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Agenzie di viaggio e turismo: adempimenti amministrativi e fiscali

DOMANDA

Quali sono le normative che disciplinano l’attività produttiva delle agenzie di viaggio
e turismo? Come ne regolamentano adempimenti fiscali e amministrativi?

 

RISOSTA

A riformare le norme in materia di turismo è stata la l. 135/2001, che ha di fatto
abrogato la vecchia l. 217/1983. Ai sensi dell’art. 7, comma 1, della legge citata,
sono considerate imprese turistiche quelle che esercitano attività economiche
organizzate per la produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la

gestione di prodotti, servizi e infrastrutture e di esercizi concorrenti alla formazione
dell’offerta turistica.

La definizione contenuta nella nuova norma è abbastanza generica in quanto,
a parte l’inclusione delle due nuove categorie appena citate, non si fornisce un
elenco esaustivo delle varie tipologie di imprese turistiche. L’individuazione delle
stesse è stata demandata a un decreto del presidente del Consiglio dei ministri
(d.P.C.) pubblicato il 13 settembre 2002, con il quale sono stati definiti i principi e gli
obiettivi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico, al fine di assicurare
l’unitarietà del comparto turistico e la tutela dei consumatori, delle imprese e delle
professioni turistiche. Il suddetto decreto ha anche disciplinato:
– lo standard minimo dei servizi d’informazione e di accoglienza ai turisti e le relative
terminologie;
– i criteri e le modalità dell’esercizio, su tutto il territorio nazionale, delle imprese
turistiche per le quali si ravvisa la necessità di standard omogenei e uniformi;
– gli standard minimi di qualità delle camere d’albergo e delle unità abitative delle
residenze turistico-alberghiere e delle strutture ricettive in generale;
– gli standard minimi di qualità dei servizi offerti dalle imprese turistiche, sulla base
dei quali fondare i criteri relativi alla classificazione delle strutture ricettive;
– il livello minimo e massimo da applicare a eventuali cauzioni, anche in relazione
ad analoghi standard utilizzati nei Paesi dell’Unione europea, con riferimento alle
agenzie di viaggio, alle organizzazioni e alle associazioni che svolgono attività
similare;
– i requisiti e gli standard minimi delle attività ricettive gestite senza scopo di lucro
e delle attività di accoglienza non convenzionale (come per esempio il bed and
breakfast);
– i criteri direttivi di gestione dei beni demaniali e delle loro pertinenze concessi per
attività turistico-ricreative;
– gli standard minimi di qualità dei servizi forniti dalle imprese che operano nel
settore del turismo nautico.
Con riferimento alle imprese turistiche, occorre segnalare che è stato stabilito
che, per esercitare l’attività, le imprese turistiche devono iscriversi nel Registro
delle imprese tenuto presso la Camera di commercio territorialmente competente.
Di conseguenza cessa l’obbligo d’iscrizione al Registro esercenti il commercio
(REC) previsto dall’art. 5. della l. 217/1983. Quanto alle norme in materia di avvio
ed esercizio delle imprese turistiche, sono state introdotte importanti novità. Per
poter aprire o trasferire la sede di un esercizio ricettivo, occorre essere in possesso
di apposita autorizzazione, rilasciata dal sindaco del Comune nel cui territorio è
ubicato l’esercizio. L’autorizzazione ha anche ulteriori funzioni e in particolare:
– abilita il soggetto a effettuare, unitamente alla prestazione del servizio ricettivo,
anche la somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate, ai
loro ospiti e a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di
manifestazioni e convegni organizzati;
– abilita altresì alla fornitura di giornali, riviste, pellicole per uso fotografico e di
registrazione audiovisiva, cartoline e francobolli alle persone alloggiate, nonché
a installare, a uso esclusivo di dette persone, attrezzature e strutture a carattere
ricreativo; – svolge anche le funzioni di licenza di pubblica sicurezza ai sensi dell’art. 86 del
t.u. di pubblica sicurezza (TUPS), approvato con r.d. 773/1931.
Occorre ricordare che le attività ricettive devono in ogni caso essere esercitate
nel rispetto di tutte le norme, le prescrizioni e le autorizzazioni in materia edilizia,
urbanistica, igienico-sanitaria e di pubblica sicurezza, nonché di quelle sulla
destinazione d’uso dei locali e degli edifici. Le agenzie di viaggio possono esercitare
la loro attività sotto una delle seguenti forme giuridiche: impresa individuale, impresa
familiare, impresa coniugale, società di fatto, società in nome collettivo, società in
accomandita semplice, società in accomandita per azioni, società a responsabilità
limitata e società per azioni e società cooperativa.
Sulla base delle varie leggi regionali attualmente in vigore, la costituzione di
un’agenzia di viaggi è subordinata all’espletamento di un iter procedurale stabilito,
che si può riassumere in tre fasi: presentazione della domanda, fase istruttoria e
rilascio dell’autorizzazione. Le stesse leggi prevedono anche la stipula di polizze
assicurative. La Corte costituzionale poi è intervenuta sull’apertura di filiali e
succursali.
Nella prima fase, il soggetto che intende avviare un’attività turistica deve
presentare al presidente della Regione competente un’istanza su cui indicare:
– le generalità del titolare o del gestore dell’impresa;
– l’indicazione del direttore tecnico, cioè di colui che si assume la responsabilità
tecnica dell’agenzia di viaggio, qualora il titolare (o il gestore) non presti con
carattere di continuità ed esclusività la propria opera nell’agenzia stessa, oppure
non possieda i requisiti professionali richiesti;
– il possesso dei requisiti soggettivi previsti dal TUPS (r.d. 773/1931);
– le attività che, congiuntamente o disgiuntamente, si intendono esercitare tra
quelle indicate dalla legge quadro o dalle leggi regionali;
– l’organizzazione predisposta per la gestione dei servizi e l’ubicazione dei locali di
esercizio;
– la denominazione prescelta per la costituenda agenzia;
– la sede dove s’intende esercitare l’attività.
Per le agenzie che intendono svolgere attività di vendita diretta di viaggi e
soggiorni, la domanda deve specificare anche il possesso dei requisiti strutturali:
locali indipendenti da altre attività, insegne visibili dell’attività svolta e attrezzature
adeguate. In ogni caso deve essere allegata una relazione tecnica economica di
fattibilità dell’iniziativa, contenente dati statistici sulla potenziale utenza.
Durante la fase istruttoria, l’autorità competente accerta la sussistenza dei
requisiti richiesti:
– possesso da parte del richiedente dei requisiti professionali (conoscenza
dell’amministrazione e organizzazione delle agenzie di viaggio; conoscenza
di tecnica, legislazione e geografia turistica; conoscenza di almeno due lingue
straniere);
– nulla osta dell’autorità di pubblica sicurezza;
– nulla osta regionale riguardante la denominazione prescelta;
– versamento del deposito cauzionale, anche in titoli pubblici, oppure prestazione
d’idonea fideiussione bancaria o assicurativa irrevocabile, vincolata per tutto il
periodo di esercizio dell’agenzia e variabile a seconda del tipo di attività svolta.

Completata l’attività istruttoria, il Consiglio regionale delibera sul rilascio
dell’autorizzazione che permette l’esercizio dell’attività.
A tutela dell’utente, le varie leggi regionali prevedono anche la stipula di polizze
assicurative di responsabilità civile a copertura dei rischi derivanti alle persone dalla
partecipazione ai programmi di viaggio, nonché l’istituzione di un fondo regionale
di garanzia alimentato da quote contributive annue, per fronteggiare, in caso di
insolvenza, fallimento o inadempimento contrattuale, il rimborso dei fondi depositati
e il rimpatrio dei consumatori. Il d.lgs. 230/1995 ha inoltre previsto l’obbligo di
copertura assicurativa per la responsabilità civile verso il consumatore in riferimento
al risarcimento dei danni a persone e cose e l’istituzione di un fondo di garanzia
presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per consentire, in caso di insolvenza
o di fallimento, il rimborso del prezzo pagato e il rimpatrio del consumatore. Il fondo
è alimentato ogni anno da una quota pari allo 0,5% dell’ammontare del premio
delle polizze assicurative obbligatorie.

Occorre precisare che la Corte costituzionale, con la sentenza 339/2001,
ha dichiarato l’incostituzionalità delle leggi regionali sulle agenzie di viaggio che
richiedono autorizzazioni specifiche per l’apertura di filiali o succursali imponendo
di versare distinte tasse di concessione regionale o cauzioni ad hoc, oltre all’obbligo
di un direttore a tempo pieno. A seguito dell’ottenimento dell’autorizzazione
all’esercizio dell’attività turistica, devono essere espletate tutte le altre formalità
necessarie per l’avvio dell’impresa, quali l’iscrizione presso l’Agenzia delle entrate
e l’iscrizione al Registro delle imprese. Un’ulteriore importante novità della legge
quadro sul turismo (l. 135/2001) riguarda la qualificazione settoriale.
È stata introdotta, infatti, una norma che equipara le imprese turistiche a quelle
industriali. La ragione di tale equiparazione è legata all’intenzione di estendere al
settore del turismo i benefici previsti per il comparto industriale. L’art. 7, comma
4, della l. 135/2001 prevede che, fermi restando i limiti previsti dalla disciplina
comunitaria in materia di aiuti di Stato, alle imprese turistiche siano estese le
agevolazioni, i contributi, le sovvenzioni, gli incentivi e i benefici di qualsiasi genere
previsti dalle norme vigenti per l’industria, nei limiti delle risorse finanziarie a tal fine
disponibili e in conformità ai criteri definiti dalla normativa vigente.
Alle due figure di organizzatore e intermediario di viaggi corrisponde un
diverso tipo di servizio offerto all’utenza, talché le stesse sottendono anche una
diversa fattispecie contrattuale: nel primo caso (organizzatore di viaggi), l’agenzia
offre un viaggio predisposto e organizzato in modo ideativo e creativo; nel caso
dell’intermediario di viaggi, l’agenzia si limita a una mera funzione di intermediazione
tra turista e fornitore dei diversi servizi.
1) Contratto di intermediazione e contratto di organizzazione. L’attività svolta
dall’intermediario di viaggi è inquadrata nell’ambito del contratto di mandato. In
tale fattispecie, infatti, l’agente di viaggio svolge un’attività di mera intermediazione,
nel senso che assume il compito di stipulare per conto e in nome del cliente una
serie di contratti inerenti alla prestazione dei servizi indispensabili per realizzare
il viaggio con le varie imprese di trasporto, albergatori ecc. Nell’ambito di questi
contratti l’agenzia di viaggi assume nei confronti dei fornitori dei servizi la posizione
contrattuale di mandataria, la cui prestazione è retribuita in forma di provvigione.

Ove l’agenzia di viaggio svolga anche un’attività di creazione e ideazione
del viaggio o soggiorno, la configurazione contrattuale assume connotati diversi,
in quanto l’attività svolta dal proponente il viaggio non si limita a una funzione
di tramite tra il cliente e il prestatore del servizio, ma consiste in una più ampia
attività di organizzazione e offerta di un viaggio. Il profilo contrattuale di tale attività
è normalmente circoscritto nell’ambito delle attività d’impresa come appalto di
servizi. L’attività d’intermediazione si svolge prevalentemente nei settori di ricettività
alberghiera, servizi turistici prodotti da altre agenzie e trasporti.
Nei servizi di ricettività alberghiera l’agenzia contatta in via preliminare le
imprese alberghiere ricettive concordando le tariffe, le modalità di prenotazione e
il pagamento, nonché le provvigioni spettanti. I rapporti tra albergatori e agenzia
di viaggio sono regolati a livello internazionale da una convenzione del 1979 tra
l’Associazione internazionale degli hotel (AIH) e la Federazione universale delle
associazioni delle agenzie di viaggio (FUAAV).
In linea generale la convenzione distingue due tipi di contratti alberghieri:
– contratto per viaggiatori individuali, in base al quale l’agenzia applica al cliente
la tariffa ufficiale dell’albergo, percependo una commissione netta pari a circa
l’8%;
– contratto per viaggiatori in gruppo, secondo cui si applicano tra l’albergatore e
l’agenzia di viaggio delle tariffe “confidenziali”, non comunicate al viaggiatore;
egli pagherà la tariffa richiesta dall’agenzia, che si remunera sulla differenza con
quanto pagato all’albergatore.
Quando il pagamento dei servizi alberghieri avviene direttamente a favore
dell’albergo, questi, a prestazione avvenuta, deve darne comunicazione all’agenzia
di viaggio, affinché possa emettere fattura per la provvigione. Se il cliente versa
all’agenzia una parte del corrispettivo sotto forma di deposito, questo normalmente
viene trattenuto dall’agenzia stessa a titolo di provvigione. L’agenzia rilascerà
un voucher al cliente e fatturerà all’albergatore quando la prestazione sarà stata
effettuata. Quando l’agenzia di intermediazione vende servizi turistici prodotti da
altre agenzie (meeting, escursioni ecc.) per la fatturazione vale quanto già detto
per i servizi alberghieri.
Per la vendita di servizi di trasporto (ferroviario, aereo e marittimo), l’agente o
un suo collaboratore deve ottenere un’apposita abilitazione dopo aver frequentato
un corso e superato il relativo esame.
Per la biglietteria ferroviaria le ferrovie dello Stato (FS), dopo aver concesso
l’abilitazione, stipulano un contratto con l’agenzia di viaggio con cui si definiscono
le regole per la custodia e la vendita dei biglietti, per il versamento delle somme
incassate e per la determinazione della provvigione. Normalmente le FS richiedono
il versamento di un deposito cauzionale. La gestione del rapporto avviene attraverso
la tenuta di un apposito registro o contabilità in cui sono annotate tutte le operazioni
compiute nel periodo di riferimento. Normalmente a fine mese si effettua il riepilogo
dei biglietti emessi e il conguaglio delle provvigioni, che saranno regolarmente
fatturate.
Per la biglietteria aerea, nel caso di voli interni occorre stipulare contratti
separati con ciascun vettore; mentre per i voli internazionali è necessario richiedere
l’abilitazione all’Associazione internazionale per il trasporto aereo (IATA). Quando la

domanda viene accolta, l’impresa di viaggi diventa agente IATA, previo versamento
di un deposito cauzionale. Per regolare i rapporti finanziari tra le agenzie di viaggio
e le compagnie aeree si può usufruire del sistema del Bank settlement plan
ovvero del Piano di rimessa bancaria (BSP) che, oltre a consentire l’utilizzo di una
documentazione standardizzata a livello internazionale, permette di redigere un
solo rendiconto quindicinale delle vendite da inviare alla banca incaricata (Banca
nazionale del lavoro, in Italia), la quale provvede a determinare le quote spettanti
alle varie compagnie aeree e le provvigioni dell’agenzia di viaggio con riferimento
a ciascuna compagnia.
Da tutto questo consegue che l’agenzia di viaggi annoterà nel rapporto
di vendite sia l’importo sia gli estremi dei biglietti venduti, allegando il tagliando
contabile, mentre la banca elaborerà le analisi di fatturazione e i riepiloghi di vendita
mensili, per poi inviarli alle agenzie. Esse pagheranno alla banca quanto risulta dai
riepiloghi di vendita mensili e la banca effettuerà la ripartizione tra le compagnie. Le
fatture per le provvigioni percepite sono approntate elettronicamente dalla banca
e spedite all’agente interessato con già prestampati i dati della compagnia aerea;
l’agente deve integrarle e spedirle. Per la biglietteria marittima, le condizioni e le
modalità di fornitura del servizio sono concordate direttamente con la compagnia
marittima.
2) Gestione delle attività di produzione e aspetti fiscali. Quando l’agenzia
opera in nome proprio e a diretto vantaggio del cliente acquista i servizi turistici a
un prezzo “confidenziale”. L’acquisto si documenta attraverso apposita fattura o
ricevuta, che andrà annotata sul registro degli acquisti di cui all’articolo 74-ter del
d.P.R. 633/1972. La vendita andrà annotata nell’apposito registro dei corrispettivi.
Per quanto attiene le imposte sui redditi, nell’esercizio dell’attività, inquadrabile
tra quelle di impresa commerciale, il reddito delle agenzie di viaggio e turismo è
assoggettato a tassazione secondo i normali criteri di determinazione del reddito
d’impresa (capo VI del d.P.R. 917/1986). In fatto di ritenute, non deve essere
applicata alcuna ritenuta alla fonte sulle provvigioni percepite dalle agenzie di
viaggio e turismo (art. 25-bis, comma 5, del d.P.R.  600/1973).
Le operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio nell’espletamento della
propria attività rientrano poi nel campo di applicazione dell’IVA, secondo il regime
normale o in base alla normativa che regola il regime speciale previsto per tale
categoria di soggetti (art. 74-ter del d.P.R. 633/1972, così come modificato dall’art.
9 del d.lgs. 313/1997; d.m. 340/1999 e regolamento di attuazione). Ai fini di una
corretta applicazione della normativa, occorre distinguere la diversa natura delle
operazioni poste in essere:
– Metodo “base da base”. È prevista la speciale disciplina del cosiddetto metodo
base da base per le operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo che
organizzano e vendono, dietro pagamento di un corrispettivo unitario, in proprio o
tramite mandatari con rappresentanza, i pacchetti turistici (viaggi, vacanze, circuiti
tutto compreso ecc.), costituiti da più prestazioni che rientrano in un’operazione
unitaria (art. 74-ter del d.P.R. 633/1972). Il ministero delle Finanze è intervenuto
fornendo ampi chiarimenti riguardo all’ambito soggettivo di applicazione dello
speciale regime (circolare ministeriale 328/E del 1997).

– Metodo tradizionale “imposta da imposta”. Si applica l’ordinario criterio di
determinazione dell’imposta (cosiddetto metodo imposta da imposta) alle
operazioni di mera intermediazione svolte dalle agenzie di viaggio nei confronti
dei clienti, nelle quali l’agenzia agisce in nome e per conto del cliente.
È necessario a questo punto evidenziare le differenze esistenti tra tourist
agent e tourist operator.
a) Tourist agent. Nel caso in cui l’agenzia operi in nome e per conto del cliente,
procurandogli contratti di organizzazione di viaggi o servizi quali prenotazione
di alberghi, vendita di biglietti di trasporto, servizi relativi alla vidimazione dei
passaporti ecc., viene applicato il regime ordinario di determinazione dell’IVA
“imposta da imposta”. Per tale attività d’intermediazione i corrispettivi devono
essere certificati in base ai sistemi ordinari. Per quanto riguarda l’emissione della
fattura o, in alternativa, della ricevuta/scontrino fiscale nei confronti del soggetto
che fornirà il servizio turistico, una recente interpretazione ministeriale afferma che
l’inserimento sul biglietto aereo dell’importo del diritto di prenotazione richiesto
dall’agenzia al cliente può essere adottato correttamente quale procedimento di
certificazione dei corrispettivi percepiti a tal titolo (risoluzione ministeriale 93/E del
2001). Tale procedura è ammissibile a condizione che il titolo di trasporto, oltre
all’indicazione del diritto di prenotazione, contenga tutti gli elementi richiesti dalla
legge per i biglietti di trasporto, affinché gli stessi possano assolvere la funzione
di scontrino fiscale (d.m. del 30 giugno 1992). Colui che materialmente fornisce
il servizio (azienda di trasporto, albergo ecc.) deve emettere a favore del cliente
finale la fattura o la ricevuta fiscale.
Un’ulteriore conferma di quanto sopra esposto deriva dalla risoluzione
ministeriale 125/E del 2004. In questa occasione l’Amministrazione finanziaria ha
chiarito le modalità di certificazione dei corrispettivi corrisposti per il servizio di
prenotazione e vendita di biglietti aerei, sia nel caso in cui il servizio venga prestato
dall’agenzia direttamente sia tramite web. Pertanto l’obbligo di certificazione
dei compensi d’intermediazione riscossi direttamente dai clienti può essere
correttamente assolto attraverso un tagliando annesso al biglietto aereo. Invece,
dato che con le transazioni tramite web le agenzie di viaggio non emettono un
vero e proprio biglietto bensì solo un codice di prenotazione (con cui il cliente
può ritirare direttamente la carta d’imbarco all’aeroporto), esse devono certificare

il corrispettivo nelle forme ordinarie (scontrino o ricevuta fiscale, ovvero fattura,
anche in forma elettronica).
L’aliquota applicabile alle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggio è
quella ordinaria del 20%; esistono tuttavia dei casi di non imponibilità: i servizi di
intermediazione relativi a trasporti internazionali di persone o beni, ai noleggi e
alle locazioni di mezzi di trasporto; i servizi di intermediazione resi in nome e per
conto delle agenzie di viaggio produttrici di servizi turistici relativi a prestazioni
eseguite fuori dalle UE; i servizi di intermediazione soggetti a IVA per i quali sia stata
presentata lettera di intenti. Le agenzie di viaggio che agiscono come intermediarie
devono inoltre, come ogni altra impresa, annotare e conservare esclusivamente le
fatture relative a oneri sostenuti a diretto vantaggio dell’agenzia (e non dei clienti)

 

per l’espletamento della propria attività (acquisto di beni strumentali, materiale di
cancelleria, utenze varie ecc.). Per la registrazione delle fatture, la liquidazione, i
versamenti periodici, nonché la dichiarazione annuale e periodica, restano valide
le regole ordinarie (d.P.R. 633/1972).
b) Tour operator. Nell’ipotesi in cui l’agenzia di viaggio e turismo produca e
organizzi servizi turistici in nome proprio ma a diretto vantaggio del cliente (tour
operator), l’applicazione dell’IVA è regolata dal regime speciale “base da base”. Tale
disciplina prevede che le operazioni di organizzazione di pacchetti turistici aventi a
oggetto viaggi, vacanze e circuiti “tutto compreso” e annessi servizi, manifestazioni,
convegni e simili, dietro pagamento di un corrispettivo globale, effettuate dalle
agenzie di viaggio e turismo, anche tramite mandatari, siano considerate come
un’unica prestazione di servizi, soggetta a IVA se eseguita nel territorio dell’Unione
europea (art. 74-ter del d.P.R. 633/1972 e d.m. 340/1999).
Per pacchetto turistico s’intende la combinazione di almeno due degli elementi
di seguito indicati, purché la durata sia superiore alle 24 ore, ovvero si estenda per
un periodo di tempo comprendente almeno una notte (d.lgs. 111/1995): trasporto,
alloggio e servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio che costituiscono
parte significativa del pacchetto turistico.
Rientrano nell’ambito di applicazione del regime speciale anche le operazioni
consistenti in prestazioni di servizi turistici, non inclusi tra i pacchetti turistici, rese da
altri soggetti e acquisite nella disponibilità dell’agenzia anteriormente a una specifica
richiesta del viaggiatore (art. 74-ter, comma 5-bis, del d.P.R. 633/1972). Per tutte le
altre operazioni, per le quali i singoli servizi non siano acquisiti nella disponibilità
dell’agenzia prima di una specifica richiesta del viaggiatore, si applicano le regole
del regime normale.
Dal momento che le prestazioni risultano imponibili se eseguite nel territorio
dell’Unione europea si possono verificare le seguenti situazioni: viaggio a, ovvero
viaggio UE comprensivo di servizi eseguiti solo all’interno dell’UE (operazione
imponibile); viaggio b, ovvero viaggio extra UE comprensivo di servizi eseguiti solo
al di fuori dell’UE (operazione non imponibile); viaggio c, ovvero viaggio UE con
passaggio in Stati extra UE all’interno dei quali vengono svolte solo operazioni
di trasporto (operazione imponibile); viaggio d, ovvero viaggio extra UE con
passaggio in Stati UE in cui si svolgono solo operazioni di trasporto (operazione
non imponibile) e infine viaggio e, ovvero viaggio UE o extra UE, con passaggio in
Stati extra UE dove si svolgono altre prestazioni oltre il trasporto (operazione mista,
imponibile solo per le prestazioni eseguite nell’UE).
Le operazioni si considerano in ogni caso rese all’atto del pagamento dell’intero
corrispettivo e comunque non oltre la data di inizio del viaggio o del soggiorno.
L’eventuale pagamento di acconti, effettuata dal cliente, così come l’emissione della
fattura da parte dell’agenzia non determinano il sorgere dell’obbligazione ai fini
IVA, che rimane comunque subordinata all’integrale pagamento del corrispettivo o
all’inizio del viaggio. Il viaggio si considera iniziato al momento in cui si effettua la
prima prestazione di servizio a vantaggio del viaggiatore.
Per quanto riguarda la fatturazione, le agenzie di viaggio e turismo emettono
fattura per le prestazioni di servizi rese senza separata indicazione dell’imposta, non

oltre il momento del pagamento integrale del corrispettivo o dell’inizio del viaggio
o del soggiorno, se antecedente. Per espressa disposizione del provvedimento
ministeriale, la fattura deve contenere l’indicazione che “trattasi di operazione per
la quale l’imposta è stata assolta ai sensi del d.m. 340/1999 e che la fattura non
costituisce titolo per la detrazione dell’imposta”. La fattura può essere spedita anche
tramite strumenti informatici, telematici o telefax. Se le prestazioni sono effettuate
tramite intermediario, la fattura può essere emessa dal tour operator entro il mese
successivo a quello di effettuazione della prestazione e può essere domiciliata
presso lo stesso intermediario.
È prevista inoltre la possibilità per l’agenzia intermediaria di assumere la veste
di “sostituto di fatturazione”: la fattura o altro documento equipollente è emessa
dall’agenzia intermediaria, secondo le modalità prima esposte e consegnata al
cliente viaggiatore che la richieda. Ne consegue che l’originale della fattura emessa
dall’agenzia organizzatrice non verrà consegnata al viaggiatore ma sarà conservata
a cura dell’intermediario unitamente alla seconda copia di quella già emessa al
cliente.
Per le prestazioni d’intermediazione relative alle operazioni di agenzie di
viaggio e turismo (diverse da quelle effettuate dai mandatari senza rappresentanza),
le agenzie organizzatrici emettono una fattura riepilogativa mensile per le
provvigioni corrisposte a ciascun intermediario, indipendentemente dall’esistenza
di un contratto di mandato con rappresentanza. La fattura è emessa entro il mese
successivo all’avvenuto pagamento delle provvigioni e annotata entro lo stesso
mese contemporaneamente nei registri delle fatture emesse e nel registro degli
acquisti o nel registro unico.
La fattura deve indicare, separatamente, sia le provvigioni soggette all’imposta
sul valore aggiunto sia le provvigioni non soggette a imposta. La fattura deve inoltre
recare la dicitura che trattasi di fattura emessa ai sensi dell’art. 74-ter, comma 8, 
del d.P.R. 633/1972. La fattura è annotata dall’intermediario nel registro delle fatture
emesse o in quello dei corrispettivi o nel registro unico, con riferimento all’anno di
imposta cui le provvigioni si riferiscono, non oltre il termine di presentazione della
dichiarazione annuale.
L’annotazione è effettuata senza la contabilizzazione della relativa imposta nel
caso di provvigioni soggette a IVA in quanto inerenti a servizi turistici resi all’interno
dell’Unione europea, con l’indicazione della norma di non imponibilità nel caso
di provvigioni inerenti a servizi turistici resi al di fuori dell’Unione europea (d.m.
340/1999).
Qualora non sia stata ricevuta la fattura del tour operator entro il termine
previsto, l’agenzia di viaggio intermediaria può procedere alla registrazione delle
provvigioni sulla base della documentazione contrattuale in suo possesso, salvo
successive rettifiche al momento del ricevimento della fattura. La fattura può essere
spedita anche tramite strumenti informatici, telematici o telefax.
In riferimento alla registrazione dei corrispettivi, quelli relativi alle prestazioni
effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo debbono essere annotati distintamente
nel registro dei corrispettivi, o in apposito registro unico, secondo che si riferiscano
a prestazioni eseguite all’interno dell’UE (operazioni totalmente imponibili), al di
fuori dell’UE (operazioni totalmente non imponibili) ovvero parte all’interno e parte

al di fuori dell’Unione (operazioni parzialmente imponibili) in base agli artt. 24-39
del d.P.R. 633/1972.
Per la descrizione dei corrispettivi relativi a viaggi interamente UE, dei
corrispettivi relativi a viaggi interamente extra UE e dei corrispettivi relativi a viaggi
misti si ha:
viaggio a = 1000 euro;
viaggio b = 600 euro;
viaggio c = 2000 euro;
viaggio d = 300 euro;
viaggio e = 800 euro.
In riferimento agli acquisti dei servizi che compongono il viaggio prodotto
dall’agenzia o che sono stati acquistati dalla stessa in nome proprio ma a vantaggio
del cliente, essi devono essere annotati separatamente rispetto a tutti gli altri
acquisti, distinguendo su relative colonne gli acquisti per prestazioni interamente
UE, gli acquisti interamente fuori UE e gli acquisti per prestazioni miste. Le
registrazioni devono essere effettuate al lordo dell’IVA nei consueti termini. Tutti gli
altri costi sostenuti nell’interesse dell’agenzia devono essere annotati nelle modalità
ordinarie, in una sezione del registro acquisti destinata agli “altri acquisti”, ovvero
nel registro unico. Si tratta di tutti gli acquisti relativi ai beni e ai servizi strumentali
all’attività dell’impresa, quali per esempio: beni strumentali, servizi di consulenza
amministrativa, cancelleria ecc. In tal caso l’annotazione della fattura deve essere
effettuata distinguendo l’imponibile dall’imposta.
La liquidazione dell’imposta dovuta, per i soggetti ammessi al regime speciale
IVA, si effettua mediante il particolare procedimento di deduzione “base da base”.
L’imposta da liquidare e versare periodicamente è calcolata con le seguenti
modalità:
– dall’ammontare dei corrispettivi relativi alle operazioni imponibili divenute esigibili
nel mese precedente si deduce l’ammontare dei costi al lordo dell’imposta,
registrati nello stesso periodo, relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi
effettuate da terzi a diretto vantaggio del viaggiatore dell’agenzia, all’interno
dell’Unione europea;
– sulla differenza determinata nella precedente lettera a, si scorpora la percentuale
dell’IVA inclusa, per ricostituire la base imponibile su cui applicare l’aliquota
ordinaria IVA del 20%;
– dall’ammontare dell’imposta determinata nella precedente lettera b, si detrae,
con le eventuali limitazioni di detraibilità, l’ammontare dell’IVA assolta o dovuta
dall’agenzia o a essa addebitata a titolo di rivalsa in relazione ai beni e ai servizi
acquistati nell’esercizio d’impresa, diversi da quelli forniti da terzi a diretto
vantaggio del viaggiatore (art. 19-bis1 del d.P.R. 633/1972);
– se l’ammontare dei costi di cui alla lettera a, risulta superiore all’ammontare
dei corrispettivi relativi alle operazioni imponibili, l’importo dell’eccedenza è
computato in aumento dei costi registrati nel mese o trimestre successivo. Se
tale eccedenza risulta dalla dichiarazione annuale, il relativo importo è computato
in detrazione nelle liquidazioni periodiche relative all’anno successivo. Per legge
non è, infatti, possibile riportare da tale procedimento un credito d’imposta da
utilizzare in compensazione per le liquidazioni successive.

Il procedimento di calcolo si complica nell’ipotesi in cui siano presenti
anche viaggi misti, dovendosi in tal caso procedere al calcolo della percentuale
di ricavo connessa alla prestazione eseguita all’interno dell’UE (l’unica che rileva
per l’IVA). A tal fine si rende necessario conoscere l’esatto ammontare dei costi
sostenuti per le operazioni effettuate all’interno dell’Unione europea e riguardanti
sia le spese di soggiorno sia quelle di trasporto. In particolare, i costi di trasporto
rilevano unicamente per la distanza percorsa all’interno dell’Unione europeaE, o, in
caso di trasporto marittimo, unicamente per il 5% della distanza complessivamente
percorsa. Si ipotizzi la situazione riportata di seguito:
– Corrispettivi per viaggi interamente UE =1200 euro.
– Corrispettivi per viaggi interamente fuori UE = 500 euro.
– Corrispettivi per viaggi misti = 300 euro.
– Corrispettivi totali = 2000 euro.
– Costi per viaggi interamente UE = 900 euro.
– Costi per viaggi interamente fuori UE = 300 euro.
– Costi per viaggi misti = 200 (la parte UE è pari a 80 euro e la parte fuori UE a 120
euro).
La determinazione dei corrispettivi imponibili relativi alla parte UE dei viaggi
misti avviene applicando ai corrispettivi per viaggi misti la percentuale di incidenza
dei costi relativi alla parte UE dei viaggi misti sul totale dei costi per le prestazioni
miste. Nel caso in esame, la percentuale di incidenza dei costi è pari al 40% (ossia
80 euro su 200) e pertanto i ricavi da considerare imponibili sono per i viaggi misti
pari a 120 euro (ossia 300 euro x 40%).
I corrispettivi imponibili lordi sono pari a 1320 euro (1200 euro + 120 euro),
mentre il totale dei costi imponibili, al lordo dell’IVA, è pari a 980 euro; in tal modo
la base imponibile lorda, data dalla differenza tra ricavi e costi, è pari a 340 euro
(1320 euro – 980 euro). Da questo valore deve essere scorporata l’IVA al fine di
determinare la base imponibile netta. Ai fini dello scorporo si deve effettuare il
seguente calcolo: 340 euro x 100 euro / 120 euro = 283 euro. L’IVA a debito si
ottiene applicando alla base imponibile netta l’aliquota d’imposta: 283 euro x 20%
= 57 euro.
– Base imponibile lorda = 340 euro.
– Base imponibile netta (340 euro / 1,2) = 283 euro.
– IVA a debito (283 euro x 20%) = 57 euro.
Tale procedura deve essere effettuata per ogni periodo di liquidazione,
salvo ragguaglio finale in sede di dichiarazione annuale. Con decorrenza dall’1
gennaio 1998 è istituita l’Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), con
d.lgs. 446/1997. L’imposta ha carattere reale ed è indeducibile dalle imposte sui
redditi e trova applicazione secondo le regole ordinarie previste per la generalità
dei contribuenti.
L’esercizio dell’attività di agenzia di viaggio è inoltre soggetto al pagamento
della tassa di concessione prevista dal d.lgs. 230/1991. La tariffa 23 di tale decreto
fissa la misura della tassa di concessione in funzione del numero degli abitanti
residenti nel Comune in cui ha sede l’agenzia.
Le norme vigenti sui regimi contabili non prevedono adempimenti particolari
per le agenzie di viaggio e turismo; rimangono quindi valide le regole previste per il

regime ordinario, semplificato, forfetario (contribuenti minori) o super semplificato,
in ragione della forma giuridica adottata dal contribuente. Per quanto riguarda le
regole d’applicazione dell’imposta di bollo, valgono quelle stabilite per la generalità
dei contribuenti. Le prestazioni non soggette a IVA di importo superiore a 77,47
euro sono assoggettate all’imposta di bollo mediante apposizione di una marca da
bollo di 1,81 euro sulla notula emessa dalle agenzie di viaggio e turismo.

 

 

 

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