincano.
Per quel che vogliamo fare bastano poche persone molto determinate.
Perché partiamo da obiettivi talmente di buon senso che nessuno può dire di no ad alta voce.

La prima azione da commandos è stata presentare 3 proposte di legge elementari. Una campagna alla quale hanno aderito tra gli altri: Stefano Benni, la Bandabardò, Luigi de Magistris, Peter Gomez, Gad Lerner, Dacia Maraini, Carlo Petrini, Neri Marcorè, Antonio Ricci, Paolo Rossi, Marco Travaglio.
Ma queste leggi non le presentiamo in Parlamento ma ai candidati alle prossime elezioni, di destra e di sinistra, adesso che anelano il voto sono certamente più sensibili. E quando poi i parlamentari che hanno aderito a queste proposte di legge saranno eletti gli staremo addosso telefonando loro tutti i giorni… Chi è di destra perseguiterà quelli di destra, chi è di sinistra quelli di sinistra, e quelli che stanno con il M5S romperanno i santissimi a quelli del M5S. A ognuno il suo. Un’attività di lobbyng ossessivo. Interpartitico.

Così riusciremo a far passare queste 3 leggi banali.
La prima legge che vogliamo stabilisce che anche in Italia le medicine siano vendute nella quantità che ti prescrive il medico, sfuse, come succede negli Usa e in Germania. Da anni questa proposta è in Parlamento, ma si dimenticano sempre di approvarla. Sono 2 miliardi di euro risparmiati all’anno, mica bruscolini.
La seconda legge riguarda l’inquinamento dei mari. Ogni volta che lavi i tuoi vestiti frammenti di microfibre sintetiche finiscono nello scarico, nei fiumi e poi nel mare, cozze e pesci se li mangiano e poi te le rimangi tu. E non ti fa benissimo. Vogliamo che le aziende che producono lavatrici siano obbligate a montare filtri per bloccare questi frammenti sintetici.
La terza legge serve a proteggere i consumatori. Ognuno di noi firma contratti per la telefonia, banche, assicurazioni… La legge vieta che in questi contratti ci siano condizioni capestro, ma quando ti accorgi che hai firmato clausole microscopiche scritte in giapponese antico che ti fregano, poi sta a te rivolgerti ad un avvocato e fare causa per difendere i tuoi diritti. Proponiamo una legge che stabilisca un controllo preventivo su questi contratti collettivi, in modo tale che siano poi le autorità a intervenire se un’azienda fa la furba.

Se vuoi sostenere anche tu questa campagna puoi mandare una mail di adesione a firma@peopleforplanet.it.

Ma non ci limiteremo a proporre leggi e a offrire un’informazione documentata su ecologia e salute (con un comitato scientifico spaventoso!).
Abbiamo preparato una serie di azioni dirette, una guerriglia legale fatta di denunce e di flashmob. Di cosa ci occuperemo? Non posso dirtelo sennò dopo dovrei ucciderti.
Però posso darti una traccia: forse ti ricorderai quando il 19 agosto 1996 riuscimmo a far sequestrare dalla magistratura i Gratta e Vinci in tutta Italia, perché avevamo scoperto che la polverina luccicante che veniva grattata sui banconi dei bar era cancerogena. Poco dopo riuscimmo a bloccare la trasmissione della Formula 1 in tv perché sulle auto da corsa c’era la pubblicità delle sigarette, il che è vietato.

In Italia ci sono decine di leggi giuste che non vengono rispettate. E nessuno se ne cura. Cosa succede se un gruppo di cittadini cattivi cominciano a denunciare le inadempienze? Riesci a immaginare che casino ne può nascere “a norma di legge”?
Un nuovo modo di far politica.
E un modo satirico di cambiare le cose. È satira giudiziaria baby!

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Troppi italiani non sanno che la miglior cura per traumi, infarto e pazzia è la cultura

Mer, 01/24/2018 - 11:26

L’Italia è leader mondiale per le malattie dovute a uso scorretto degli antibiotici. Se non completi il ciclo, non elimini tutti i batteri nocivi, i superstiti hanno imparato a sopravvivere agli antibiotici e si scatenano.

Molti danni anche per eccessivo uso di disinfettanti che sterminano i batteri. Milioni di italiani non sanno che siamo esseri simbiotici: intorno a noi vivono miliardi di miliardi di batteri buoni, che ci difendono dai virus e da batteri patogeni (cattivissimi!). È nessuno insorge e fa cortei contro le aziende che con nugoli di spot dicono alle madri che DEVONO sterminare i microbi nella loro casa.

Meno spese e più salute se si capisse che fare le radiografie non è come mangiarsi una mela biologica: tutti quei raggi spaziali che ti attraversano non fanno BENE. Gli accertamenti clinici invasivi inutili andrebbero limitati. E sarebbe meglio che nelle università di Medicina fossero obbligatori esami di barzellette. Se non li superi vuol dire che sei poco spiritoso ed empatico, quindi puoi fare ricerca ma non puoi curare esseri umani vivi.

Centinaia di studi dimostrano che l’atteggiamento del medico, la sua capacità di trattare il malato in modo tranquillizzante e amichevole, il suo senso dell’umorismo (che è una filosofia naturale) sono qualità che aumentano del 25% l’efficacia delle cure. Tante esperienze hanno poi dimostrato gli effetti benefici del gioco delle carte su persone che hanno subito gravi traumi, quelli eccellenti della musicoterapia per chi è sottoposto a chemioterapia, della comicoterapia per i bambini, dell’ippoterapia per chi soffre di disturbi mentali.

Chiedete a qualunque medico e vi potrà citare casi di persone che hanno reagito particolarmente bene alle cure perché sostenuti dalla passione per l’arte o l’impegno civile, da rapporti famigliari positivi e gratificanti.

Ci sono due modi per tagliare i costi della sanità migliorando al contempo il servizio per i cittadini. Il primo pare impossibile da praticare: razionalizzare il lavoro e colpire i ladri. Siamo nel 2018 e ancora non si è riusciti a risolvere il mistero della conta delle lenzuola che la Regione Lazio fa lavare a una ditta esterna. Perché è impossibile sapere quante sono? Perché è impossibile sapere se c’è un nesso tra il numero delle lenzuola lavate e il numero di ricoverati? È la famosa REVISIONE DELLA SPESA!

E anche qui è una questione di cultura: i cittadini rimbesuiti non se ne rendono conto, coglionazzi; non si infurentiscono quando devono aspettare mesi per una tac veramente urgente; non colgono il nesso tra lo spreco e la disorganizzazione e tra la disorganizzazione e il disservizio. E sì che non è un concetto difficile. E non si rendono conto che aspettare a lungo di poter fare un controllo produce stress e che lo stress danneggia il sistema immunitario, abbassa il livello di dopamine e quindi peggiora qualunque malanno e, se ancora non ne hai uno, entro quando fai la tac, ti viene.

Non viene in mente che il sistema è a due velocità. Prova un po’ a buttarti per terra e urlare fino a quando non ti fissano la tac entro 7 giorni. Un mio amico l’ha fatto. E quando il medico mi ha detto che dovevo lasciare mia figlia piccola, da sola, in sala pre-operatoria, gli ho risposto: “Chiama i carabinieri e fammi portare via con la forza!”. E lui se n’è andato. I dottori sono stressati perché vedono bene che lavorano in una situazione delirante perché i soldi che servirebbero per i cittadini se li rubano i soliti ignoti e per rubare senza farsi accorgere devono complicare tutto e poi non funziona niente e poi il medico stressato non capisce che lasciare una bambina da sola in una stanzetta ad aspettare un intervento chirurgico non le fa bene!

L’altro modo di tagliare i costi della sanità migliorando le cure è far crescere la cultura della salute. Ogni volta che in Francia una donna deve partorire o ha disturbi dell’apparato genitale, viene invitata a partecipare a corsi di ginnastica che hanno come obiettivo rafforzare il pavimento pelvico (muscolatura pubococcigea), il risultato di questa pratica è che solo il 18% delle donne francesi ha problemi di incontinenza dopo la menopausa. In Italia siamo sopra il 50%. E il fatto che le aziende che producono pannoloni per adulti facciano pubblicità in tv ne è evidente conferma. È una differenza che costa fantamiliardi.

Le esperienze in tutto il mondo hanno dimostrato che le campagne di informazione sanitaria sono un vero affare perché si ripagano rapidamente grazie al diffondersi di comportamenti razionali e offrono poi risparmi che durano nel tempo. E va dato atto alla Lorenzin che ha lanciato una campagna di informazione sull’uso corretto degli antibiotici. Brava! Ma siamo solo ai primordi.
L’informazione sanitaria dovrebbe far parte dei programmi scolastici fin dalle elementari! E ogni volta che vai in ospedale dovresti incontrare clown/informatori sanitari che ti offrono le informazioni essenziali per affrontare il tuo malanno.

Questi comici sanitari dovrebbero poi condurre una propaganda filosofica sul senso della vita e cercare di coinvolgere i malati in attività appassionanti. L’idea che hai della vita, la curiosità per il mondo e la passione sono medicine. Sono ormai centinaia le ricerche scientifiche che lo dimostrano. Le persone solitarie, incazzose, che odiano tutti, vivono male, si ammalano di più, reagiscono negativamente alle cure e muoiono prima. E ci costano un botto!

Ah dimenticavo… Abbiamo bisogno di 100.000 massaggiatori olistici a tempo pieno. Porterebbero al risparmio di un fantamiliardo di euro di sonniferi, calmanti e ansiolitici.

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Elezioni 2018: italiani bamboccioni! E anche un po’ rincoglioniti

Gio, 01/18/2018 - 16:58

Ogni volta che si va a votare i partiti progressisti si rendono conto che la destra rischia di vincere “parlando alla pancia degli italiani”.
Così quel topinambur di Berlusconi può andare in tv a dire che la criminalità è aumenta. E puoi affannarti quanto vuoi a snocciolare i dati che dimostrano che la criminalità è molta meno di quando al governo c’era lui col suo cerchio magico ricco di superman inquisiti e condannati.
In Italia ci sono 5 milioni di persone che in vario modo si danno da fare per migliorare il mondo (anche in questo siamo tra i primi del mondo!) ma ci sono 45 milioni di svaporati che si limitano a dire che fa tutto schifo e poi votano col culo.

La crisi italiana dipende innanzitutto dal disinteresse dei politici per la crescita culturale dei propri elettori. E non mi riferisco a quanti libri si leggono ma agli stili di vita.
I partiti se ne fregano di diffondere quei comportamenti che farebbero crescere la partecipazione della gente. Esperienze concrete che formano nuovi modi di pensare. Il vecchio Marx diceva che sono le condizioni materiali di vita a formare il modo di pensare…
Ad esempio, nel 2007 dopo una strenua battaglia riuscimmo a far passare la legge sul fotovoltaico.
Gli incentivi rendevano possibile finanziare l’impianto con un mutuo ventennale che veniva ripagato con tre quarti del rendimento elettrico. In questo modo famiglie e imprese potevano da subito ottenere un utile annuo pari a un quarto della produzione elettrica! Quindi molta energia gratis subito!

Una legge eccellente!
Solo che i partiti progressisti si scordarono di spiegarla agli italiani.
E nessuno si occupò di sistemi di garanzia sulla qualità degli impianti, accordi quadro con le banche per i mutui…
Non lo fecero i partiti e neppure le grandi associazioni, Arci, Acli, lega delle cooperative, sindacati, e quella che allora era l’associazione Amici di Beppe Grillo.
Noi cercammo di smuovere la situazione agendo direttamente, da soli.
Organizzammo corsi per 260 elettricisti e ingegneri, tenemmo assemblee paese per paese in provincia di Perugia, creammo un consorzio di installatori e progettisti che si certificavano reciprocamente, stabilimmo prezzi trasparenti, contrattammo condizioni collettive con le banche e le assicurazioni, offrimmo un servizio di informazione, assistenza e garanzia post impianto per gli aderenti al nostro gruppo di acquisto. E realizzammo 450 impianti.
Qualcun altro scelse di puntare nella stessa direzione, ma furono in pochi. A Reggio Calabria e Messina, Accorinti e una torva di boy scout e suore riuscì a ottenere moltissimi tetti ecclesiali e privati, costruendo un enorme impianto sociale. Ogni mese usavano il 25% dell’energia prodotta per finanziare attività sociali. Poi Accorinti fu eletto sindaco.

Il movimento progressista italiano perse l’occasione di migliorare l’economia di milioni di persone, creare posti di lavoro, ridurre l’inquinamento.
E perse un’occasione per far capire a milioni di italiani che la politica può servire a migliorare le condizioni di vita.
E non solo. Essere produttori di energia cambia il modo di pensare. Le collettività autosufficienti energeticamente, che producono cibo, gestiscono acquisti collettivi, barattano manufatti e servizi, riusano, riciclano non hanno solo vantaggi materiali, è una questione di cultura e di prospettive di vita.

Ed è anche un passaggio evolutivo strategico: il lavoro come oggi lo concepiamo diminuirà radicalmente grazie alla digitalizzazione e ai robot. Una quota del tempo lavoro dipendente potrà essere rimpiazzata solo da gruppi di cittadini che impiegano parte del loro tempo gestendo l’acquisto e la produzione dei beni.
Oggi i lavoratori hanno una sola fonte di guadagno che permette loro di pagare al sistema del commercio una tassa cospicua. Organizzando acquisti consociati e programmati possono risparmiare molto denaro, dal 20 al 30% di quanto spendono.

Si tratta di immaginare un modo diverso di ricomporre l’economia delle famiglie, aumentando autoconsumo, riuso, gestione di sistemi d’acquisto e servizi collettivi.
Il che vuol dire chiedere ai cittadini un impegno diretto, una capacità di iniziativa, una visione. E quando hai gente così poi non la imbrogli con le fake news.
Non si tratta di idee nuove, il movimento cooperativo italiano è stato per decenni un gigantesco sistema di gruppi di acquisto, avevamo anche banche e assicurazioni.
La socializzazione dei consumi ha fatto a lungo la differenza tra poter comprare il cappotto per i bambini o non poterlo comprare. Poi il boom economico e un certo benessere ha diminuito la necessità della cooperazione e le organizzazioni progressiste hanno smesso di vedere la cultura cooperativa come centro strategico.

Oggi la società non ha altre possibilità: i robot sono alle porte.
La scelta è tra una società dominata da disoccupazione, demotivazione e ignoranza e coglioni eletti da un popolo rimbesuito e una società nella quale i cittadini diventano imprenditori collettivi e crescono culturalmente via via che prendono il controllo del loro tempo e della loro economia.
E se le persone comprano sulla base di scelte ragionate non sono più ammaliate dagli oggetti griffati, dagli status symbol, dai mantra televisivi. Chi sceglie di rivoltare il colletto della camicia non risparmia solo i soldi di un acquisto superfluo.
È una scelta culturale profondamente diversa che prevede un ragionamento sulle priorità della vita.

Lo stesso discorso potremmo farlo per la vita sociale, per la  prevenzione del crimine, per lo sviluppo di nuove tecnologie e per qualità della scuola. In questi settori il movimento progressista ha rinunciato a mettere il coinvolgimento della gente al centro della propria iniziativa.
Ma lo spazio è abbondantemente finito, ne parliamo la prossima settimana, ma intanto anticipo che non voglio fondare un nuovo partito, voglio fare la rivoluzione culturale.

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